Wonder Woman: la recensione in anteprima del film che riscatta la Dc Comics

Giornalista in Cinema, Spettacoli, Supereroi
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1 Giugno 2017 alle 09:30 in Cinema, Spettacoli, Supereroi
    Wonder Woman: la recensione in anteprima del film che riscatta la Dc Comics

    Questa sera uscirà il film di Wonder Woman, una recensione senza spoiler per capire che tipo di film state per andare a vedere. Partiamo dalle cose positive: Gal Gadot è davvero dentro il personaggio, l’apparenza, in questo caso, non inganna. La parte le calza bene. Chi la sfregiava di non avere un seno prosperoso come il personaggio dei fumetti deve avere dei problemi con il genere femminile per fare critiche del genere. Detto ciò: il film è godibile, è probabilmente il migliore realizzato dal Dc Extended Universe al netto di Suicide Squad. Però bello considerato l’area in cui è stato inserito. Praticamente, facendo un esempio calcistico, è come far giocare Totti, a 40 anni, nel Palermo, farebbe la differenza. Stessa cosa per WW, i film precedenti sono stati cosi poco interessanti che questo risulta un buon prodotto.

    Scusatemi per l’incipit ma davvero, il più grande pro di questo film è la sua protagonista. È vero: Gal Gadot, l’attrice, è capace di al massimo due sguardi sentiti, un po’ come Nicholas Cage ma riesce benissimo ad arrivare al pubblico con quelle poche emozioni che riesce a far trasparire. Diciamoci la verità, nonostante non sia un capolavoro e non sia un film senza difetti (come tutti i cinefumetti) Wonder Woman di Patty Jenkin è il miglior film prodotto dal duo Dc Comics/Warner Bros. Dopo il poco interessante Man of Steel e il delirante Batman v Superman, Wonder Woman ha la capacità di riportare tutto a livello base – terra terra, per intenderci – un film che può piacere a tutti. Trama semplice, sceneggiatura con qualche buchetto ma senza grossi problemi (a parte la comprensione della Germania e della Guerra che viene raccontata) e con una chiarezza del carattere e della personalità del personaggio. I co-protagonisti funzionano bene, sono ironici, buffi ma giusti nel loro ruolo da A-team di falliti.

    È sicuramente merito della regia femminile di Patty Jenkin se Wonder Woman non cade mai nel banale, nell’osceno pensiero della donna oggetto o della donna immobile presente solo per badare ai bambini o preparare la cena. Diana Prince, il vero nome della nostra super eroina, è una donna tutta d’un pezzo, figlia di Zeus, senza che lei in realtà lo sappia, con dei valori e dei poteri davvero molto interessanti.

    Devo ammettere che mi ha stupito anche il principio da cui inizia il film e il racconto del mondo delle amazzoni, l’incontro con la spia britannica e la guerra. Purtroppo la presenza delle amazzoni dura poco, ossia solo l’inizio e questo lascia qualche discorso a metà: senza risposte, verranno forse date nel secondo capitolo della saga sulla dea Diana? Parliamo della guerra: il dolore percepito all’interno del film è superiore a quanto visto in Capitan America, il primo vendicatore. Qui si percepisce, seppur ancora abbastanza marginalmente, cosa significhi la guerra, la mancanza di serenità, la continua esasperazione delle persone, dei civili e dei soldati.

    Il film è, tutto sommato, carino ma banale: personaggi caratterizzati poco, trama lineare, sceneggiatura da compitino ma senza grosse caverne di platone da riempire. Molto sentito anche il messaggio sulla guerra e sull’uomo. Alla fine, come dicevano già i filosofi di centinaia di anni fa, l’uomo è il primo pericolo dell’uomo e alla fine riusciremo nell’obiettivo malsano di autodistruggerci. Unica razza sulla terra capace di tale stupidità.

    Cosa mi è piaciuto: in buona sostanza mi piace che sia una pellicola che non si prende troppo sul serio, mi sono piaciute le battute (non forzate) messe all’interno del film, sopratutto nella prima parte (dura 121 minuti, un’eternità) e mi è piaciuta la genesi del personaggio. Anche se diciamo che Dc/Warner tratta la mitologia greca come le favole per bambini, però facciamo finta di niente.

    Cosa non mi è piaciuto: l’esagerato utilizzo del rallenty, i combattimenti resi plasticosi dall’utilizzo degli animatronic e la troppa facilità con cui WW spacca la faccia alla Germania. Cosa che comunque sprizza americanicità da tutti i pori.

    Ah, dimenticavo. La colonna sonora, che si riconferma la stessa in BvS, è spettacolare. Un giro di accordi fighissimo che ti prende e non ti lascia più. Andate a vedere Wonder Woman: Dea, Guerriera, Leggenda.