Mourinho: le 10 frasi più famose

Le dieci perle regalate in questi anni dall'allenatore portoghese

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    Soccer   Jose Mourinho File Photo

    Quali sono le dieci frasi di Mourinho diventate più celebri e famose? Si può dire che è antipatico, che è arrogante e saccente, ma di certo José non le manda a dire a nessuno e infatti in questi anni ci ha regalato delle vere perle indimenticabili. Abbiamo raccolto le esternazioni diventate immortali del neo-ex-allenatore del Chelsea, esonerato dopo le troppe sconfitte e la troppa vicinanza alla zona retrocessione.

    SPECIAL ONE

    Il suo soprannome forse più famoso, lo special one, deriva da una frase che aveva pronunciato non appena seduto sulla panchina del Chelsea, fresco di vittoria in Champions League col Porto: “Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale. Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto su una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e poi dopo Dio, io”.

    NON SONO PIRLA

    Alla presentazione da allenatore dell’Inter, prima dello storico Triplete, un giornalista lo stuzzica sulla possibilità che il pupillo Lampard possa trasferirsi sotto la Madonnina, ma lui ci pensa un po’ e, con il suo italiano già perfetto, dice: “Ma io non sono pirla“.

    ZERO TITULI

    Un altro marchio di fabbrica è “Zero tituli” e le vittime sono la Roma e il Milan: “A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l’opinione pubblica per un mondo che non è il mio. Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli”. Poi ce n’è anche per la Juventus: “Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali”.

    MONACO

    L’A.D. del Catania, Pietro Lo Monaco, era furibondo a seguito di un match molto discusso e aveva esternato la volontà di prendere a bastonate sui denti Mourinho. Lui, serafico, commenta: “Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Ma non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità”

    WENGER VOYEUR

    Mou odia terribilmente Wenger dell’Arsenal e l’apice l’ha raggiunto con “Ha un vero problema con noi e credo che lui sia quello che in Inghilterra si chiama voyeur. Gli piace guardare”.

    BENITEZ

    Nemmeno Rafa Benitez è ben visto da Mou: “Tre anni senza vincere una Premier? Non credo avrei ancora un lavoro”.

    JUVE E RIGORI

    Che la Juve stesse sull’anima a Mou non era un mistero, soprattutto per i presunti favoreggiamenti. Troppi rigori? “Area con venticinque metri ce n’è solo una in Italia”. Ogni riferimento è puramente casuale.

    IL POTERE DEL BARCELLONA

    Arbitri croce e delizia, ma più croce, soprattutto quando perdi 0-2 col Barcellona in casa mentre sei alla guida del Real Madrid: “Se io dico a lei e alla Uefa quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché? Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Perché Ovrebo da tre anni? Perché il Chelsea non è potuto andare in finale? Non so se è la pubblicità dell’Unicef, non so se è il potere del signore Villar all’interno della Uefa”.

    ZEMAN

    Provochi Mou? E lui ti disintegra, è toccato anche a Zeman: “Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Lo cercherò su Google”.

    LE ULTIME PAROLE FAMOSE

    Due mesi prima dell’esonero dal Chelsea: “Se la società vuole cacciarmi, deve farlo, perché io non scappo. Vincere il titolo adesso è molto difficile perché la distanza è tanta, ma sono convinto che finiremo fra le prime 4. È un momento cruciale nella storia del club perché se mi esonerano, cacciano il miglior allenatore che questa società abbia mai avuto”