Allegri sotto accusa, ma che sta combinando?

Allegri sotto accusa, ma che sta combinando?

Ai bianconeri manca il gioco e il tecnico è descritto come primo responsabile, errori tattici e di formazione

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    Allegri sotto accusa, ma che sta combinando?


    La Juventus si complica ancora una volta la vita in Champions League, con l’1-1 in casa con il Lione. Se la qualificazione non pare in pericolo, il primo posto adesso è difficile. E sappiamo tutti cosa voglia dire, agli ottavi, affrontare la prima e non la seconda di un girone (Bayern Monaco, do you remember?). Allo Juventus Stadium arriva il secondo pareggio europeo su due partite e, di nuovo, Massimiliano Allegri pare non avere bene in mente come affrontare le partite. Quella con i francesi, poi, si era messa come meglio non avrebbe potuto, sbloccata dopo 13′ da Higuain su rigore.

    Se nel primo tempo, tutto sommato, i bianconeri hanno tenuto botta e sfiorato pure il raddoppio, nella ripresa sono apparsi in apnea. Il Lione ha preso campo, fiducia e ha cominciato ad avvicinarsi a Buffon. Fino a trovare il meritato 1-1, all’85′, con un colpo di testa di Tolisso. Addirittura, con Lacazette, avrebbero potuto vincere, mettendo a quel punto seriamente in pericolo la qualificazione di Nostra Signora Complicazione Affari Semplici.

    Insomma, la Juve che avrebbe dovuto comandare in Italia e in Europa stenta. Anche quando vince, non convince. Se poi non arriva neanche il risultato, le critiche sono scontate. Allegri ha tante frecce al suo arco quest’anno e, paradossalmente, questa cosa gli sta creando problemi. Nel tentativo di far sentire tutti coinvolti nel progetto, finisce per lasciare fuori giocatori che dovrebbero essere sempre in campo (vedi Alex Sandro e Cuadrado) perché capaci di creare superiorità numerica in un momento in cui Dybala e Pjaca sono ai box. L’esperienza di Evra e Daniel Alves si annulla a causa di una condizione fisica non brillante.

    Juventus   Olympique Lione

    Il centrocampo fatica perché Miralem Pjanic è il fratello scarso di quello visto a Roma. Forse pure perché sballottato ora davanti alla difesa, ora regista, ora mezzala, ora trequartista (come ieri sera). E’ tornato Marchisio, ma ancora non può essere al top, mentre Khedira è pure lui un parente lontano di quello di inizio stagione. Ieri, a sorpresa, titolare ha giocato pure Sturaro, che ha conquistato il rigore, ma poi è sparito. Pure lui di ritorno da un lungo infortunio, pure lui a corto di fiato nella ripresa.

    Vogliamo parlare degli infortuni? Ogni partita uno o due bianconeri escono per problemi fisici. Spesso muscolari.

    Ieri è toccato a Bonucci e allo stesso Pjanic. Contro il Napoli era capitato a Chiellini. Un problema vecchio quanto la gestione Allegri a Vinovo, mai risolto. Infine, l’attacco: Mandzukic è stato tanto generoso nel primo tempo, Higuain nel vivo del gioco per 45′. Ma a lui si chiedono i gol e quello del 2-0 avrebbe ammazzato la partita. Scommettete che l’anno scorso l’avrebbe messo dentro?

    La Juve non è tranquilla. Manca il gioco, ecco. Spesso, ieri, lo schema era lancio di Bonucci per la spizzata di Mandzukic. Quando Leo è uscito, anche questa soluzione è sparita dal vocabolario. E la Signora si è ritrovata nuda sotto l’imperversare di un Lione che, perdendo, avrebbe salutato già ieri la possibilità di accedere agli ottavi. Siamo a inizio novembre, l’anno passato da qui iniziò la rimonta strepitosa di Barzagli e compagni. Prima della sosta, c’è la trasferta con il Chievo. Allegri cerca i tre punti per andare al riposo con almeno 4 punti sulle inseguitrici. Ma poi dovrà trovare anche il gioco. Altrimenti, in Europa farà poca strada. E in campionato rischierà, anche se in serie A effettivamente questa Juve pare in grado di vincere anche giocando male.

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