Cinema, Due sotto il burqa: sorridere contro il radicalismo islamico si può

Sorridere contro il radicalismo islamico? Si può, con la commedia francese di Sou Abadi, 'Due sotto il Burqa', al cinema dal 6 dicembre. Nel cast Camelia Jordana e Félix Moati. La regista: «Ricevuti insulti e minacce da alcuni fondamentalisti, ma anche ringraziamenti di tanti arabi contenti che ci sia una storia in cui si vede che essere musulmani non vuol dire avere il coltello in mano»

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    Cinema: due sotto il burqa, sorriso contro radicalismo
    Una immagine di scena del film ‘Due sotto il burqa’ della regista Sou Abadi. / Ansa

    Sorridere contro il radicalismo islamico? Si può, con la commedia francese di Sou Abadi, “Due sotto il Burqa”, al cinema dal 6 dicembre. Una commedia romantica/sociale antioscurantista, che parla di radicalizzazione e libertà di scelta in modo leggero, ma senza superficialità.

    “Due sotto il Burqa”, che arriva in sala con i Wonder Pictures, ha vinto il premio del pubblico al Biografilm Festival.

    Un tema non facile da affrontare, racconta la regista Sou Abadi, iraniana naturalizzata francese, che ha ricevuto da una parte qualche «insulto e minaccia per me e il cast da alcuni fondamentalisti, che hanno smesso con l’uscita in sala del film». Ma anche «gli abbracci e i ringraziamenti di tanti arabi alle anteprime, contenti ci sia una storia in cui si vede che essere musulmani non vuol dire avere il coltello in mano».

    Nel film, spiega all’Ansa, «non rido solo del radicalismo, ma di tutto e tutti, anche di me stessa. Volevo una commedia che aiutasse a placare gli animi e a fare un passo verso l’altro».

    Cinema: due sotto il burqa, sorriso contro radicalismo

    “Due sotto il Burqa” è la storia di una coppia formata da Leila e Armand, studenti di Scienze politiche a Parigi, innamorati e pronti a partire insieme per New York per uno stage all’Onu. Fino all’arrivo del fratello di Leila, Mahmoud, tornato dal Medio Oriente in Francia da islamico radicalizzato. L’uomo costringe la sorella a rimanere a casa, per evitare di partire offendendo con il suo stile di vita il Profeta. Armand, pur di rivederla e aiutarla, decide di indossare un burqa spacciandosi per donna, presentandosi a Mahmoud col nome di Sheherazade.

    Cinema: due sotto il burqa, sorriso contro radicalismo

    Nel cast del film di Sou Abadi abbiamo William Lebghil nei panni di Mahmoud, Camélia Jordana in quelli di Leila, mentre Felix Moati interpreta Armand.

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    Riportiamo la recensione di Mymovies.it, su una commedia brillante e irriverente: «La regista non è non vuole essere antimusulmana ma è e sa essere antioscurantista. Mahmoud vuole imporre a Lila la sua volontà attraverso frasi fatte derivate dalla sua solo pretesa conoscenza del Corano che difatti inizia a comprendere meglio quando Armand/Sheherazade si trova costretto a documentarsi in materia per reggere il gioco e, di conseguenza, attraendone una focosa attenzione. Passando da Maometto a Victor Hugo si consuma la possibilità di una deradicalizzazione di un giovane uomo che ha visto la moschea affermarsi come l’unico luogo in cui poter socializzare in Francia. Leila ha imboccato una strada diversa e ha trovato l’amore (e un possibile futuro alle Nazioni Unite) in un Armand che deve fronteggiare le memore barricadiere dei genitori e, in particolare, della madre ancor oggi disposta a gesti eclatanti pur di poter sostenere idee libertarie. Tutto ciò sostenuto dal gioco del travestimento con tutte le varianti farsesche che possono derivarne ma che sono sempre tenute sotto controllo».