Selvaggia Lucarelli accusa Asia Argento: ‘Le molestie orrende ma non sono violenze sessuali’

Con le dichiarazioni di violenze subite da parte di Asia Argento, il caso Weinstein è arrivato anche in Italia. In proposito, si è espressa Selvaggia Lucarelli che ha lanciato un'accusa ben precisa nei confronti dell'attrice: non si può parlare di 'abusi' quando la denuncia arriva dopo 20 anni dai fatti e in seguito al caso che si è creato in America. A questo pensiero, si allinea anche Vladimir Luxuria.

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    Selvaggia Lucarelli accusa Asia Argento: ‘Le molestie orrende ma non sono violenze sessuali’

    Il caso Weinstein è arrivato in Italia dopo la denuncia di Asia Argento e sulla questione è intervenuta Selvaggia Lucarelli che ha accusato l’attrice di aver manipolato la situazione a suo favore, sostenendo che quanto subito non sia da considerare una violenza sessuale. Un pensiero che appare, tuttavia, molto strano, soprattutto se si considera che la Lucarelli denuncia da sempre gli attacchi violenti di cui è vittima sul web.

    Ciò che fa riflettere, però, è che l’accusa di Selvaggia Lucarelli contro Asia Argento ha trovato il consenso di numerosi internauti – molti dei quali donne – e, in particolar modo, anche di Vladimir Luxuria che sulla questione Weinstein è intervenuta con una serie di tweet sul suo profilo social. Viene da chiedersi, dunque, dove siano finite la solidarietà femminile e le continue battaglie delle donne contro le violenze – sessuali e psicologiche – di cui continuano ad essere vittime negli ultimi anni? Può la confessione di abusi essere davvero utilizzata per accendere su di sé le luci dei riflettori?

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    Selvaggia Lucarelli: ‘Asia Argento paladina delle vittime di molestie, abusi e stupri, no’

    Per comprendere appieno il pensiero di Selvaggia Lucarelli sulla situazione che ha visto coinvolta anche Asia Argento nella questione Weinstein, basta leggere il suo post – chiaro e deciso – esternato sui social.

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    In riferimento al racconto dell’attrice, che ha rivelato di essere stata vittima di violenza da parte del produttore americano nel 1997 e di aver avviato, poi, con lui una frequentazione basata anche su rapporti consensuali, la Lucarelli si esprime senza mezzi termini.

    ‘Vai a letto con un bavoso potente per anni e non dici di no per paura che possa rovinare la tua carriera. Legittimo’ – scrive Selvaggia su Facebook, proseguendo – ‘Frigni 20 anni dopo su un giornale americano raccontando di tuoi rapporti da donna consenziente tra l’altro avvenuti in età più che adulta, dovendo attraversare oceani, con viaggi e spostamenti da organizzare, dipingendoli come ‘abusi’. Meno legittimo’.

    L’accusa della scrittrice contro Asia Argento, dunque, è chiara: ‘Ad occhio, sono abusi un po’ troppo prolungati e pianificati per potersi chiamare tali. E se tu sei la prima a dire che lo facevi perché la tua carriera non venisse danneggiata, stai ammettendo di esserci andata per ragioni di opportunità’.

    La Lucarelli, dunque, conclude: ‘Nessuno ti giudica, Asia Argento. Però ti prego. Paladina delle vittime di molestie, abusi e stupri, anche no. Facciamo che sei finita in un gorgo putrido di squallidi do ut des e te ne sei pentita. Con 20 anni di ritardo però’.

    Vladimir Luxuria su Twitter: ‘Asia Argento avrebbe dovuto dire no a Weinstein’

    Selvaggia Lucarelli, però, non è la sola a credere che ciò che ha vissuto Asia Argento non sia da considerarsi una violenza.

    Al suo pensiero si allinea anche Vladimir Luxuria che da sempre si erge in difesa di chi continua a subire violenze e abusi perché considerato diverso.

    In questa occasione, però, la ex opinionista de L’Isola dei famosi ha un pensiero ben diverso: ‘Asia Argento avrebbe dovuto dire no a Weinstein come hanno fatto altre attrici, le donne devono denunciare lo diceva lei a Amore Criminale!’.

    Così come la Lucarelli, anche la Luxuria rivela di aver ricevuto delle proposte ‘non forzate’ e di aver avuto il coraggio di dire di no, ribadendo che ‘se si accetta di fare sesso in cambio di un favore’, non si può considerare ‘stupro ma altro…’.

    A conti fatti, dunque, siamo in un mondo in cui ci si professa in difesa delle donne, ma – all’occorrenza – si agisce e si pensa come l’ultimo dei maschilisti. Sembra quasi che il concetto ‘aveva la gonna e poteva essere violentata’ nel 2017 sia ancora valido…per qualcuno!