Le Iene, Blue Whale e il servizio ‘falso’: Matteo Viviani si difende dalle accuse

La Iena Matteo Viviani, intervistata da Selvaggia Lucarelli, ha ammesso di aver ricevuto i video dei presunti suicidi per il gioco Blue Whale su una chiavetta inviatagli direttamente dalla Russia e di non aver controllato la fonte. Il fenomeno della balena blu si è diffuso in tutta Italia per via di una bufala?

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    Le Iene, Blue Whale e il servizio ‘falso’: Matteo Viviani si difende dalle accuse

    Le Iene, Matteo Viviani smascherato da Selvaggia Lucarelli: i video sul Blue Whale erano falsi? A quanto pare potrebbero non essere stati veri: non erano state controllate le fonti di provenienza. L’inviato si difende: intervistato in merito al fenomeno collettivo che si è creato attorno al presunto gioco pericoloso della balena blu proveniente dalla Russia, dopo aver spiegato la provenienza delle fonti per il suo servizio sul Blue Whale, Matteo Viviani de Le Iene si è difeso sostenendo di aver fatto un servizio utile, e di essere stato ringraziato anche dalla Polizia.

    Selvaggia Lucarelli ha smascherato Matteo Viviani de Le Iene per il servizio sul Blue Whale, andato in onda nel programma nella puntata del 14 maggio. Matteo Viviani ha ammesso di non aver controllato le fonti dei video dei suicidi per il Blue Whale mandati in onda nel servizio de Le Iene, dando inizio ad un fenomeno collettivo che ha coinvolto tutta Italia.

    ‘Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche’ ha ammesso Matteo Viviani de Le Iene, che si è difeso subito: ‘Erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio, non spostavano di una virgola il succo della questione’ ha concluso l’inviato del programma di Italia 1. A Selvaggia Lucarelli che ha replicato che i video fornissero informazioni non vere, Matteo Viviani ha risposto continuando a difendersi: ‘Cambiava qualcosa se mettevo un voice over di 4 secondi in cui dicevo che quei video non erano collegati al Blue whale?’ ha detto. A livello giornalistico, gli ha fatto notare la Lucarelli, cambiava tutto.

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    Lungo tutta l’intervista, pubblicata dalla stessa Selvaggia Lucarelli sulla sua pagina Facebook, Matteo Viviani ha continuato a difendere il suo lavoro: per il ragazzino suicida di Livorno citato nel servizio, Viviani ha ammesso che il collegamento col Blue Whale era stato fatto sulla base dell’opinione fornita dall’amico del ragazzino, non verificata.

    L’inviato de Le Iene ha comunque sostenuto che alcuni suicidi in Russia e Ucraina sono stati accertati per questo fenomeno, e che è difficile risalire alle fonti quando sono disperse nel mondo del deep web navigabile con Tor, la parte di Internet che potrebbe essere banalmente definita ‘l’oscuro del web’ e che il 90% delle persone non sa nemmeno cosa sia.

    A Selvaggia Lucarelli che gli contestava il contenuto sensazionalistico del suo servizio, Matteo Viviani ha replicato: ‘Le Iene hanno questo tipo di narrazione. Ti potrei mostrare tanti altri servizi confezionati così, scegliamo di raccontare la verità in modo crudo’ si è difeso, sostenendo di aver eliminato immagini ben più dure da mandare in onda.

    La difesa di Matteo Viviani si basa principalmente sul fatto che è riuscito a mostrare ai genitori la pericolosità di non conoscere cosa facciano i figli adolescenti.

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    Il servizio de Le Iene si basava sul fatto che i suicidi in Russia fossero avvenuti per colpa del Blue Whale; in realtà è stato accertato che dei 130 suicidi contestati al probabile ideatore ne fosse vero solo uno, come ha riportato anche Selvaggia Lucarelli nell’intervista. Le Iene hanno raccolto fonti che hanno sostenuto la tesi della veridicità del Blue Whale per confezionare il servizio.

    Il picco dei discorsi sul fenomeno del Blue Whale in Italia si è avuto proprio dopo il 14 maggio, data di messa in onda del servizio di Matteo Viviani a Le Iene. ‘Io so solo che non posso praticare l’omertà su un argomento e se ho contribuito a salvare anche una sola persona, per me il mio è stato un lavoro prezioso’ ha concluso Matteo Viviani nell’intervista a Selvaggia Lucarelli.

    Le Iene, il post in difesa di Matteo Viviani su Facebook

    Nella tarda serata di ieri, sulla pagina ufficiale de Le Iene è apparso un post pubblico in difesa di Matteo Viviani e del servizio realizzato sul Blue Whale contestato da Selvaggia Lucarelli nella sua intervista all’inviato.

    ‘Le Iene in questo momento sono osservate speciali per un servizio di Matteo Viviani sulla Blue Whale’ si legge all’inizio del post uscito sulla pagina del programma televisivo di Italia 1. La redazione de Le Iene si è scusata per le immagini non contestuali al fenomeno, e ha ringraziato il blogger che ha segnalato l’errore commesso. ‘Ciò non toglie che la Blue Whale sia pericolosamente reale così come dimostrano le testimonianze delle due famiglie che abbiamo incontrato in Russia’ si legge ancora nel post de Le Iene, che cita le due madri russe intervistate da Viviani nel suo servizio.

    ‘Dopo la messa in onda, molti genitori ci hanno ringraziato, perché hanno scoperto che i loro figli già conoscevano la Blue Whale. Anche la Polizia di Stato ci ha ringraziato confermando l’esistenza del fenomeno’ si legge nel lungo post di chiarimento pubblicato nella tarda serata di ieri, dove si citano alcuni esempi non arrivati alle cronache ma sventati da Polizia e psicologi. Le Iene hanno promesso di tornare ad occuparsi del fenomeno a settembre, con la nuova stagione del programma di Davide Parenti.