Clandestino si finge calciatore e il Chieti lo porta in ritiro

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    Clandestino si finge calciatore e il Chieti lo porta in ritiro

    La storia ha dell’incredibile ma è successa veramente. Issiaka è un giovane 18enne clandestino arrivato in Italia col flusso di immigrazione che sta colpendo il nostro Paese ormai da diverso tempo. Questo ragazzo, nato nel Gambia, dopo essere scappato dal centro di accoglienza di Alba Adriatica (in Abruzzo) ha tentato di avverare un fantastico sogno-truffa: quello di diventare un calciatore. Si perchè Issiaka ha la passione del calcio e probabilmente ha anche delle discrete doti tecniche tanto da aver fatto abboccare i dirigenti del Giovane Chieti Calcio. Il ragazzo, dopo essere scappato dal centro di accoglienza, ha deciso di spacciarsi per Lamine Diatta, difensore del Senegal, che nel recente passato ha giocato nel Dakar.

    Issiaka, fintosi appunto per Diatta, ha portato il proprio curriculum spiegando la sua carriera e di voler sostenere un provino per provare l’avventura nel calcio italiano. Il giovane clandestino ha prima bussato alla porta del Pescara, in Serie B, dove non è stato considerato all’altezza della categoria poi, imperterrito, ha provato con il Giovanile Chieti Calcio, militante nel campionato di Serie D. Questa volta il suo provino è andato a buon fine tanto da essere stato aggregato alla squadra col quale ha sostenuto il ritiro pre-campionato. Il suo sogno sembrava ormai compiuto ma la beffa atroce per Issiaka è arrivata sul più bello. Le bugie, si sa, hanno le gambe corte e i dirigenti del Chieti si sono insospettiti dalle continue pressioni che faceva il giovane per aver il foglio di visto e di permesso di soggiorno. Da li un avvocato della società e della comunità senegalese, prima di iniziare la procedura per il permesso di soggiorno, ha indagato meglio sulla storia recente del ragazzo e sopratutto sul presunto contratto da svincolato che in teoria doveva possedere il vero calciatore Lamine Diatta. Scoperta l’incredibile truffa e il tentativo di raggiro è stata subito chiamata la polizia che ha riportato il ragazzo nel centro di accoglienza abruzzese dal quale era fuggito qualche mese prima. Il suo grande bluff è finito, per sua sfortuna, a pochi giorni dalla firma del contratto che lo poteva lanciare nel calcio italiano.