Mondiali Brasile 2014 news, Neymar: fortunato a non essere su una sedia a rotelle

Mondiali Brasile 2014 news, Neymar: fortunato a non essere su una sedia a rotelle
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    Neymar: Mi sento fortunato a non essere finito su sedia a rotelle

    In lacrime Neymar ha raccontato il conferenza stampa il suo stato d’animo dopo la frattura della terza vertebra lombare a causa della ginocchiata di Juan Camilo Zuniga nel corso del quarto di finale del mondiale fra il suo Brasile e la Colombia. “Dio mi ha protetto – ha detto – perché se il colpo fosse stato qualche centimetro piu in là io oggi potrei essere su una sedia rotelle”. La stella brasiliana è ancora molto scossa da quanto accaduto. “E’ difficile parlare di un fatto successo in un momento così importante della mia carriera – ha aggiunto – quella appena terminata è stata la settimana peggiore della mia vita”. Il calciatore poi è passato all’analisi del fallo. “Non so se volesse farmi male ma non si può dire che sia stato un normale intervento di gioco – ha argomentato – sia per i tempi dell’entrata che per il fatto di arrivare alle mie spalle dove io, non potendo vederlo, non avevo possibilità di proteggermi”. Il 22enne ha comunque spiegato che Zuniga lo ha chiamato per scusarsi. Sul tremendo ko del suo Brasile contro la Germania per 7-1, invece, Neymar si è limitato a dire di “non sapere dire cosa sia successo”. “Ci farà male a lungo ma ci saranno giorni migliori”.

    “Dentro di me ora non ci sono sentimenti di gioia, di vendetta o di rabbia contro Suarez per un incidente che è accaduto in campo ed è finito lì. Rimangono solo la rabbia e delusione per la partita persa”. Giorgio Chiellini commenta così in merito alla maxi squalifica inflitta a Luis Suarez in Italia-Uruguay. Proprio il difensore è stato ‘vittima’ del morso che è costato all’attaccante della ‘Celeste’ uno stop di nove partite internazionali e quattro mesi di sospensione da ogni attività calcistica.

    “Al momento il mio unico pensiero è per Luis e la sua famiglia, perché si troveranno ad affrontare un periodo molto difficile”, scrive il difensore della Nazionale azzurra sul suo sito ufficiale. “Ho sempre considerato inequivocabili gli interventi disciplinari da parte degli organi competenti, ma allo stesso tempo – sottolinea Chiellini – credo che la formula proposta sia eccessiva”. “Spero sinceramente – conclude il difensore della Juventus – che gli sarà consentito, almeno, di stare vicino ai suoi compagni di squadra durante le partite perché tale divieto è davvero alienante per un giocatore”.

    “Sono Mario Balotelli ho 23 anni e non ho scelto di essere italiano. L’ho voluto fortemente perché sono nato in Italia e ho sempre vissuto in Italia”. Questa la risposta, affidata ai suoi social network, di Mario Balotelli alle critiche seguite all’eliminazione dell’Italia dal Mondiale. “Fiero di aver dato tutto per il Suo paese. O forse, come dite voi, non sono italiano”, scrive l’attaccante della Nazionale. “Gli africani non scaricherebbero mai un loro ‘fratello’. Mai. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti. Vergogna non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più”. “Vergognose – ribadisce Balotelli – sono queste cose. Italiani veri! Vero?”.

    Ci tenevo fortemente a questo mondiale e sono triste arrabbiato deluso con me stesso”, chiarisce Balotelli. “Si magari potevo fare gol con la Costa Rica avete ragione ma poi? Poi qual è il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo? La colpa – continua l’attaccante del Milan – non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la nazionale e non ha sbagliato niente (a livello caratteriale) quindi cercate un’altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta”.

    Mondiali 2014, Italia-Uruguay: dentro o fuori

    Qualche ora e sapremo se il Mondiale dell’Italia continuerà o se si tornerà tutti mestamente a casa. Gli Azzurri affrontano domani allo stadio Das Dunas di Natal il temibile Uruguay in una partita che lo stesso ct Cesare Prandelli ha definito da “dentro o fuori”. Basta un pareggio o meglio ancora una vittoria per assicurarsi il passaggio agli ottavi di finale dove quasi certamente l’avversario sarà un’altra sudamericana, la temibile Colombia allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro. Prima però c’è da superare lo scoglio rappresentato dalla Celeste del ‘Maestro’ Oscar Washington Tabarez. Dopo il ko contro Costa Rica e l’infortunio di Daniele De Rossi, Prandelli è stato costretto a rivedere tutti i suoi quadri tattici e quasi certamente si affiderà ad un modulo con tre difensori, cinque centrocampisti e due punte che a meno di sorprese saranno Mario Balotelli e Ciro Immobile. Nella rifinitura sotto la pioggia, il ct ha rimescolato le carte schierando formazioni diverse ma la sensazione è che ormai tutto sia stato deciso. “Non posso dare la formazione oggi. Non ho mai detto che non possono giocare insieme, abbiamo dei pensieri ma non sono ufficiali. Voglio tenere tutti sulla corda perché devono essere pronti”, ha spiegato. Sempre attento ai valori, Prandelli alla vigilia di quella che definisce la “partita più importante della carriera” prova a scuotere un gruppo che solo nei grandi appuntamenti riesce a dare il massimo per i colori della Nazionale invitando a prendere ad esempio proprio l’Uruguay. “Sarà una partita molto importante caratterialmente ed emotivamente, loro hanno un senso patriottico molto più forte del nostro. Ma noi siamo qui per rappresentare l’Italia e dobbiamo dare tutto quello che abbiamo”, ha caricato il ct azzurro. Tabarez però non ci crede ad una Italia poco coinvolta emotivamente. “Non credo che non abbiano senso patriottico nei confronti del loro paese. Sicuramente noi ce l’abbiamo e facciamo leva su questi aspetti per cercare sempre di andare avanti”, ha replicato il ‘Maestro’.

