Dodici anni senza Marco Pantani: l’anniversario del Pirata

Dodici anni senza Marco Pantani: l’anniversario del Pirata
da in Ciclismo, Sport, Marco Pantani
Ultimo aggiornamento: Domenica 14/02/2016 11:08

    Sono già dodici anni senza Marco Pantani, dodici San Valentino senza il Pirata che se n’è andato da solo, in una squallida stanza di uno squallido residence in circostanze ancora da definire, ma che hanno ben poco ancora da chiarire. Si sono e stanno scrivendo libri, articoli, indagini su un fatto che diventa sempre più sporco e triste più si scava, rimane sul fondo la storia di un talento purissimo, che ha conosciuto e subito la sua parte oscura, ma che ha avuto il merito di far appassionare milioni di italiani a uno sport che meriterebbe nuovamente più rispetto e visibilità, ossia il ciclismo.

    Marco Pantani ancora al centro delle cronache non soltanto sportive: si riapre anche il caso relativo al Giro d’Italia 1999, quello del dominio del Pirata lanciato verso il bis in rosa, fermato alla vigilia dell’arrivo da un controllo a Madonna di Campiglio. La procura di Forlì ha aperto un fascicolo per associazione per delinquere finalizzata a frode e truffa sportiva e si ritorna a parlare di strane storie e traffici soprattutto di scommesse intorno alla figura del campione. Torna nuovamente fuori il nome di Renato Vallanzasca: il bandito milanese aveva infatti rivelato, dal carcere, di aver ricevuto suggerimenti per puntare contro Pantani proprio quando sembrava ormai certo della vittoria.

    Ma facciamo un passo indietro. Marco Pantani aveva vinto il Giro d’Italia 1998 e poi il Tour de France nel luglio successivo scrivendo il proprio nome nella storia del ciclismo. Il tempo ha rivelato che nel sangue del Pirata, in seguito a esami più approfonditi e recenti in Francia, sarebbe stata trovata traccia di EPO, un po’ come nelle provette di tutti gli altri esaminati peraltro. Al Giro 1999 Pantani si presenta da favorito e infatti domina emozionando l’Italia intera con imprese come quella straordinaria di Oropa quando, fermato da un salto di catena a inizio salita, recupera a uno a uno tutti i ciclisti del gruppo fino a vincere. Ma proprio in occasione dell’ultima tappa montana, con partenza a Madonna di Campiglio, viene fermato a scopo precauzionale in quanto il suo livello di ematocrito era del 51.9% quando il limite era del 50% con un punto percentuale di tolleranza.

    Premesso che non si trattava di positività, anche se quell’ematocrito così alto poteva significare un’alterazione esterna dei valori del sangue, rimane un fatto quasi inspiegabile: Pantani era certo di quel controllo, era stato peraltro controllato durante tutto il Giro con esito negativo. La sera precedente si era autocontrollato con esito 48%. Eppure la mattina era al 51.9%, anche se un controllo nel pomeriggio lo dava nuovamente sotto il limite consentito. Ma il regolamento era chiaro: stop di 15 giorni poi nuovo controllo e libertà di tornare in gruppo. Ma da quel giorno Pantani ne uscì distrutto e diverso e sappiamo tutti come è finita. Cosa è capitato?

    C’è sempre la possibilità che l’assunzione di sostanze dopanti non sia funzionata a dovere ossia che si sia arrivati non al limite consentito, ma un po’ oltre, anche per via dell’altitudine e della disidratazione. Inutile nascondersi dietro a un dito e sbandierare pulizia quando tutto il gruppo era alterato. Tuttavia ci sono altri, inquietanti scenari come quelli delle scommesse clandestine legati alla camorra. Per riassumere in poche parole quel che Vallanzasca aveva già raccontato da tempo, ma che non è stato mai considerato sul serio: con Pantani ormai con 5 minuti di vantaggio sul secondo e pronto a vincere un’ennesima tappa emozionante, si è agiti per fermarlo e per far vincere un rivale ormai rassegnato al secondo posto (leggi: Ivan Gotti) che ovviamente era dato con quote altissime. C’era stato anche un episodio precedente: proprio quando il Giro arriva a Cesenatico, Pantani arriva con 20 minuti di ritardo al prelievo e viene minacciato di esclusione e squalifica, ma dopo il test negativo non viene presa alcuna decisione. Una brutta storia davvero, che però dev’essere chiarita il prima possibile. MORTE PANTANI: IL FAX CHE SPOSTEREBBE L’ORA DEL DECESSO

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