Kevin Spacey, ritirati i premi dopo l’accusa di molestie: sarà l’unico a pagare?

Hollywood sembra essere in rivolta: dopo le accuse di molestie contro Kevin Spacey, è stato ritirato l'Emmy Award che sarebbe stato consegnato all'attore il 20 novembre prossimo. Come l'interprete di House of Cards, però, tantissimi altri personaggi noti si sono macchiati di reati come stupro e molestie: Spacey deve essere l'unico a pagare e, soprattutto, come?

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    Kevin Spacey, ritirati i premi dopo l’accusa di molestie: sarà l’unico a pagare?

    Dopo il caso Harvey Weinstein, finisce nell’occhio del ciclone Kevin Spacey al quale sono stati ritirati gli Emmy Awards dopo le accuse di molestie da parte dell’attore Anthony Rapp. Hollywood sembra essere in un momento di grande rivoluzione e gli avvenimenti che hanno spento lo scintillio del mondo dello spettacolo americano potrebbero spingere a non avere più pietà di nessuno: al momento, però, paga solo l’attore e produttore di House of Cards.

    Ebbene, dopo lo stop della serie tv made in Usa, Kevin Spacey si vede ritirare i riconoscimenti: l’International Academy of Television Arts e Sciences, infatti, ha deciso di cancellare l’International Emmys Founders Awars destinato all’attore nell’ambito dei più noti Emmy Awards. L’aria si fa più pesante di ora in ora per Spacey, dal momento che dopo Antony Rapp anche gli attori Robert Cavazos e Tony Montana hanno accusato Spacey di molestie sessuali.

    Il premio personale, destinato a chi si è distinto nella produzione televisiva di qualità, non sarà consegnato a Spacey che – ad oggi – sembra essere l’unico destinato a pagare per il reato commesso. Come fa presente Mattia Feltri su La Stampa, l’attore di House of Cards viene preso come capro espiatorio ma, considerando i misfatti compiuti nel corso degli anni (e dei secoli) da altri nomi noti del mondo dello spettacolo, dell’arte, della letteratura e della musica, dovrebbero essere revocati altrettanti premi Oscar e Nobel.

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    La revoca dei premi a Kevin Spacey (e non solo)

    ‘Cose da fare urgentemente dopo la revoca del premio Emmy a Kevin Spacey, l’attore che molestava i ragazzini’ – scrive Mattia Feltri su La Stampa elencando un numero (forse anche esiguo) di personaggi che si sono macchiati di peccati più o meno gravissimi.

    ‘Revocare i tre premi Oscar a Clark Gable che stuprò Loretta Young. Revocare i ventisei premi Oscar a Walt Disney che non voleva donne fra i collaboratori’ – continuando con la revoca del ‘premio Nobel a Ernest Hemingway che beveva e poi pestava le mogli’ e con il conferimento di ‘un premio Nobel a Erskin Caldwell e poi revocarglielo perché era brutale coi figli’.

    Ma non è finita, ce n’è per tutti (o quasi): ‘[…]Togliere la «f» e aggiungere una «k» a Franz Kafka perché si masturbava guardando disegni di bambini che escono da corpi di donne. Storpiare tutte le rime di Paul Verlaine perché sparò al fidanzato Arthur Rimbaud […]’.

    Ma sono davvero solo questi gli uomini orribili che si sono macchiati di reati impronunciabili? Beh, in questa lista stilata dal giornalista ci sarebbero ancora tanti nomi da inserire…

    Tutti (o quasi) i personaggi che si sono macchiati di reati

    Senza andare troppo indietro nel tempo ‘scomodando’ i personaggi storici dell’antica Roma e non solo, basterebbe rileggere le pagine di quotidiani e settimanali di alcuni decenni fa per capire che Kevin Spacey non è stato l’unico.

    Allontanandosi solo un po’ dal mondo dello spettacolo e facendo un salto in quello dello sport, ritroviamo le accuse e le condanne a Mike Tyson per stupro.

