Camorra, partite di serie B truccate: indagato Armando Izzo del Genoa

Camorra, partite di serie B truccate: indagato Armando Izzo del Genoa

Anche un giocatore di serie A coinvolto nelle indagini

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    Partite di serie B truccate dalla camorra

    Truccavano le partite di serie B durante la stagione 2013/2014, sono 10 le ordinanze di custodia cautelare emesse a Secondigliano (Napoli) nei confronti di persone vicine al gruppo camorristico Vanella Grassi. Il clan avrebbe alterato il risultato di alcune gare. Sono sette le persone finite in carcere, nelle indagini è coinvolto anche un calciatore della serie A, Armando Izzo, ex Avellino, oggi in serie A al Genoa. Ai domiciliari, l’ex Luca Pini e il centrocampista dell’Acireale, Francesco Millesi, accusati di concorso esterno ad associazione mafiosa per la loro disponibilità a corrompere giocatori per influenzare il risultato delle gare.

    Tutti i reati sono aggravati da finalità mafiose. Durante le indagini è stata intercettata una telefonata nella quale si dice: “Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena”.

    L’indagine dei carabinieri, che ha svelato un giro di scommesse su gare di calcio, ha portato alla luce la capacità di influenzare alcune partite di B del 2013-2014, giocate in Campania nel 2014: attraverso Armando Izzo, il clan ha coinvolto nell’affare altri soggetti, dell’Avellino corrotti da grosse somme di denaro. Le indagini hanno visto una svolta dopo l’arresto del capo latitante Antonio Accurso, grazie alle sue dichiarazioni, che hanno consentito di decifrare numerose intercettazioni, si è potuto portare alla luce l’interesse della cosca nel settore delle scommesse sportive, in cui reinvestire capitali illeciti accumulati con il traffico di droga e le estorsioni. “L’importanza dell’operazione di oggi è la risposta data nei confronti di questo gruppo criminale che dal 2012 a oggi è stata oggetto di provvedimenti cautelari che hanno mano mano toccato i vertici di questo gruppo, che si distingue per la predisposizione alle contrapposizioni armate”. Lo ha detto, nella conferenza stampa in Procura, il gip Ludovica Mancini che ha aggiunto: “Ancora una volta abbiamo la conferma dell’interesse delle organizzazioni campane al mondo del calcio”.

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