Pagelle Mondiali 2014: tutti i promossi e i bocciati

Pagelle Mondiali 2014: tutti i promossi e i bocciati
da in Calcio, Mondiali di calcio, Nazionale italiana di calcio, Sport
Ultimo aggiornamento:

    Terminati i Mondiali 2014 in Brasile, siamo pronti con le pagelle di questa Coppa del Mondo appena conclusa con la vittoria della Germania per 1-0 contro l’Argentina nella finalissima. Sarà un’edizione che si ricorderà per le cadute di nazionali prestigiose come Italia, Spagna e Inghilterra e la salita di squadre con più fame e talento come il sorprendente Costa Rica. Un Mondiale dei portieri e dei giovani che chiedono spazio ai grandi vecchi. Dopo il salto tutti i voti, da 10 a 0.

    Non si può non dare il massimo dei voti alla nazionale vincitrice di questi Mondiali 2014, perché non ha mai perso e perché ha sempre dimostrato di essere la più solida in difesa e la più concreta in attacco. E’ stata una coppa del mondo faticosissima a livello psico e soprattutto fisico, ma i tedeschi hanno sempre retto alla grande, meritando la vittoria.

    Quanto talento concentrato in un ruolo spesso poco considerato. Neuer è stato designato il migliore, ma l’argentino Romero ha fatto dimenticare gli erroracci alla Sampdoria parando due rigori decisivi all’Olanda. E che dire del messicano Ochoa e del costaricense Navas? Senza dimenticare il colombiano Ospina, insomma, grande talento in porta.

    James Rodriguez è il simbolo di questa nuova età verde del calcio mondiale: il colombiano classe ’91 ora vale già 85 milioni di euro, tanti ne avrebbe offerti il Real Madrid per assicurarsi l’attaccante del Monaco e capocannoniere iridato. Ci mette sempre l’anima e segna nella sconfitta contro il Brasile ai quarti di finale, terminando in lacrime, consolato dagli avversari.

    Il Costa Rica merita forse un voto molto più alto di un semplice 7: i centroamericani hanno giocato un Mondiale eccezionale eliminando in un sol colpo Italia e Inghilterra ai gironi, costringendo l’Uruguay a giocare contro la Colombia e a uscire agli ottavi, sconfiggendo la Grecia e poi venendo battuta dall’Olanda solamente ai rigori. La semifinale era a un passo, ma non si erano fatti i conti con il miracolo Krul.

    Dare a Messi il premio come miglior giocatore è eccessivo e incomprensibile dato che non ha fatto quasi più nulla dall’assist a Di Maria agli ottavi. Fantasma in semifinale e in finale, è il perfetto simbolo dell’Argentina che è giunta zitta-zitta fino a giocarsi la Coppa, raccogliendo decisamente molto più di quanto ha seminato.

    Certo, la legge della TV è sacrosanta perché porta soldi a palate e dunque l’orario locale delle 13 era perfetto per tutto il pianeta, ma ha costretto i calciatori a esperienze al limite del paranormale, simili a quelle incontrate durante il Mondiale di USA 1994. Marchisio ha addirittura parlato di “allucinazioni”.

    Nessuno si ricorderà della doppietta fenomenale all’Inghilterra perché Suarez si è ancora una volta esibito in una sua sceneggiata, morsicando Chiellini e scatenando un vero meme online.

    Perché un attaccante di così cristallino talento deve abbassarsi a questi gesti e a simulazioni raccapriccianti? Purtroppo furbizia tattica non sempre significa anche intelligenza.

    Una nazionale partita alla grande e poi inabissatasi nella propria mediocrità per limiti tecnici, fisici e di organico. L’Italia e dunque Prandelli escono con le ossa rotte da questi Mondiali, fuori per la seconda volta consecutiva ai gironi. Balotelli è più il simbolo che il capro espiatorio della nostra condizione di sopravvalutati, poco umili e poco impegnati.

    Uno degli attaccanti più scarsi mai visti in nazionale brasiliana, è stato il simbolo della disfatta verdeoro per la sua inconsistenza e per la sua “impalpabilità”. Eletto a furor di popolo nemico (calcistico) pubblico numero uno.

    Dopo la vittoria contro gli scarsissimi inglesi, sembrava che l’Italia dovesse spaccare tutto e fosse pronta al nuovo successo per raggiungere il Brasile a quota cinque coppe del mondo. Invece sono arrivate due sconfitte nette. Parte della colpa dell’atteggiamento poco produttivo e umile dei calciatori parte proprio da chi li esalta troppo, in modo sconsiderato.

    Per la prima volta i campioni uscenti sono già matematicamente eliminati dopo due partite dei gironi di qualificazione. Fatali sono state le sconfitte contro l’Olanda (una scoppola tremenda 1-5) e poi contro il Cile. Inutile l’ultima vittoria contro l’altra già eliminata, l’Australia. È la fine di un ciclo e l’inizio di un periodo di rinnovamento del calcio.

    1126

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CalcioMondiali di calcioNazionale italiana di calcioSport
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI