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Comproprietà abolite nel calcio: un anno di tempo per risolverle tutte

Comproprietà abolite nel calcio: un anno di tempo per risolverle tutte
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    Comproprietà abolite nel calcio: un anno di tempo per risolverle tutte

    Ormai è deciso: le comproprietà saranno abolite già dalla prossima finestra di calciomercato e quelle ancora in atto dovranno essere risolte nel giro di un anno massimo. Il presidente della federazione italiana gioco calcio (Figc), Giancarlo Abete, ha promosso e portato a termine questo progetto che va a eliminare un’usanza tutta (e solo) italiana, che non si può trovare in nessuna altra parte d’Europa e del mondo. Che cosa sono le comproprietà? Come dice il termine stesso, è l’usanza di detenere il cartellino di un giocatore a metà tra due squadre. Ogni anno deve essere rinnovata oppure si va alle cosiddette “buste“: si inserisce una cifra e si consegna, chi ha scritto la più alta si assicura il giocatore. Ovviamente c’è anche tutto un mercato “sotterraneo”, ma non troppo, legato alle metà di calciatori interessanti.

    Ci sono squadre come ad esempio la Juventus che hanno decine di giocatori in comproprietà soprattutto con club più piccoli, che vengono usati come una sorta di “nave scuola” per i giocatori giovani più promettenti che vengono mandati a fare esperienza. Se in un primo momento la comproprietà è qualcosa di economicamente conveniente perché dimezza il costo di un calciatore, può però rivelarsi un’arma a doppio taglio, perché una delle due proprietarie può richiedere somme anche ingenti per il riscatto completo del giocatore. Il caso più eclatante è stato quello di Sebastian Giovinco, che è cresciuto nel vivaio della Juventus, poi è stato ceduto in comproprietà al Parma e dunque ricomprato a una cifra di 11 milioni di euro a fronte di 3 milioni per il riscatto.

    Il presidente Giancarlo Abete ha deciso e ha comunicato però che: “Resta la possibilità di rinnovare per un anno quelle ancora in essere, ma si tratta di una norma dall’effetto transitorio, l’istituto viene meno fino a esaurimento”. Tradotto significa che si avrà tempo ancora una stagione, poi dalla 2015/2016 tutto dovrà essere necessariamente risolto. L’usanza, per altro, non era mai stata così apprezzata dal Fisco, che soprattutto nello scorso decennio ha indagato non poco per studiare casi non così chiari. Dalla prossima finestra di mercato estivo 2014/15 non ci sarà più quest’incombenza. Anche Platini si era opposto: “Questa pratica va contro la volontà di un giocatore di scegliere il proprio destino perché l’agente e opachi investitori determinano patti e scelte.

    Si deve dire basta“.

    Ovviamente non tutte le società erano d’accordo con l’ipotesi, ma dovranno chinare la testa. Intanto ci sono altre regolamentazioni in corso di aggiornamento come la finestra estiva di calciomercato che sarà fissata dall’1 luglio all’1 settembre e quella invernale dal 5 gennaio al 2 febbraio. In più c’è la riforma dei campionati. Sempre Abete: “Il tavolo di lavoro inizia oggi ma è stato importante approvare la norma transitoria che consente di non bloccare più al 30 giugno il termine per eventuali modifiche, questo dimostra che c’è la disponibilità ad affrontare la tematica di riforma dei campionati perché avremo tempo fino al 30 settembre. Anche se quello che interessa maggiormente, a parte il numero di società della LegaPro, è il rapporto tra Serie A e Serie B

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