    Storicamente le sfide tra i due paesi sono sempre state molto accese, a volte anche dure, ma con il massimo rispetto su entrambi i fronti. “Non c’è nessuna preoccupazione, ma abbiamo grande convinzione perché siamo consapevoli della nostra forza”, ha dichiarato infatti in conferenza stampa Andrea Pirlo. “Ho detto ai ragazzi di avere la massima fiducia, siamo concentrati per vincere la partita e non dobbiamo pensare al dopo”, ha aggiunto a sua volta Prandelli. E grande rispetto per l’Italia c’è anche in casa uruguagia, dove metà della squadra ha giocato o gioca nel nostro campionato. Lo stesso Tabarez ha allenato Cagliari e Milan nel nostro campionato. “Conosco il paese perché ci ho lavorato e so quanto ha dato alla storia del calcio, ecco perché ci aspettiamo una partita molto difficile, ma come sempre se c’è una possibilità dobbiamo provare a sfruttarla”, ha dichiarato il tecnico sudamericano. “Sappiamo cosa vuol dire domani per loro e per noi questa partita. Sarà una bella gara e tutte e due cercheranno di ottenere il miglior risultato possibile. Mi aspetto l’Italia migliore come nella prima gara”, ha detto invece Suarez. “Le partire di un Mondiali sono tutte in portanti, quelle decisive ancora di più. Questa è paragonabile ad una finale o una semifinale, c’è la stessa tensione”, ha dichiarato ancora Pirlo. Per il regista azzurra quella di Natal potrebbe anche essere l’ultima gara in azzurro, ma per ora non sono questi i pensieri: “Voglio solo vincere e andare avanti”

    LE TIFOSE PIU’ CALDE D’ITALIA

    Italia-Uruguay sarà la sfida nella sfida tra quattro attaccanti, i due italiani Balotelli e Immobile in rampa di lancio ma che devono ancora confermarsi ad alti livelli. Dall’altra parte Cavani e Suarez sono ormai fuoriclasse affermati, certamente una delle migliori coppie del Mondiale come ha ammesso lo stesso Prandelli. “Sono due grandi attaccanti, sanno attaccare gli spazi e hanno senso del gol. Dovremo essere bravi a dare loro poche opportunità”, ha spiegato il ct azzurro. Dall’altra parte è Balotelli a preoccupare Tabarez. “E’ un grande giocatore, è giovane ed è uno specialista nel giocare negli ultimi metri. Crediamo che domani ci sarà e abbiamo lavorato per fermarlo. Vedremo se nel corso della partita ci riusciremo”, ha detto il ct uruguagio. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per una grande partita anche se c’è l’incognita clima: oggi a Natal ha piovuto a lungo, con temperatura più bassa rispetto ai giorni scorsi ma con un tasso di umidità altissimo. Lo stesso dovrebbe accadere domani. Da entrambe le parti, però, il fattore ambientale non viene visto come decisivo. “Non cercheremo alibi, ma i dati sulle prestazioni nelle varie città parlano chiaro. L’Uruguay ha fatto la stessa gara contro Costa Rica, come intensità e corsa, e anche loro hanno perso. Noi abbiamo recuperato energie fisiche e anche a livello nervoso siamo pronti”, ha spiegato Prandelli mentre Pirlo ha aggiunto: “non ci sarà bisogno di time-out: bere e fermarsi per un minuto non cambia la vita. Sarà una partita talmente importante ed intensa che tutto passerà in secondo piano. Io spero solo di vincere e di andare avanti”. “Non credo che il caldo sarà un vantaggio per una delle due squadre, lo sapevamo in partenza e sono cose che bisogna accettare perché riguarda l’organizzazione del torneo. Fa parte della preparazione della partita il fatto di dover superare questi inconvenienti”, ha concluso Tabarez. Ora la palla passa al campo: appuntamento alle 13.00 di Manaus, le 18 in Italia. Arbitrerà il 40enne messicano Marco Rodriguez.

    Mondiali 2014, Italia crolla con Costa Rica

    Tutto in novanta minuti. A meno di 48 ore dalla sfida decisiva contro l’Uruguay in cui gli azzurri si giocheranno l’accesso alla qualificazione agli ottavi, Cesare Prandelli sembra aver sciolto i dubbi sulla formazione che scenderà in campo contro la Celeste. Perso Daniele De Rossi per infortunio, diventava improponibile schierare di nuovo il 4-1-4-1 che poco ha convinto contro la Costa Rica. Per questo il ct ha deciso di tornare al passato ed affidarsi ad un solido 3-5-2, un modulo ben conosciuto soprattutto dal blocco Juve. In difesa infatti ci saranno oltre a capitan Buffon il trio bianconero composto da Barzagli, Bonucci e Chiellini. Il difensore toscano oggi si è allenato regolarmente nonostante gli ormai soliti fastidi che non lo lasciano tranquillo. Esordio nel torneo per Bonucci, in panchina nelle prime due partite. Chiellini è chiamato ad una reazione d’orgoglio dopo la prova poco brillante contro Costa Rica. A centrocampo al fianco di Pirlo si rivede Verratti, con Marchisio leggermente più avanzato sulla trequarti. Sulle fasce confermato a destra Darmian, ormai certezza e non più semplice rivelazione azzurra. Sulla sinistra esordio Mondiale per De Sciglio che ha definitivamente smaltito le noie muscolari che lo hanno boccata all’esordio contro gli inglesi. La vera novità è in attacco dove il ct farà debuttare Ciro Immobile al fianco di un Mario Balotelli bello carico che in mattinata twittando ha invitato tutti a sorridere al grido di ‘Forza Azzurri’. “Non li ha mai provati insieme in partita, ma il ct sa bene cosa fare”, ha detto oggi in conferenza il capitano Gigi Buffon. Per Immobile invece c’è la chance tanto sognata nella fase di preparazione, il trampolino di lancio verso quel palcoscenico internazionale che l’anno prossimo sicuramente lo vedrà protagonista al Borussia Dortmund.

