Franco Zeffirelli accusato di molestie da Johnathon Schaech: ‘Quell’esperienza mi ha distrutto’

Nuove accuse di molestie nel mondo del cinema e, questa volta, a finire nell'occhio del ciclone è il regista Franco Zeffirelli. Secondo quanto raccontato in una lettera dell'attore Johnathon Schaech, il cineasta avrebbe abusato di lui durante le riprese del film 'Storia di una capinera'. Il figlio di Zeffirelli, Pippo, difende il padre.

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    Franco Zeffirelli accusato di molestie da Johnathon Schaech: ‘Quell’esperienza mi ha distrutto’

    Tra i registi che avrebbero molestato attori e attrici spunta il nome di Franco Zeffirelli, accusato da Johnathon Schaech di avergli fatto delle avances fin troppo spinte sul set di ‘Storia di una capinera’. A distanza di 25 anni dall’accaduto, l’attore, che interpretava il ruolo di Nino Valentini, confessa di aver subito gravi pressioni, anche psicologiche, da parte del Maestro.

    L’incontro tra Franco Zeffirelli e Johnathon Schaech avvenne quando l’attore aveva 22 anni e fin dai primi meeting pare che il regista tentò di molestare sessualmente il giovane artista. Come racconta quest’ultimo in una lettera scritta di proprio pugno e indirizzata al settimanale People, infatti, il cineasta provò a sedurlo prima con le parole: ‘Mi diceva spesso quanto fossi eccezionale e bellissimo, mi raccontava storie incredibili […] ma capii subito che voleva qualcosa in più da me […] L’istinto mi diceva di stargli lontano’. Così, Schaech descrive i primi approcci con il regista di Storia di una capinera portando alla memoria una sera in particolare in cui Zeffirelli riuscì ad entrare nella sua stanza d’albergo.

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    Johnathon Schaech: ‘Mi ha molestato nel mio letto’

    Come descritto da Johnathon Schaech nella lettera, Franco Zeffirelli riuscì ad ottenere la chiave della sua camera quando erano ospiti in Sicilia e, sorprendendolo durante il sonno, tentò di praticargli del sesso orale.

    ‘Ha messo le mani in posti che non potevo nemmeno immaginare e ha fatto cose di cui non sono orgoglioso’ – scrive l’attore – ‘[…] In quel momento ero vulnerabile, non gridavo e non ho tentato di fermarlo e ci ho messo 25 anni per capirne il motivo’.

    Così, Johnathon Schaech spiega di comprendere tutte le donne vittime di violenza che scelgono di non parlare fin da subito custodendo per anni il terribile segreto.

    Quell’esperienza ha causato, poi, all’attore di ‘Storia di una capinera’ problemi di alcool, droga e dipendenza sessuale che sono legati a quel momento.

    ‘Dopo quella notte sono diventato violento, ricordo che volevo combattere’ – conclude Schaech nella sua missiva che scrive per la prima volta con l’intento di ‘essere al servizio di altri’ affinché simili storie non accadano più.

    Il figlio di Franco Zeffirelli: ‘Le accuse di Johnathon Schaech una vendetta’

    Dopo le accuse di molestie nei confronti di Franco Zeffirelli, è stato il figlio Pippo a prendere la parola in difesa del padre sostenendo che le dichiarazioni dell’attore Johnathon Schaech siano del tutto infondate.

    ‘Sono accuse non vere, che hanno quasi il sapore di una vendetta’ – ha dichiarato, spiegando i motivi che avrebbero indotto Schaech a raccontare il falso.

    ‘Mio padre diede al signor Schaech la sua prima chance nonostante Johnathon all’epoca soffrisse di una ostruzione alla gola che rendeva il suo parlare difficile’ – prosegue Pippo Zeffirelli – ‘Per questa ragione, alla fine delle riprese, Zeffirelli decise di far doppiare il personaggio interpretato da Schaech da un attore inglese e la cosa lo mandò su tutte le furie’.

    Per questo motivo, dal suo punto di vista, le accuse di molestie avanzate hanno il ‘sapore di un fumus persecutionis’.

    Il figlio del regista Franco Zeffirelli, inoltre, conclude sostenendo che si tratti di una chiara vendetta nei confronti del padre, architettata da Johnathon Schaech ‘con la speranza di ottenere quella notorietà che all’inizio pensava di ottenere, ma che la sua carriera di attore non gli ha mai procurato’.