Randi Ingerman oggi: ‘Dopo l’epilessia, cerco la gioia nelle piccole cose’

In una lunga intervista, la showgirl americana diventata famosa per uno spot, alcuni film e un calendario confessa che fine ha fatto: oggi Randi Ingerman cura l’epilessia con un olio americano, cerca la felicità nelle piccole cose e rivela: ‘All’apice della carriera ho ricevuto almeno sei proposte indecenti’

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    Randi Ingerman oggi: ‘Dopo l’epilessia, cerco la gioia nelle piccole cose’

    Che fine ha fatto oggi Randi Ingerman? In occasione del suo cinquantesimo compleanno (è nata il 13 novembre 1967), la showgirl americana si racconta in una recente intervista, dal successo ottenuto con spot, film e calendario, alla sua malattia – epilessia – che ha scelto di non curare, visti i rischi dell’operazione, passando per la morte del padre, fratello per overdose di antidepressivi e della nipotina allattata da una madre tossicodipendente.

    Randi Ingerman è impegnata nella ricerca della felicità, in un tramonto, in un gelato al parco, in una partita a carte con gli anziani: la showgirl si racconta a Vanity Fair.

    La malattia di Randi Ingerman: la showgirl soffre di epilessia

    Nell’intervista, la giornalista rivela che oggi Randi Ingerman ha gli stessi capelli afro, gli stessi occhi verdi e lo stesso corpo di 20 anni fa, fiaccato però da una malattia che non sempre riflette la sua mente.

    Dopo un primo malore nel 2006 durante il reality La fattoria e dopo otto anni di ricerche vane con tanti medicinali inutili presi, una dottoressa ha trovato la diagnosi per la malattia di Randi Ingerman, epilessia causata da malformazione del lobo temporale sinistro.

    La showgirl rivela che deve sottoporsi ad un’operazione per togliere un pezzo di cervello, ma visti i rischi – e i possibili effetti collaterali – Ingerman per ora ha detto no.

    Randi Ingerman: ‘Dopo il successo, i miei anni difficili’

    Per ora, Randi Ingerman si cura dalla malattia con olio di canapa proveniente dall’America: da quando lo prende non ha avuto una crisi, e spera continui così. Nel mentre, è ambasciatrice della Federazione Italiana Epilessia e informa gli italiani sulla malattia e lotta contro la discriminazione.

    Randi Ingerman ammette di aver attraversato anni difficili: ‘Fino a 40 anni mi sono sentita sul tetto del mondo. Ero sana, bellissima e innamorata. Qualche tempo dopo, mi sono ritrovata imbottita di medicinali, in preda alle paranoie, sola e costretta a stare in casa’.

    Oggi Randi Ingerman lavora, è fuori dal mondo dello spettacolo, ha una linea di cosmetici e una di accessori per cucina, esce di casa e fa palestra, a volte prende il taxi e la metro anche se non da sola.

    Rispetto al passato, ha più saggezza… e capelli bianchi, mentre ha molti meno amici, ha perso un fratello e la nipotina, e anche la possibilità di diventare mamma avendo avuto tre aborti spontanei.

    ‘Dopo il successo in Italia, almeno sei proposte indecenti’

    Oltre ad un breve accenno all’infanza – Randi Ingerman si descrive come eccentrica e spiritosa, per contrastare la pesantezza in casa dovuta alla madre che soffriva di depressione – la showgirl rivela che da grande avrebbe voluto fare l’attrice e che nel 1995 rimase in Italia convinta da una proposta dell’allora compagno.

    In Italia, Randi Ingerman confessa di aver ricevuto almeno ‘sei proposte indecenti’, da potenti uomini italiani – che le hanno offerto palazzi e weekend romantici a Parigi – ma anche stranieri, visto che un principe arabo voleva affittarla. Un’altra volta un uomo molto famoso, ma non è chiaro se italiano o straniero, le offrì 500mila euro per fingere di essere la sua fidanzata.

    In tv, Randi Ingerman ha lavorato con Fiorello, con Costanzo e con Maurizio Crozza, definendosi ‘brava, ma anche rompic*glioni’ per una ipersensibilità a suoni e odori. L’olio americano succitato la fa stare meglio, ma quando la showgirl usava i medicinali questi le alternavano l’umore. Anche per questo, oggi Randi Ingerman cerca la felicità: ‘Ogni giorno mi alzo e cerco una piccola gioia. Anche per un tramonto, ne vale la pena’.