Il futuro di Buffon: dopo i 40 anni il ritiro e il lavoro da selezionatore

Il futuro di Buffon: dopo i 40 anni il ritiro e il lavoro da selezionatore

Il portiere della Juventus e della Nazionale giocherà fino al 2018 per poi iniziare una nuova carriera

da in Calcio, Sport
    Il futuro di Buffon: dopo i 40 anni il ritiro e il lavoro da selezionatore


    Quale sarà il futuro di Buffon?
    E’ una domanda che inizia a circolare tra i tifosi, tra gli addetti ai lavori e anche nello spogliatoio bianconero. Il portiere della Juventus e della Nazionale ha dichiarato di voler giocare, dopo questa stagione, altri due anni per raggiungere i 40 anni ancora in attività per poi ritirarsi ed appendere le scarpette e, nel suo caso, anche i guanti al chiodo e poi concentrarsi, sempre nel calcio, in un altro ruolo nella dirigenza bianconera.

    Gigi Buffon avrebbe l’esperienza, il carisma e le capacità per fare l’allenatore di calcio. Dopo essere stato un’icona, una bandiera e un capitano, come Antonio Conte, Buffon potrebbe diventare un altro grande allenatore bianconero. Un cambio di ruolo non di certo insolito per la “Vecchia Signora”.

    La Juventus però vuole, sempre, allenatori pronti, sia psicologicamente che come preparazione tecnico/tattica. Se pensiamo a duna possibile carriera di Buffon come allenatore, lo potremmo prima vedere, come Conte, allenare una squadra di Serie A di medio/basso livello per poi essere richiamato dalla “Madama” per allenare la Juventus. Un bel percorso ma a quanto pare Buffon, al momento, ha altri piani.

    Durante un’intervista rilasciata a ‘So Foot’, il portierone della Juve e dell’Italia ha affermato che preferirebbe fare l’osservatore, anzi il selezionatore, soprattutto in paesi in cui il calcio sta emergendo prepotentemente e dove la popolazione da “conquistare” con il calcio è ancora molta e nello specifico Buffon si riferisce agli Stati Uniti e alla Cina.

    Immaginarsi Buffon come dirigente della Juventus è una cosa abbastanza semplice e come anche lui ha dichiarato non andrebbe in un’altra società “nemmeno se lo stipendio fosse il doppio”. Però una figura cosi potente e carismatica ha bisogno di un palcoscenico importante, forse lo stesso Gigi ci penserà su perché l’allenatore è un ruolo che, quantomeno, dovrebbe provare.

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