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Una bici con motore nascosta dal meccanico Movistar alla Vuelta?

Una bici con motore nascosta dal meccanico Movistar alla Vuelta?
da in Ciclismo, Sport
Ultimo aggiornamento: Giovedì 11/05/2017 07:17

    C’è un video girato da uno spettatore alla Vuelta di Spagna 2015 che sta facendo discutere, perché per molti si tratterebbe della inequivocabile conferma della presenza di bici dopate in gruppo ossia di mezzi con propulsore elettrico (un motorino, per intenderci) in grado di dare una spinta in più. Si tratta di un filmato catturato in occasione della nona tappa, quella con arrivo tremendo in salita alla Cumbre del Sol con pendenze del 19%. Si vede un meccanico, della squadra Movistar, che in tutta fretta fa sparire una bici seguendo le indicazioni del direttore sportivo: “Nascondila e fai in modo che nessuno la veda!”. A fine video, la figlioletta dell’autore del video chiede: “Cosa c’era da nascondere”. E lui risponde: “Non ne ho idea”. Cosa è successo? Il video vi aspetta nella prossima pagina, così come la spiegazione.

    Ecco il video. Si vede il meccanico fuggire con la bici seguendo gli ordini del direttore sportivo che urla frasi che in effetti suonano particolarmente sinistre. La teoria dei complottisti: certo, la bici era da nascondere subito prima che qualcuno si accorgesse del motore elettrico al suo interno, quello che fa viaggiare i ciclisti veloci con meno sforzo, soprattutto in una tappa dura come quella che stavano correndo in quel momento. La verità? Molto meno affascinante della cospirazione.

    La verità è semplice quanto poco appetitosa, mediaticamente parlando: la bici era scassata e per questioni di sponsor non è bello viaggiare con una bicicletta distrutta in bella mostra sul tetto dell’ammiraglia in bella vista di tutti gli spettatori, ma soprattutto della TV. Nello specifico, la bici Canyon appare inequivocabilmente il danno nella congiunzione tra la tubazione orizzontale e quella del reggisella. A supporto di ciò è arrivata anche la dichiarazione del DS Josè Luis Arrieta: “Non vogliamo che si veda il materiale rotto in segno di rispetto al fabbricante, è una manovra abituale. In più volevamo ripararla il prima possibile per la tappa successiva. Visto che ora c’è una batteria che serve a controllare il cambio e il deragliatore, volevamo velocizzare il lavoro di riposizionamento dei fili e per questo avevamo già tolto la sella“.

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