Le 10 frasi più belle ad affetto dette da Josè Mourinho

Le 10 frasi più belle ad affetto dette da Josè Mourinho
da in Calcio, José Mourinho, Sport
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16/11/2016 07:17

    Josè Mourinho è uno degli allenatori più amati e odiati del mondo. Alcuni lo adorano per il suo modo di fare e allenare, altri invece non lo sopportano e gufano tutte le sue partite. Josè ha fatto dell’arroganza la sua arma di punta in quasi tutte le sue conferenze stampa. Attacchi ad altri allenatori, piagnistei ad ogni torto subito ed esaltazione del proprio ego per ogni vittoria. Insomma che piaccia oppure no, Mourinho è uno dei grandi mister della storia del calcio. Abbiamo voluto racchiudere in questo articolo tutte le frasi top della sua carriera. Ve le ricordate tutte?

    Il profeta di Setubal arrivò ad allenare il Chelsea dopo aver vinto la Champions League col Porto. Il portoghese si fece subito conoscere alla stampa inglese nella sua prima conferenza stampa: «Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere un tipo speciale.»

    Durante la sua carriera da allenatore ha sempre fatto capire di sentirsi speciale se non addirittura qualcosa di più, come ha raccontato in questa intervista: «Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io.»

    Josè ha sicuramente tante qualità come allenatore e motivatore, ma di certo una di queste non è l’umiltà come è stato confermato a più riprese. Durante una conferenza spiegò: «Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me»

    L’allenatore portoghese si è sempre fatto ‘voler bene’ dai propri colleghi. Conferenze al vetriolo ed insulti mascherati sono sempre stati fatti. Uno dei primi bersagli fu Ranieri, reo di non aver mai imparato l’inglese: “Ho studiato l’italiano cinque ore al giorno e per molti mesi al fine di poter comunicare alla perfezione con voi, la squadra ed i tifosi. Ranieri è stato in Inghilterra per cinque anni ed ancora faceva fatica a dire “buongiorno” e ‘buonasera’”.

    Mourinho è da sempre un grande lavoratore. Nel suo credo, alla base del successo, c’è il lavoro quotidiano sul campo. Se un giocatore non fatica non avrà occasioni di vincere e anche in questa intervista l’ha detto: «Posso lavorare di più. Quello che non posso fare sono i miracoli: io non sono Merlino o Harry Potter»

    In Italia, ai tempi dell’Inter, Mourinho si è sbizzarrito in performance televisive. Grazie ai giornali, sempre attenti a riportare ogni sua minima frase, il portoghese si è potuto divertire con frasi ad affetto, come questa: «Sento il rumore dei nemici e mi piace.»

    Passano gli anni ma lui è sempre in campo. Molti allenatori soffrono la vita quotidiana e si prendono delle pause per ricaricare le energie. Per l’allenatore portoghese però non è cosi e spesso ha spiegato come sia fondamentale il calcio nella sua vita tanto da raccontare che probabilmente continuerà ad allenare fino a dopo i 70 anni: “Amo il calcio, amo allenare e probabilmente sarò in panchina anche dopo i settant’anni: sono solo all’inizio della mia carriera.”

    Trovare un tecnico di alto livello che sia amico di Mourinho è veramente difficile. Spesso e volentieri ha sparato contro chiunque criticasse il suo gioco. Zeman che spiegò come fosse basato sulle ripartenze il gioco di Mourinho all’Inter disse: “Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Lo cercherò su Google”

    Quando gli fu consegnata la Laurea Honoris Causa spiegò che non tutti della giuria erano d’accordo sul suo proclamo. Lui, per polemizzare anche quel giorno, decise di paragonarsi a Gesù: «Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, anche Gesù non piaceva a tutti.»

    Per Mourinho la vittoria è l’unica cosa che conta. In Premier si è fatto tanti ‘nemici’ per le sue bordate ai tecnici dei team rivali. Rafa Benitez e Arsene Wenger vennero additati da Mourinho come due fortunati perchè avevano speso tanti soldi i loro club ma lor non vincevano mai: «Tre anni senza vincere una Premier? Non credo avrei ancora un lavoro»

    868

    PIÙ POPOLARI