Muhammad Ali: il guantone del pugno fantasma all’asta per un milione di dollari

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    Muhammad Ali: il guantone del pugno fantasma all’asta per un milione di dollari

    È andato all’asta per ben un milione di dollari il guantone indossato da Muhammad Alì nel corso della rivincita dei mondiali dei pesi massimi del maggio 1965 contro Sonny Liston. Già, parliamo proprio del guantone che ha rifilato (o no?) il celeberrimo pugno fantasma che tanto ha fatto discutere e che ancora oggi divide le coscienze. Che sia stato un fulmineo destro d’incontro dal risultato spropositamente efficace oppure al contrario l’apice di una trama ordita per sfruttare al meglio il volume spaventoso delle scommesse clanestine?

    I fatti: Cassius Clay aveva sconfitto Sonny Liston il 25 febbraio del 1964 a Miami diventando campione del mondo e cambiando il proprio nome in Muhammad Ali da lì a poco. La rivincita fu organizzata esattamente un anno e tre mesi dopo ossia il 25 maggio del 1965. Al primo round Alì sfida con arroganza e sicurezza Liston abbassando la guardia e invitandolo a esporsi: l’ex-campione è in attacco, ma in realtà è la preda della tattica dell’agilissimo e giovane rivale che aspetta il momento buono per un rapido destro che lo manda irrimediabilmente al tappeto dopo nemmeno due riprese.

    Tutti gli spettatori, ma anche la stampa presente, quasi non capirono cosa successe: sembrava un “innocuo” destro certo fulmineo, ma non così pesante da valere un KO. Eppure c’è chi racconta tutt’altro: dopo aver schivato il sinistro di Liston lo colpisce alla mascella con un destro velocissimo. E potente: il piede d’appoggio dell’avversario si alza per il contraccolpo e parliamo di una montagna di muscoli di quasi un quintale. Alì guarda poi con sfida Liston urlandogli: Alzati e combatti, cogl***e! Ma dopo un primo tentativo il match viene chiuso per KO.

    Dietro tutto questo aleggiava l’ombra della mafia per via delle scommesse: Liston avrebbe finto il KO favorendo la vittoria dello sfavorito Alì che causò un terremoto nel mondo dei bookmakers. Recentemente l’ex Cassius Clay aveva confermato che il pugno assestato era d’incontro e non così pesante, che l’aveva percepito dal guantone, ma che non era sicuro fosse effettivamente stato tale da causare un KO. Ora quel guantone finisce nelle memorabilia private per un prezzo mai visto prima.