Morto Chester Bennington dei Linkin Park: il cantante si è suicidato

Mondo della musica sotto shock per una notizia giunta dagli USA: è morto Chester Bennington dei Linkin Park. Il cantante, appena 41enne, si è suicidato impiccandosi nella sua casa vicino Los Angeles. Appena due mesi fa aveva scritto una struggente lettera aperta a Chris Cornell, suicidatosi anche lui.

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    Morto Chester Bennington dei Linkin Park: il cantante si è suicidato

    Gravissimo lutto nel rock, Chester Bennington è morto: il cantante dei Linkin Park, 41 anni, si è suicidato nel giorno del compleanno del suo grande amico Chris Cornell dei Soundgarden, suicida anche lui, a cui Bennington aveva dedicato una struggente lettera aperta. Il corpo del musicista è stato ritrovato senza vita nelle prime ore del mattino di giovedì 20 luglio 2017 (ora locale) all’interno della sua residenza di Palos Verdes Estates, vicino Los Angeles. Le notizie per il momento sono ancora frammentarie, ma non ci sono dubbi sul fatto che Chester Bennington dei Linkin Park si sia tolto la vita impiccandosi. Il cantante aveva cinque figli naturali, nati da tre donne diverse, e uno adottato. Da anni, purtroppo, aveva seri problemi di dipendenza da droga e alcool.

    Pochi minuti dopo che si è diffusa la notizia della morte di Chester Bennington, il suo amico e collega nei Linkin Park, Mike Shinoda, ha confermato l’accaduto dichiarandosi scioccato e col cuore a pezzi. Shinoda e Bennington si conoscevano dal 1999, l’anno in cui il cantante era entrato a far parte della band che all’epoca si chiamava ancora Hybrid Theory e che soltanto l’anno successivo avrebbe adottato il nome definitivo Linkin Park (Hybrid Theory fu scelto invece come titolo del primo album dei LP, che, trascinato dal monumentale singolo In The End, ottenne un successo clamoroso vendendo circa 30 milioni di copie in tutto il mondo).

    Chester Bennington era nato a Phoenix il 20 marzo 1976. Protagonista di un’adolescenza piuttosto complicata, segnata dalla separazione dei suoi genitori (aveva iniziato a fumare marijuana ad appena 11 anni e subito molestie sessuali da un coetaneo, poi era passato a droghe più pesanti che l’avevano condotto pure a un arresto), si era riscattato con la musica imparando a suonare il pianoforte e diventando il cantante di due piccole band, i Sean Dowdell and His Friends? e i Grey Daze. Nel 1999, dopo aver superato alcune audizioni, era entrato infine a far parte di quelli che da lì a breve si sarebbero trasformati nei Linkin Park.

    Con la band losangelina, indiscussa portabandiera del genere nu-metal, Chester Bennington era diventato uno dei cantanti più famosi del mondo, guadagnando un mucchio di soldi (si stima che i Linkin Park abbiano venduto oltre 60 milioni di dischi) e ottenendo numerosissimi riconoscimenti, tra cui due Grammy Awards e tre World Music Awards, pur non sconfiggendo mai completamente i suoi personalissimi demoni (la depressione non l’avrebbe mai abbandonato, costringendolo a ‘combatterla’ a suon di alcol e stupefacenti). Nel 2005 e nel 2013 aveva preso parte, insieme ad altri musicisti, a due progetti paralleli: i Dead by Sunrise e gli Stone Temple Pilots.

    Come già detto in precedenza, Chester Bennington aveva sei figli: il primo, Jaimie, nato nel ’96 da una relazione con Elka Brand. Il secondo, Draven Sebastian, avuto nel 2002 dalla prima moglie Samantha Marie Olit, dalla quale si era poi separato nel 2005. Risposatosi il 31 dicembre dello stesso anno con la modella Talinda Bentley, Bennington aveva avuto da lei Tyler Lee (nata nel 2006) e, nel 2011, le gemelline Lilly e Lila. Intanto, nel 2006, aveva adottato Isaiah, il fratellastro del primogenito Jaimie.

    Qualche settimana fa la moglie di Chester Bennington, Talinda, aveva pubblicato su Twitter un simpatico messaggio della piccola Tyler al suo papà, scritto su un post-it attaccato a una tazza, in cui la bimba gli raccomandava di godersi le prove e qualsiasi altra cosa avesse in mente di fare quel giorno, e di amare la vita perché è un ‘castello di vetro’ (‘Castle of Glass’ è il titolo di un famoso brano dei Linkin Park, ma indica anche una persona apparentemente forte ma molto fragile dentro, come probabilmente era Chester).

    Erano famosi anche i tatuaggi di Chester Bennington, ognuno dei quali aveva per lui un significato particolare: per esempio il primo tatuaggio della sua vita, quello sulla spalla sinistra, rappresentava il suo segno zodiacale dei pesci, mentre sulla zona lombare si era fatto tatuare la scritta Linkin Park e sul polpaccio aveva il tattoo di un soldato con le ali di libellula, lo stesso della copertina di Hybrid Theory.