Il calcio è malato: tutte le squadre gloriose fallite questa estate

Calcio: Dopo il Parma altri otto club professionistici hanno dovuto dire addio al calcio che conta. Ecco i fallimenti più incredibili degli ultimi mesi.

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    Conti societari gonfiati, prestiti sproporzionati e presidenti latitanti hanno fatto sprofondare nel baratro un numero incredibile di società calcistiche. Il caso più eclatante è stato sicuramente quello del Parma Calcio che ha dovuto dire addio alla Serie A dopo anni ricchi di successi ma anche altre grandi piazze della penisola dovranno ripartire dai Dilettanti dopo delle gestioni societarie sbagliate. Si conta che dall’anno 2000 ben 115 società sportive sono fallite e negli ultimi mesi ben 8 società hanno dovuto salutare il professionismo. Barletta, Castiglione, Grosseto, Monza, Real Vicenza, Reggina, Varese e Venezia hanno registrato buchi finanziari mostruosi e saranno costrette a ripartire dalla Serie D. Ecco i casi più sconvolgenti che hanno colpito alcune società.

    Varese

    Il Varese ha sognato per diverse stagioni di approdare in Serie A. Due anni fa il club lombardo ha perso la finale dei Playoff di Serie B contro la Sampdoria e ha visto sfumare il sogno della massima serie all’ultima partita. Il 14 Luglio, con un comunicato sul proprio sito internet, è stato dichiarata fallita la società. Per il Varese è il secondo fallimento negli ultimi 11 anni. Il club lombardo, per cercare la scalata alla Serie A, ha creato un buco economico di oltre 10 milioni di euro. Gli ultimi mesi di agonia hanno visto apparire a Varese personaggi poco raccomandabili come Pierpaolo Cassarà (avvocato radiato dall’Ordine e condannato a patteggiare una pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione per una serie di illeciti) e Alì Zeaiter, imprenditore che ha patteggiato una condanna a 3 anni e mezzo per aver pagato delle auto con assegni falsi.

    Venezia

    Per il Venezia, dopo gli anni d’oro in Serie A con la coppia Maniero-Recoba, sono arrivati tanti anni bui. Per il club neroverde è il terzo fallimento negli ultimi 10 anni, un record negativo poco invidiabile. Nel 2011 quando l’ex sindaco di Khimki Yuri Korablin rilevò la maggioranza del club e in molti pensarono alla rinascita del club. Solo tre anni più tardi invece è arrivato il terzo fallimento societario non avendo 2 milioni di euro sufficienti per saldare il buco econimico del club.

    Reggina

    Anche la Reggina ha dovuto dire addio al calcio che conta. Il club calabro, dopo aver scritto pagine memorabili in Serie A come l’incredibile salvezza del 2007 con 11 punti di penalizzazione, è stata costretta ad abbandonare il professionismo da qualche giorno. Lillo Foti, presidente da oltre 29 anni, ha tentato in tutti i modi di salvare il club cercando nuovi fondi in Italia e all’estero, andando anche in Australia alla ricerca di compratori ma non riuscendoli a trovare. Per la Reggina ci sarà la Serie D con una nuova proprietà ancora da definire.

    Monza

    Infine l’incredibile fine del Calcio Monza. Emery Armstrong, presidente brasialiano del club, aveva allestito uno squadrone per puntare alla Serie B. Tutto funzionava alla perfezione fino a quando arrivò la polizia internazionale ad indagare su questo fatiscente imprenditore. Buchi economici pazzeschi in giro per il mondo, compresi quelli del club biancorosso, e triste epilogo. A Gennaio la squadra viene smembrata e alla guida del club arriva tale Dennis Bingham, presunto imprenditore di una ditta in Oman. Neanche il tempo di firmare un assegno e qualche settimana dopo cedette il Monza a Piero Montaquila e Fabio Di Stanislao, ex presidente del Lanciano Calcio condannato a 7 anni di carcere. La terza proprietà fa solo danni e il Monza, seppur riesca a salvarsi sul campo, deve dire addio alla Lega Pro per i suoi enormi debiti.