    Il capocannoniere del campionato dovrebbe essere preferito ad un Cassano deludente contro Costa Rica e che oggi è stato provato nella formazione ‘B’ con Cerci (l’attaccante del Toro è stato portato oggi in ospedale per una serie di test allergici che hanno dato esito positivo) e Insigne a fargli compagnia. “Abbiamo due risultati su tre e non mi sembra una situazione così male”, ha detto intanto oggi ancora Buffon. E i calcoli in effetti sono presto fatti, agli Azzurri basta un pareggio o una vittoria per passare il turno. Non solo, ma in caso di successo e sconfitta di Costa Rica con l’Inghilterra gli Azzurri hanno ancora qualche chance di chiudere il girone al primo posto. Una sconfitta, qualunque sia il risultato dell’altra gara del girone, costringerebbe l’Italia ad un mesto ritorno a casa. “Sarebbe un fallimento”, ha ammesso candidamente Buffon oggi ricordando anche la deludente avventura di quattro anni fa in Sud Africa.

    LE SOMIGLIANZE PIU’ INCREDIBILI

    Di fronte c’è un Uruguay rinfrancato dalla vittoria contro l’Inghilterra e con un Suarez ormai pianamente ritrovato. Il bomber del Liverpool, insieme a Cavani, è lo spauracchio contro cui dovrà combattere la Nazionale di Prandelli. “Cavani e Suarez sono una grandissima coppia, ma non lo scopriamo in questo Mondiale, ne hanno dato conferma in Nazionale e nei loro club”, ha detto sempre Buffon oggi. Sono nove i precedenti tra le due squadre: con tre vittorie per l’Italia, di cui l’ultima l’anno scorso alla Confederations Cup ai rigori nella finale 3-4 posto. L’ultimo precedente ai Mondiali risale a Italia ’90 e anche in qual caso ebbero la meglio gli Azzurri per 2-0 con le reti di Schillaci e Serena. Tre le vittoria dei sudamericani, l’ultima in amichevole nel 2011 e tre anche i pareggi. Si gioca all’Arenas Das Dunas di Natal, tra una mobilitazione ingente di forze dell’ordine dopo gli incidenti dello scorse settimane.

    I SELFIE PIU BELLI DEI MONDIALI

    L’incognita clima, visto l’orario di gioco, sarà certamente un fattore ma “non deve essere un alibi” ha detto oggi Buffon replicando indirettamente anche alle parole di ieri del dottor Castellacci. Ci saranno circa 28 gradi e le previsioni parlano anche di pioggia, non una novità per quella che è una delle città più piovose del Brasile e che non a caso negli ultimi giorni ha visto aprirsi una voragine in una favela proprio nei pressi dello stadio. In città sono già arrivati i primi tifosi italiani, gruppi sparuti anche in questa occasione in netta minoranza rispetto agli uruguaiani. Nel ritiro azzurro anche un ‘tifoso’ speciale, Paolo Bonolis con il figlio. C’è da dire che a Natal, come a Manaus, gli Azzurri potrebbero contare sull’appoggio del pubblico locale composto da tanti cittadini di origini proprio del nostro paese. Dirigerà la partita il 40enne messicano Marco Antonio Rodriguez Moreno, che non ha mai incrociato l’Italia in una partita a livello di nazionali maggiori.

    Il giorno dopo il ko contro Costa Rica che complica tremendamente il cammino verso gli ottavi di finale, l‘Italia è arrivata a Natal dove ha scoperto subito che contro l’Uruguay quasi certamente non avrà a disposizione Daniele De Rossi. Il centrocampista azzurro, infortunatosi al polpaccio contro i Ticos, è stato sottoposto questa mattina ad una risonanza magnetica all’ospedale di Natal e l’esito purtroppo non è stato positivo. “De Rossi è altamente improbabile che possa essere della partita contro l’Uruguay”, ha ammesso Enrico Castellacci, medico della Nazionale, in conferenza stampa. “La risonanza magnetica ha evidenziato un risentimento al soleo con un edema che molto probabilmente potrebbe impedire al giocatore di essere presente”, ha aggiunto il medico azzurro. Il centrocampista verrà monitorato giorno per giorno, la sua assenza potrebbe anche durare più del previsto.

    In vista della sfida decisiva contro la Celeste in programma il 24, l’assenza di De Rossi scompagina i piani tattici di Prandelli che difficilmente potrà riproporre il modulo 4-1-4-1 visto nelle prime due partite e dovrà inventarsi qualcosa di diverso. Contro Suarez e compagni serve una reazione d’orgoglio che l’Italia nei momenti difficili ha sempre saputo trovare. Sotto l’aspetto tattico, possibile che il ct opti per un 3-5-2 riproponendo il terzetto centrale della Juve Barzagli-Bonucci-Chiellini e con Darmian e il ritrovato De Sciglio sulle fasce. In avanti da scegliere il partner da affiancare a Balotelli, che nonostante la deludente prova contro Costa Rica dovrebbe comunque essere confermato. Un Balotelli poco tranquillo anche per le voci circolate oggi di una nuova lite con la futura moglie Fanny.

