Il coro del Rosenborg e dei calciatori ultrà, attenta Lazio

Il coro del Rosenborg e dei calciatori ultrà, attenta Lazio
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    Calciatore diventa ultrà per festeggiare il titolo nazionale

    Compito difficile quello della Lazio stasera in Europa League nello scontro contro il Rosenborg. Non solo perché il team norvegese è più in forma che mai, peraltro fresco vincitore del 23esimo titolo nazionale, ma perché sarà da affrontare una delle tifoserie più calde d’Europa se non del mondo. Per combattere il freddo che attanaglia il paese scandinavo, c’è infatti la Kjernen ossia il gruppo di tifosi organizzati dei Troillongan che è stato fondato nel 2006 e che dà sempre un grande spettacolo. Come ad esempio si può ammirare nel video qui sopra.

    Nel video qui sopra si può ammirare il difensore del Rosenborg, Mikael Dorsin, che prende il megafono e inizia a intonare un coro molto piano, una canzoncina che sembra quasi delicata (e peraltro è anche intonato). Un Shalalalalalà che viene diffuso per lo stadio con i tifosi che si caricano a manetta e sono pronti poi per esplodere non appena il loro idolo dà un segno di via. Un coro spaventoso che risuona nell’impianto e che scatena l’entusiasmo generale. Il video del calciatore-capo ultras ha fatto il giro d’Europa.

    D’altra parte mancava da 23 anni lo scudetto e si può anche capire il perché di tanto entusiasmo. La Lazio riparte da una situazione in classifica delicata, per qualificarsi con un po’ di tranquillità al turno successivo. Ricordiamo che all’andata era terminata 3-1 dunque si cercherà di ripetere la bella prestazione anche al Lerkendal Stadion. Ma non sarà affatto semplice perché c’è ancora l’onda lunga della vittoria nello scudetto norvegese che mancava da un lustro.

    E i sostenitori del Rosenborg già normalmente sono caldissimi figurarsi ora. Come funziona questa tifoseria organizzata? Non ci sono veri e propri capi perché la struttura è orizzontale, c’è un Consiglio che vigila sul comportamento della curva e sugli impegni presi. C’è anche un manifesto pubblicato sul sito ufficiale che promette fedeltà al supporto e al rispetto della storia del Rosenborg BK. Anche nella sconfitta. Ci sono 2115 membri e 2000 sempre presenti nella Ovre Ost (la curva) e la violenza è lasciata fuori. Un gran bell’esempio.

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