    Riconosciuto tra i più grandi pugili di ogni tempo, Tyson vanta sei titoli mondiali e una condanna per stupro a sei anni di carcere: beh, basta e avanza per azzerare il suo palmarès.

    Anche un big della musica mondiale come David Bowie dovrebbe essere privato della sua stella sulla Walk of Fame di Hollywood e dei numerosissimi premi ricevuti nel corso della sua carriera.

    Il motivo? E’ nota la vicinanza del cantante alla famosa groupie Lori Maddox che, più volte negli anni, ha raccontato di aver perso la verginità a soli 14 anni con Bowie: lui l’avrebbe perseguitata e lei lo avrebbe più volte respinto.

    Tra gli appassionati di incontri intimi con gli adolescenti ritroviamo anche Jimmy Page, chitarrista dei Led Zeppelin: anche lui ebbe una relazione sessuale con l’allora 14enne Lori Maddox. Lui aveva ben 14 anni più di lei.

    La lista non si ferma qui: il produttore R. Kelly conobbe la giovane cantante Aaliyah Haughton e, dopo aver realizzato il suo primo disco, la sposò illegalmente quando lei aveva solo 14 anni.

    L’unione, poi, fu annullata dalla famiglia della minorenne, ma nel 2002 R. Kelly è stato nuovamente accusato di pornografia infantile per un video in cui lui 35enne filmava i rapporti sessuali con una bambina di 14 anni.

    Continuiamo, allora, con il cantante degli Aerosmith – Steven Tyler – che ha avuto una relazione con la 16enne Julia Holcomb: la ragazza rimase incinta e lui la obbligò ad abortire al quinto mese di gravidanza.

    Senza dimenticare, inoltre, Elvis Presley che iniziò una relazione con Priscilla Presley – poi diventata sua moglie – quando lei aveva solo 14 anni.

    L’elenco dei molestatori, stupratori e ‘amatori’ di bambini è ancora troppo lungo e dimenticheremmo sicuramente alcuni nomi.

    Tra quelli menzionati, però, ci sono tantissime star amate e celebrate in tutto il mondo che, per ciò che hanno commesso nel corso della loro esistenza, andrebbero semplicemente cancellate da ogni memoria.

    E allora dovremmo revocare titoli mondiali, riconoscimenti musicali, bruciare dischi e fare incetta di film!

    Kevin Spacey, Harvey Weinstein e simili: quale la giusta punizione?

    Ad oggi, quindi, sembra che l’obiettivo principale di ognuno sia quello di infliggere la giusta punizione a Kevin Spacey, Hervey Weinstein e simili.

    Leggi anche: Harvey Weinstein, le attrici che lo accusano di abusi

    Ma come sarebbe giusto e opportuno condannarli? Non è sicuramente con la revoca di un premio o di un riconoscimento che i molestatori, gli stupratori e i ‘malati’ seriali soffriranno pene dell’inferno.

    Forse non è nemmeno con la gogna pubblica che qualcuno di loro si sentirà veramente sporco o colpevole, né il loro ‘mea culpa’ riuscirà a far sentire meno ‘sporche’ le vittime seminate nel corso degli anni.

    La giusta punizione per quelli come loro? L’inizio della lotta che ha preso vita ad Hollywood e che si sta estendendo a macchia d’olio in tutto il mondo potrebbe essere – probabilmente – la condanna più adeguata.

    Sì, perché se personaggi come loro hanno finora fatto leva sulla paura e sull’omertà di tutte quelle donne che sono state loro vittime, solo la voce di chi fino ad adesso ha temuto, potrà spaventarli.

    Gli stupratori e i molestatori sperano che le loro ‘prede’ non parlino ma, adesso che il coraggio inizia a farsi avanti, i disgraziati inizieranno a ritrarsi.

    L’assenza di paura, il coraggio di parlare, la lotta contro ogni sopruso: sono queste le vere condanne nei confronti dei nuovi Spacey o Weinstein.