Violenza negli stadi: i casi più famosi

La storia del calcio è costellata da casi eclatanti di violenza sugli spalti e tra le presunte tifoserie, che spesso e volentieri non sono altro che una scusa per sgorgare violenza senza confini

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    La violenza negli stadi, sordida rappresentazione di episodi da condannare sempre e comunque, è un fenomeno dilagante che interessa tutti i paesi, tutte le società, indipendentemente dai colori di una squadra o dalle motivazioni alla base dei disordini all’interno o all’esterno di un impianto sportivo. Con cadenza drammatica, ci troviamo a leggere sulle prime pagine dei quotidiani sportivi eventi da stigmatizzare con forza che attanagliano il fair-play alla base, distruggendolo e a mò di metamorfosi, trasformano lo stadio in campo di battaglia, teatro dove sistemare vecchi conti aperti, dimenticando a casa il buon senso e spalancando le porte alla follia.

    LE CAUSE DELLE VIOLENZE

    La violenza negli stadi ha diverse gradazioni di gravità e può oscillare da semplici tafferugli, quasi innocenti conditi da sfottò tra tifoserie appassionate a vere e proprie risse ed incidenti che coinvolgono le forze dell’ordine e sono accompagnati da caos, distruzione e un bollettino da guerriglia. Talvolta è sufficiente lanciare una provocazione, un diverbio acceso e si sprofonda nella pericolosa spirale di violenza da cui è impossibile poi uscire; alcuni studi di sociologia hanno dimostrato come la rabbia dei gruppi ultrà organizzati è proporzionale alla massiccia presenza di polizia in assetto anti-sommossa, pronta a sedare le intemperanze sul nascere. Tutti sono consapevoli come sia elementare accendere la miccia della violenza e far sfociare una gara di calcio in una guerra civile inattesa e spesso i motivi alla base di questi episodi disdicevoli esulano ampiamente dal tema sportivo.

    I RESPONSABILI

    Tra i gruppi di ultrà strutturati e coesi in una casta imperforabile, fatta da regole ben precise, codici da rispettare e linguaggio criptico e a sè stante, gli hooligan sono quelli più tristemente famosi; il termine di derivazione inglese si riferisce ai tifosi più ribelli del campionato inglese, o più in generale dei tornei nordici. Protagonisti di incidenti e disordini di ogni tipo, sia in casa che quando si recano in trasferta, fronteggiare le azioni degli hooligan resta lo spauracchio di ogni poliziotto. Tante le misure preventive e non, pensate e adottate in questi ultimi anni per glissare all’ira incontrollata degli ultrà più accaniti; dall’uso di telecamere a circuito chiuso all’identificazione personale del tifoso, attraverso lo strumento innovativo nel suo genere della tessera del tifoso, introdotta nel nostro paese dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, nell’agosto 2009 e aspramente criticato dai supporters italiani che continuano a non considerarlo come un escamotage per arrivare a debellare la violenza negli stadi. Nato come pass per fidelizzare, rendendolo trasparente, il rapporto tra società e tifoso, mettendo al margine gli individui che hanno pendenze con la giustizia sportiva, la tessera del tifoso sta iniziando a dare i primi frutti, ma di certo saranno sempre buon senso e ragionevolezza i cardini di uno sport sicuro e senza violenza. Passiamo in rassegna alcuni esempi di casi eclatanti.

    La strage dell’Heysel

    La finale dell’allora Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus, datata 29 maggio 1985, resta ad oggi come una delle più nefaste tragedie del calcio mai avvenute. La gara si disputò ugualmente, attirando una rovente scia di polemiche e nel contatto tra le tifoserie persero la vita 39 persone, tra cui 32 supporters bianconeri e si contarono oltre 600 feriti.

    Ultrà serbi protgonisti a Genova.

    Di recente memoria, la sospensione della gara valida per le qualificazioni agi Europei 2012 in Polonia e Ucraina, tra Italia e Serbia giocata allo stadio Marassi di Genova. Una frangia irriducibile di ultrà nazionalisti serbi ha scatenato il caos, impedendo il regolare svolgimento del match.

    Scontri a San Siro di Milano

    La storia sportiva del nostro paese pullula, ahinoi, di episodi di violenza; tra gli altri, questo video immortala la follia di alcuni tifosi giallorossi in trasferta a Milano, situazione poi precipitata con l’intervento duro delle forze dell’ordine.

    Il derby, gara a bollino rosso.

    Tutte le gare portano con sè un potenziale rischio di sfociare in una violenza collettiva e senza senno, ma le stracittadine sono considerati i match da tenere maggiormente sotto controllo. In queste immagini vediamo la follia dei tifosi fiorentini e pisani, venuti a contatto nel dicembre 1985.

    Pescara-Salernitana degenera in guerriglia.

    Quando di mezzo c’è un’ipotetica promozione in Serie A e il campionato è agli sgoccioli, gli animi possono accendersi in men che non si dica, sopratutto se sul campo la propria squadra viene sconfitta. Domenica di delirio all’Adriatico di Pescara, con i supporters campani delusi e amareggiati dal risultato.

    L’eterno disprezzo tra Fiorentina e Juventus.

    Nella lunga lista di tifoserie rivali da sempre, un posto d’onore lo occupano Fiorentina e Juventus, protagoniste di disordini e tafferugli in diversi momenti nella loro storia, come in questa, all’apparenza tranquilla, domenica di inizio campionato 1991-1992.