70 anni di Totocalcio: dalla nascita alle vincite milionarie

70 anni di Totocalcio: dalla nascita alle vincite milionarie

Inventato nel 1946, è stato il gioco che ha dato un sogno agli italiani, ripercorriamo la storia

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    70 anni di Totocalcio: dalla nascita alle vincite milionarie

    70 anni e non sentirli. Il Totocalcio ha vissuto un dopoguerra difficile e affrontato la Guerra Fredda. E’ nato, infatti, nello stesso peirodo in cui Winston Churchill, primo ministro britannico, annunciava la grance “cortina di ferro” che seperava ed anzi divideva non solo l’europa ma il mondo intero. In un periodo buio, difficile e “disordinato” c’èera bisogno di aggrapparsi ad un sogno e quel sogno lo poteva realizzare solo il Totocalcio.

    Come nasce il Totocalcio

    La schedina del Totocalcio nasce ufficialmente il 5 maggio del 1946. L’Italia, come il mondo intero, esce dalla tragica seconda guerra mondiale. Il paese che ha provato con mano il fascismo vuole dimenticare, vuole cercare di allontanarsi quanto più possibile dalla politica, dalla guerra e dalle morti e lo fa scegliendo di far sognare gli appassionati di calcio, in Italia, da sempre, sono tantissimi.

    Massimo Della Pergola, giornalista ebreo (da sottolineare perché doma la guerra tutto, o quasi, è tornata alla “normalità”) con altri due suoi amici (Fabio Jegher e Geo Molo), i due soci, accompagnati da poco più di 300 mila lire di capitale daranno il via al Totocalcio ed a una delle storie più belle ed affascinanti di sempre.

    Storia e curiosità

    L’invenzione del Totocalcio non va sottovalutata a semplice gioco d’azzardo ma va data un’ampiezza maggiore. Quando nel 1946 si inizia per le prime volte a giocare alla “schedina” il popolo italiano è deluso, sconfortato e spaesato. Non sa ancora che ne sarà del loro futuro, la vera Repubblica Italiana arriverà soltanto un anno e mezzo dopo e le radici del fascismo sono ancora ben piantate nel terreno del Belpaese nonostante Mussolini non ci sia più.

    Il Totocalcio, per certi versi, salva gli italiani dal quel periodo di transizione dal fascismo alla democrazia, dalle strade vuote e deluso al miracolo economico. Un’Italia che cresce accompagnata dalle partite trasmesse grazie alla radiocronaca Rai e i tifosi pronti a sognare di realizzare i propri sogni attraverso la schedina Sisal.

    Le regole le sapete tutti, o forse no: l’obiettivo era indovinare 12 risultati con la schedina cercando di azzeccare con l’1, 2 o X il risultato finale della partita. Dove 1 sta per la vittoria della squadra di casa, 2 sta per la vittoria della squadra in trasferta e X sta per il pareggio.

    Un gioco semplice ma era complicatissimo indovinare ben 12 risultati tutti in una volta ma questo rendeva il gioco ancora più affascinante.

    Il Totocalcio non ebbe subito successo ma ci volle del tempo: all’inizio venivano stampate cinque milioni di schedine, ma ne vennero giocate appena 34mila ma pian piano il gioco prese il largo e diventò, come si usa dire all’epoca dei social, virale.

    Alle Olimpiadi del 1948 la colonna non costa più 30 lire ma passa a 50 per pagare la trasferta e lo sforzo economico. Nel gennaio del 1951 i risultati delle partite da indovinare passano da 12 a 13 e quindi cambia anche il modo di dire: “Hai fatto tredici!”.

    70 anni di Totocalcio

    Il 5 maggio del 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso un nuovo francobollo dedicato al Totocalcio nella serie tematica “Lo Sport”. Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A e sul frontespizio del bollo sarà rappresentata una vignetta raffigurante un pallone di calcio entro un cartiglio formato, in alto, dalla storica schedina del Totocalcio e, in basso, da una serie di banconote e avrò il valore di 95 centesimi di euro.

    Vincite miliardarie

    Il primo vincitore della schedina Sisal fu Emilio Biasotti, un semplice ed umile impiegato milanese appassionato di calcio originario e tifoso della Roma che grazie al Totocalcio e ad una previsione di 12 partite (1-1-X-X-X-X-X-X-2-1) riuscì a portarsi a casa ben 426.826 lire a fronte di una spesa di 30 lire per la colonna giocata.

    Poco tempo dopo altre due vincite da capogiro: un disoccupato di Genova e una casalinga di Bologna vinsero quasi 1 milione e 700 mila lire a testa mentre nella primavera dell’anno dopo, il 1947, Pietro Aleotti, di Treviso, vinse 64 milioni, cifra che realizza ogni sogno possibile.

    Negli anni ’90 vennero stabiliti i montepremi cosi da sapere in anticipo quanto si poteva vincere. La vincita più alta mai registrata fu il 7 novembre del 1993 quando la schedina vincente pagava ben 5.549.756.245 lire mentre nel complesso il 5 dicembre dello stesso anno la Sisal distribuì vincite per 34.475.852.492 lire.

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