    INES SAINZ, LA PIU’ BELLA DI QUESTI MONDIALI

    Agli Azzurri basterebbe un pareggio per essere sicuri del passaggio agli ottavi di finale, una vittoria e la concomitante sconfitta di Costa Rica contro l’Inghilterra potrebbe ancora proiettare la nazionale al primo posto del girone ed evitare un pericoloso incrocio con la Colombia negli ottavi. Tornando con il pensiero alla sconfitta di Recife, con il professor Castellacci ha tenuto banco il fattore climatico. Come già anticipato da Prandelli, anche il medico azzurro pur nel sottolineare le difficoltà incontrate da quel punto di vista, non ha voluto prenderlo come alibi per la sconfitta. “Il clima di Recife ci ha certamente penalizzato, ma Costa Rica non ha vinto solo per quello”, ha detto il professor Castellacci. “Non bisogna enfatizzare il discorso climatico – ha aggiunto – abbiamo fatto tutte le analisi possibili e immaginabili: è una variabile che ci ha danneggiato ma la sconfitta non ha dipeso solo da quello”. Per quanto riguarda invece la partita di Natal, il medico azzurro ha detto: “Le condizioni saranno similari, se piove forse è meglio. Certamente vedremo di migliorare quello che abbiamo fatto”. Il medico azzurro ha anche risposto a distanza a Diego Armando Maradona dopo la polemica per i sette giocatori Ticos chiamati sll’antidoping. “Maradona non so se ha fatto ironia o volesse parlare seriamente. Ma è stato disattento e non si è ricordato che per Italia-Inghilterra sono stati gli italiani a portare 5 giocatori all’antidoping invece dei due previsti”, ha replicato Castellacci.

    Nel frattempo Natal ha accolto nel migliore dei modi la squadra di Prandelli. Spalti gremiti da circa 10mila spettatori allo stadio Maria Lamas Farache di Natal per il primo allenamento in vista della decisiva sfida contro l’Uruguay. Nel piccolo impianto dove gioca l’ABC F.C. di Natal sono arrivati anche il gruppo musicale dei Negramaro che si esibiranno a Casa Azzurri. Tanti i tifosi presenti con bandiere e magliette dell’Italia e del Brasile, molti di loro hanno origini italiane e sono venuti ad incitare Balotelli, Pirlo e compagni. L’atmosfera è come sempre gioiosa e festante, all’insegna dei colori azzurri e verdeoro. All’ingresso in campo dei giocatori è partito un boato e subito una serie di cori. Presente anche qualche tifoso venuto dall’Italia, come ad esempio un gruppo di Ascoli Piceno e un altro di Atripalda in provincia di Avellino. Si è sentito anche l’ormai celebre ‘Poo Po Po Po Po Poooo Poo’ colonna sonora dello storico trionfo del 2006. Cori soprattutto per Mario Balotelli, il più acclamato insieme come sempre ad Andrea Pirlo. Alla seduta non hanno preso parte Gigi Buffon, Daniele De Rossi e Claudio Marchisio quest’ultimo per motivi precauzionali. Ai bordi del campo a seguire la seduta anche il presidente Giancarlo Abete e il vicepresidente Demetrio Albertini. Prandelli ha diviso come sempre la squadra in gruppi, prima con una fase di riscaldamento e poi con una serie di esercizi con il pallone. Al momento di effettuare una serie di tiri in porta sono partiti una serie di boati da parte del pubblico sugli spalti ad ogni gol segnato.

    Mario Balotelli suona la carica in vista dell’appuntamento di stasera, quando l’Italia affronterà la Costa Rica a Recife per la seconda giornata del girone D del Mondiale. “E oggi è un altro grande giorno! Tutti insieme mettiamocela tutta e proviamoci in questa grande impresa calcistica!”, scrive l’attaccante della Nazionale sulla sua pagina Twitter per concludere con un ‘Forza azzurri!’.

    La solidità del gruppo. E’ questa secondo Daniele De Rossi l’arma in più della nazionale allenata da Cesare Prandelli che ha iniziato il mondiale battendo l’Inghilterra. “E’ importante avere uno ‘zoccolo duro’ in una nazionale – dice il giallorosso a Fifa.com – un gruppo di 5-6 giocatori che sia insieme da anni e che sia passato attraverso diverse esperienze. Questo può aiutare i giovani come Balotelli, Verratti e Darmian ad inserirsi e con loro altri come Insigne ed immobile. Quando c’è una struttura forte è piu facile per loro integrarsi” Dopo la partita di esordio lo stile di gioco adottato da Prandelli è stato ribattezzato da alcuni il ‘Tikitalia’. “E’ un termine che mi fa sorridere – spiega De Rossi – ma è meglio che rimanga proprietà della Spagna per quanto ha fatto negl ultimi anni. Loro avevano grande possesso palla e giocatori di straordinaria qualità. Noi forse abbiamo meno qualità e possesso ma altre risorse come un’ottima difesa ed attaccanti forti ed esplosivi”. Secondo De Rossi: “La Spagna a volte utilizza i centrocampisti in attacco, mentre noi siamo un po’ diversi”.

    De Rossi infine parla dell’avvicinamento al mondiale: “Sono mesi e mesi che ci prepariamo – dice – abbiamo testato diversi moduli di gioco. I giocatori non sono solo forti tecnicamente ma anche tatticamente e posso adattarsi molto bene a quello che il mister chiede loro. Non si tratta di imparare qualcosa di nuovo ma solo di ricoprire altre posizione, specie in fase difensiva”. “La palla – conclude De Rossi – è sempre rotonda e la routine resta la stessa. Nessuno ci chiede di fare capriole sul campo”

    Prove di Costa Rica questo pomeriggio al Portobello Resort di Mangaratiba, dove la Nazionale di Cesare Prandelli scenderà in campo per un allenamento programmato alle 13 ora locale. Il ct vuole provare le condizioni che quasi certamente l’Italia troverà a Recife, dove venerdì è in programma la partita contro la rivelazione centroamericana.

    Caldo torrido e la solita umidità asfissiante saranno gli ‘avversari’ contro cui gli Azzurri dovranno fronteggiare oltre ai vari Campbell e compagni. Una vittoria potrebbe sancire i passaggio agli ottavi di finale con un turno di anticipo, dipenderà anche dal risultato di Uruguay-Inghilterra di giovedì.

    CASA ITALIA

    Per quanto riguarda la formazione che Prandelli dovrebbe mandare in campo, confermato il modulo vincente contro l’Inghilterra. Possibili due o tre novità: in porta dovrebbe tornare capitan Gigi Buffon che pare aver smaltito definitivamente il problema alla caviglia. Ieri il numero 1 azzurro si è allenato regolarmente ed è determinato a scendere in campo nel suo quarto Mondiale (il quinto considerato Francia ’98 quando venne convocato ma non giocò). Un’altra novità potrebbe esserci in difesa, con Paletta che non ha convinto a pieno contro gli inglesi. Qui Prandelli sta vagliando due possibilità: confermare Chiellini a sinistra e inserire Bonucci al posto dell’italo-argentino, o altrimenti inserire Abate a destra e spostare Darmian a sinistra con il Chiello che andrebbe a fare coppia in mezzo con Barzagli. L’altra novità potrebbe esserci a centrocampo, con Verratti che dovrebbe lasciare il posto al più esperto e versatile Thiago Motta. Sarà proprio il mediano del Paris Saint-Germain il protagonista della conferenza stampa odierna a Casa Azzurri, anche questo potrebbe essere un indizio in tal senso. In attacco confermato ovviamente Supermario Balotelli, sempre più rinfrancato dopo il gol all’Inghilterra ed esaltato dal calore del pubblico locale che lo ha ormai eletto a beniamino indiscusso tra gli Azzurri insieme a Pirlo.

    La comitiva azzurra partirà domani martina alle 7.30 (12.30 italiane) ora brasiliane con un volo charter dall’ aeroporto di S. Cruz per Recife. L’arrivo è previsto per la 10.05 (15.05 italiane) con successivo trasferimento allo stadio Arena Pernambuco dove alle 12.15 (17.15 italiane) dove gli azzurri effettueranno l’allenamento di rifinitura aperto alla stampa per i primi 15 minuti. Alle 13.25 (18.25 in Italia) la conferenza stampa del ct Prandelli e di un giocatore. A seguire il trasferimento in hotel al Golden Tulip. Venerdì 20 Giugno alle 13.00 (le 18.00 italiane) è in programma la partita. A seguire l’incontro con la stampa e il trasferimento in aeroporto dove alle 18.00 (le 23.00 italiane) la comitiva azzurra partirà in volo charter per Natal con arrivo previsto alle 18.45 (le 23.45 italiane) e trasferimento all’Hotel Pestana Resort.

    Il Messico ferma il Brasile e i verdeoro confermano di non essere, per adesso, lo squadrone capace di regalare spettacolo e dominare il Mondiale casalingo. La sfida di Fortaleza finisce a reti inviolate, ed è il secondo 0-0 del torneo dopo quello di Iran-Nigeria. Le difficoltà evidenziate da Neymar e compagni all’esordio contro la Croazia non erano dunque frutto di una gara storta. Vero che la formazione di Scolari, seppur a fatica, crea le occasioni più nitide e trova sulla sua strada un super Ochoa. Ma il gioco ancora una volta latita, la difesa soffre e la manovra offensiva va avanti a fiammate, spesso reggendosi sulle iniziative dei singoli. In ogni caso, lo 0-0 è anche il frutto dell’ottima prestazione del ‘Tricolor’, che impegna a sua volta la difesa di casa e dimostra che il passaggio del turno è ampiamente alla sua portata. Entrambe le squadre si portano a 4 punti e dovranno giocarsi il primato del girone all’ultima giornata.

    Esordio deludente per la Russia di Fabio Capello al Mondiale brasiliano fermata sull’1-1 da un’ostica Corea del Sud. Nella seconda partita del gruppo H, che va a completare il quadro della prima giornata, la compagine allenata dal tecnico friulano non solo non ha impressionato ma ha rischiato addirittura di perdere a Cuiabà. Dopo un primo tempo in cui già le occasioni migliori sono di marca coreana con Son e Koo, nel secondo tempo la Russia continua a soffrire fino a capitolare a causa di una papera del portiere Akinfeev su un tiro senza eccessive pretese di Lee. Capello corre subito ai ripari e manda in campo il bomber Kerzhakov che guarda caso trova subito il pari con una girata da distanza ravvicinata in mischia. Il Mondiale di Capello comincia in salita, mentre la Corea del Sud dimostra come sempre di saper sopperire con la grinta e il dinamismo alle minori qualità tecniche degli avversari. Nella prossima giornata i russi sono già chiamati ad una prova d’appello decisiva contro il Belgio capolista del girone, un pareggio o peggio ancora una sconfitta potrebbe compromettere seriamente le chance di superamento del turno.

    LE IMMAGINI PIU’ TRISTI DEI MONDIALI

    Un’ordinata Algeria tiene in scacco il Belgio ma i cambi effettuati dal tecnico Mark Wilmots ribaltano la gara. Dopo il vantaggio di Feghouli su rigore nella ripresa prima Fellaini aggancia le ‘volpi del deserto’, poi Mertens completa la rimonta ben servito da Hazard.

    Lionel Messi non pensa che l’ Argentina sia tra le migliori squadre viste fino a questo momento nella Coppa del Mondo. In seguito alla vittoria dell’Albiceleste per 2-1 contro la Bosnia grazie ad un suo gol, il quattro volte Pallone d’Oro ha parlato in conferenza stampa. Messi nel citare quelle che lui reputa tra le favorite non ha parlato dell’Italia e neanche del Brasile. “Credo che le migliori squadre dopo queste prime partite siano state Olanda e Germania”, ha detto. “Ma credo che ancora ci siano squadre che non hanno dimostrato cosa possono fare, ed è difficile trarre conclusioni dopo una sola partita”, ha aggiunto il fuoriclasse sudamericano. Messi si è detto sorpreso soprattutto della netta vittoria dell’Olanda sulla Spagna.

    ALLO STADIO COL DIVANO? IN GERMANIA SI PUO’!

    Tornando sulla vittoria contro la Bosnia, l’asso argentino ha invitato il ct Alejandro Sabella ad insistere con il modulo con le tre punto visto nel secondo tempo anche contro avversari più forti. “Siamo l’Argentina e penso dobbiamo concentrarci su noi stessi e non su chi stiamo affrontando”, ha spiegato Messi. “Naturalmente a seconda del risultato di una partita possiamo passare ad un altro sistema. Ma personalmente penso che abbiamo bisogno di guardare prima a noi stessi e non concentrarsi sui rivali”, ha ribadito la Pulce. Il modulo con Aguero e Higuain di punta e lui alle loro spalle è quello preferito da Messi, che non si nasconde: “Siamo abituati a giocare così. E’ il modo in cui abbiamo giocato nella maggior parte delle amichevoli e nelle qualificazioni”, ha dichiarato. Alla domanda perché secondo lui Sabella abbia deciso di iniziare la partita con una formazione più cauta, ha risposto: “Dovete chiederlo a lui. E’ lui che prende le decisioni e ha deciso che avremmo dovuto giocare in questo modo… Forse pensava che non voleva rischiare di perdere i tre punti”.

    Andrea Barzagli e Daniele De Rossi non hanno preso parte all’allenamento di questa mattina al Portobello Resort di Mangaratiba. Il centrocampista ha accusato problemi di cervicale, mentre per il difensore terapia conservativa. Assente ancora Buffon, De Sciglio ha svolto un differenziato. Sotto un sole cocente, con temperature oltre i 30 gradi, Prandelli ha fatto svolgere prima una fase di riscaldamento atletico diviso in gruppo. Corsetta per chi ha giocato sabato, lavoro con l’elastico per chi invece non è sceso in campo contro gli inglesi. Successivamente, il ct ha fatto svolgere una serie di esercizi per provare i movimenti offensivi e poi una particella sei contro sei a metà campo con i giocatori non impiegati sabato. Con le pettorine verdi c’erano Perin, Bonucci, Parolo, Aquilani, Insigne e Cassano. Senza pettorine c’erano Sirigu, Abate, Thiago Motta, Verratti, Cerci e Immobile. Nel pomeriggio gli Azzurri scenderanno di nuovo in campo per una seduta a porte chiuse.

    L’assenza del capitano azzurro nella sala conferenze dell’Arena Amazzonia di Manaus è la sorpresa della serata, al fianco del ct Cesare Prandelli siede così Antonio Candreva. “Buffon ha avuto una leggera distorsione alla caviglia e sta facendo delle terapie”, ha spiegato il ct in conferenza stampa. Il numero 1 azzurro ha lasciato anzitempo l’allenamento di rifinitura ma non dovrebbe essere in dubbio per l’esordio contro l’Inghilterra, le immagini in bassa frequenza della sala stampa di Manaus lo hanno mostrato salire su pullman della squadra camminando tranquillamente. Certamente, dopo la tegola De Sciglio un altro piccolo problema turba la mente di Prandelli a poche ore dalla sfida contro gli inglesi. In caso di forfait del capitano azzurro, pronto al suo posto Salvatore Sirigu.

    “Dobbiamo essere ottimisti”. E’ questo il messaggio lanciato da Cesare Prandelli a poche ore dall’esordio dell’Italia ai Mondiali contro l’Inghilterra. In una caldissima e umida serata di Manaus, mentre in Italia era già notte fonda, il ct si è presentato nella sala conferenze dell’Arena Amazzonia per il tradizionale incontro con la stampa della vigilia. Un Prandelli apparso sereno e determinato. “Mi sono arrivati tanti messaggi personali, ma l’ottimismo ci deve essere. Abbiamo lavorato bene, con determinazione e con la voglia di superare i carichi di lavoro. Non abbiamo lasciato nulla al caso”, ha spiegato il ct azzurro. Contro l’Inghilterra, ma in generale in questo Mondiale, il tecnico di Orzinuovi si aspetta “una squadra che abbia continuità di pensiero per 90′ e che sappia stare sempre in partita in qualsiasi condizione. Basta un gesto per ridare fiducia anche in una situazione insperata”. Nel corso dell’allenamento di rifinitura, a parte la tegola Buffon, Prandelli è rimasto sollevato dalle condizioni del terreno di gioco di Manaus. “Ci avevano descritto un campo in pessimo stato e invece è in buone condizioni. Non eccezionali, ma buone”, ha spiegato. Discorso analogo per quanto riguarda il clima: “Le prime impressioni hanno confermato quello che ci aspettavamo. siamo pronti”.

    Italia vs Inghilterra: il computer ci dice come finirà

    Capitolo formazione, Buffon è l’ultimo dubbio dopo il forfait di De Sciglio. “Dubbi bisogna averli sempre, i giocatori devono avere la sensazione di essere in gara e non vogliamo dare nessun tipo di vantaggio”, ha detto il ct. L’Italia è stata accolta dal grande calore dei tifosi brasiliani, circa un centinaio hanno atteso gli Azzurri davanti all’hotel dove alloggiano. “I tifosi brasiliani ci stanno seguendo con entusiasmo – ha ammesso – ora dipende tutto da noi, da come saremo generosi e da come andremo in campo. Siamo tutti pronti, è una partita molto sentita e anche queste situazioni possono stemperare. Ci può far bene il contatto con la gente”. In conferenza stampa il capitano dell’Inghilterra Steve Gerrard ha detto che sono più forti dell’Italia, la replica di Prandelli: “Tutti pensano di essere forti e di poter vincere, noi abbiamo preparato la partita per vincere. Sappiamo che ci sarà da soffrire ma saremo all’altezza. Ci sono altre paure, l’ansia della vigilia, ma mi pare che questo Mondiale sia iniziato in un segno importante: che ci saranno tanti gol e tanti cambi di ritmo di gioco”. Secondo il ct saranno fondamentali anche l’esperienza dei veterani: “Chi ha avito questa esperienza e affrontato un Mondiale può trasmettere il giusto approccio. Ognuno lo deve fare con le proprie armi. Noi dobbiamo essere una squadra vera, che anche nelle difficoltà deve tirare fuori il meglio e sono convinto che abbiamo queste caratteristiche”. In particolare il riferimento è a Pirlo e Buffon: “Sono di esempio perché hanno sempre l’entusiasmo del primo giorno e hanno sempre la voglia di trasmettere questo spirito di appartenenza. Nelle ore prima della gara, il loro modo di essere vicino alla squadra è un esempio per tutti”

    Quindi il Prandelli è tornato sulle qualità dell’Inghilterra: “Oltre all’ aspetto caratteriale e psicologico, negli ultimi tempi hanno trovato giocatori di tecnica e fantasia, che sanno andare negli spazi e cambiare ritmo. Dobbiamo avere il predominio in mezzo al campo ma con grandissima attenzione”. Il ct azzurro ha poi commentato la clamorosa vittoria dell’Olanda per 5-1 contro i campioni del Mondo della Spagna, secondo Prandelli non si tratta di un ciclo finito: “La Spagna ha dominato il primo tempo, nel secondo è stata un’ altra gara: per i gol ma soprattutto per intensità di gioco. Dobbiamo prepararci, che durante una sola partita ce ne possono essere di più. Non credo che il ciclo della Spagna sia finito, se Villa segna e vanno 2-0 staremmo a commentare un’altra partita. Il calcio è così, gli episodi posso cambiare l’ andamento della gara. Noi vogliamo restare sempre in partita perché sono convinto che anche contro le grandi ci sono le possibili di fare qualcosa di interessante”. E a proposito di grandi, l’Italia è comunque da annoverare tra le favorite per la sua storia. “Ma in un Mondiale si azzera tutto, non si vince perché hai vinto in passato”, ha detto Prandelli che non è invece voluto entrare nella polemica dopo Croazia-Brasile. “Non commento l’operato dell’arbitro – ha detto il ct – e non voglio entrare in questo tipo di polemiche. Il Brasile è favorito non solo perché gioca in casa ma perché è una delle squadre più forti. Ma lo stesso vale per Olanda, Spagna, Germania e Argentina”.

    Spagna vs Olanda: il computer ci dice come finirà

    In Brasile con il sogno di ripetere al Mondiale il bis europeo: la Spagna di ‘Don’ Andres Iniesta si presenta in Sudamerica con grandi ambizioni. Il ct Vicente Del Bosque ha deciso di puntare sull’ invincibile armata che domina dal 2008, l’unica grande novità è il ‘nuovo acquisto’ Diego Costa. Il parco attaccanti oltre alla ‘Bestia di Lagarto’ comprende il talismano Torres e David Villa. Eppure, nell’esordio contro l’Olanda sarà Fabregas ad agire da ‘falso nove’, un sistema di gioco che esalta la tecnica e le qualità dell’illusionista Iniesta, pronto a firmare altre reti mondiali dopo quella decisiva in Sudafrica. L’altra superpotenza del raggruppamento è l’Olanda di Louis Van Gaal, che in attacco si affida a Robin Van Persie. L’ex Arsenal è reduce da una stagione da incubo costellata da infortuni, ma in Brasile è arrivato al 100% desideroso di cancellare l’annata nera del Manchester United.

    Ai suoi fianchi agiranno Robben, uno dei pochi della ‘vecchia guardia’ scampato al ricambio generazionale, e Lens, con il gioiellino Depay pronto a subentrare. Nel ruolo di terzo incomodo ecco il Cile di Jorge Sampaoli, una vera colonia della Serie A italiana. A centrocampo spicca lo juventino Arturo Vidal, che non è al meglio ma vuole scendere in campo a tutti i costi, al suo fianco ci sarà l’atalantino Carmona. L’attacco formato da Alexis Sanchez, Edu Vargas e Mauricio Pinilla non è da sottovalutare, in più i cileni potranno sfruttare l’abitudine a giocare a quelle latitudini. Chiude il quadro l’Australia allenata da Ange Postecoglou. I ‘canguri’ non avranno vita facile in questo girone di ferro, ma occhio a Matthew Leckie: l’attaccante si è messo in luce nella Serie B tedesca con la maglia del Francoforte ed è pronto a stupire in Brasile.

    E’ tutto pronto per l’inizio dei Mondiali 2014 di calcio. Oggi prenderà il via l’edizione 20 della Coppa del Mondo con la partita inaugurale Brasile-Croazia. I padroni di casa si affidano a Neymar, che i tifosi verdeoro hanno eletto erede di Pelè. L’attaccante del Barcellona l’estate scorsa ha spazzato via tutti gli scetticismi su di lui giocando una Confederations Cup da protagonista assoluto, coronata dal sinistro sotto l’incrocio dei pali che ha spezzato le gambe alla Spagna in finale. L’ex Santos ha chiuso il primo anno in Europa con 15 gol e altrettanti assist, un fatturato notevole se si considera la lunga assenza dovuta a un infortunio.

    Brasile vs Croazia: il computer ci dice come finirà

    Neymar ha completamente recuperato la forma e ora dovrà superare l’ennesimo esame di maturità: se riuscirà a far dimenticare al Brasile ‘O Maracanazo’ la sua consacrazione sarà definitiva. Nel match d’apertura della Coppa del Mondo scenderà in campo anche Luka Modric, punto di forza della Croazia e uno dei pochi a tenere i nervi saldi in casa Real Madrid nella rocambolesca e vittoriosa finale di Champions League a Lisbona. Con un direttore d’orchestra come Modric, la nazionale di Niko Kovac nutre fondate speranze di qualificazione agli ottavi, specialmente se Mandzukic si confermerà un attaccante spietato in area di rigore.

    LA RAGAZZA DI NEYMAR

    Il girone A vedrà impegnato anche il Camerun di Samuel Eto’o. I leoni d’Africa si presentano in Sudamerica con il giusto mix di solidità e talento. La diga difensiva è formata da Chedjou e Nkoulou, Mbia – protagonista della vittoriosa campagna in Europa League del Siviglia – e Matip garantiscono sostanza e fosforo in mediana, mentre il tridente composto da Eto’o, Choupo-Moting e Aboubakar è un lusso che in pochi si possono permettere. A completare il raggruppamento ecco il Messico del ‘Chicharito’ Hernandez. Gli uomini di Herrera hanno strappato in extremis il pass per il Brasile nello spareggio contro la Nuova Zelanda e possono essere la mina vagante del girone. L’attaccante del Manchester con la maglia de ‘El Tri’ è sempre stato devastante, e se Dos Santos è in giornata il Messico può essere un brutto cliente per tutti.

    Giornata speciale per Andrea Pirlo che ha ricevuto la visita di uno dei suoi idoli ossia il brasiliano Juninho Pernambucano, specialista dei calci di punizione (ben 44 messi a segno con il Lione) recentemente ritiratosi a 38 anni. L’ex asso dei calci piazzati ha ammesso: “Andrea è molto più completo di me, ma io ero meglio nei tiri da più lunga distanza. Il Brasile è forte, ma anche l’Italia e noi per le punizioni abbiamo solo Neymar“. Dopo il rinnovo con la Juve conferma: “Sarà il mio ultimo Mondiale, lascio spazio ai giovani, ma non mi accontento di passare il girone. Il modulo 4-1-3-1-1 mi piace molto e Verratti farà bene come secondo play“. Intanto, dal ritiro inglese Wayne Rooney avverte: “L’Italia è molto forte, ma noi non siamo gli stessi dell’Europeo 2012 (quando furono eliminati ai rigori NDR), siamo migliorati molto e dovranno preoccuparsi di noi“. Chissà se il centroavanti 28enne del Manchester United finalmente marcherà un gol nella fase finale dei Mondiali? Ci auguriamo non contro gli azzurri.

    Arjen Robben ha parlato dal ritiro dell’Olanda a proposito della super sfida d’esordio contro la Spagna, che poi è la curiosa ri-edizione della finale in Sudafrica: “La finale del 2010 brucia ancora. Brasile, Argentina, Spagna e Germania le favorite, ma penso spesso a quel giorno e perdere in quella maniera fa ancora male. Oggi mi sento davvero bene sia nella mente sia nel fisico e la Coppa del Mondo ha sempre qualcosa di magico e speciale e sono entusiasta di essere qui. Voglio rimediare a quella delusione, ma resto comunque orgoglioso di quella prestazione“. Ricordiamo che la scorsa finale fu decisa da una rete di Andrés Iniesta nei tempi supplementari e fu la terza persa dagli orange dopo quelle di 1974 e 1978. Chissà se sarà altrettanto fallosa dato che ebbe 13 ammoniti e un espulso per doppio giallo ossia John Heitinga? Ci auguriamo si ripeta solo lo stesso spettacolo.

    Big Head, una tartaruga Caretta Caretta di 25 anni, ha detto che il Brasile vincerà nella partire contro la Croazia nella partita di apertura della Coppa del Mondo. Ora tutti attendono di vedere se Big Head aveva ragione. Dopo il polpo Paul è dunque la volta della tartaruga Big Head, un maschio di Caretta Caretta che vive al santuario delle tartarughe di Praia do Forte. Gli è stato dato da mangiare del pesce appeso a una bandiera brasiliana e a una bandiera croata e la tartaruga ha scelto il Brasile. Il coordinatore del progetto Guy Marcovaldi ha spiegato che la previsione dell’animale è solo un gioco che è servito soprattutto per riportare l’attenzione sulla difficile situazione di queste tartarughe, minacciate di estinzione.

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