Facciamo che io ero… Su Rai Due una bella pagina di tv!

Il nuovo programma di Rai 2 è un one woman show in cui Virginia Raffaele conduce, imita, canta, balla e lo fa con quell'apparente leggerezza fanciullesca che la contraddistingue, dietro a cui si nasconde, in realtà, una cura certosina dei numeri interpretati.

Critico televisivo in Rai 2, Spettacoli, Televisione, Virginia Raffaele
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24 Maggio 2017 alle 14:26 in Rai 2, Spettacoli, Televisione, Virginia Raffaele
    Facciamo che io ero… Su Rai Due una bella pagina di tv!

    Facciamo che io ero‘: una frase che racchiude la semplicità, l’incanto dei bambini, l’imperfezione spensierata. Ed è questo il sapore che vuole avere il nuovo programma di Rai Due in onda il mercoledì in prima serata, primo one woman show che vede protagonista assoluta Virginia Raffaele. Virginia conduce, imita, canta, balla e lo fa con quell’apparente leggerezza fanciullesca che la contraddistingue sempre, dietro a cui si nasconde in realtà una cura certosina dei numeri interpretati.

    E’ un’atmosfera quasi un po’ onirica quella che si respira, complice uno studio che propone una scenografia che vuole richiamare il mondo del circo. La Raffaele apre la prima puntata sospesa su un trapezio, la sua spalla, un Fabio De Luigi ben calato nel ruolo, entra in scena vestito da domatore. Nulla è casuale: il mondo circense fa parte del DNA di Virginia e della sua famiglia, ed è lei stessa a raccontarlo come in una fiaba che ci fa tornare un po’ bambini, aggiungendo – perché no? – una nota romantica e personale che però non deborda nel sentimentalismo.

    Un elemento che contribuisce ancora di più a dare una forte connotazione identitaria al programma: Virginia ci fa entrare nel suo mondo. Facciamo che io ero è uno spettacolo ben interpretato, ma è anche un programma ben costruito: gli sketch in studio si alternano a siparietti nel backstage e filmati RVM, come l’esilarante parodia di Bianca Berlinguer alla conduzione del suo Cartabianca, e poi non mancano interventi ed esibizioni di illustri ospiti. Un’alternanza di situazioni, di linguaggi e di volti che permette di mantenere un buon ritmo, sebbene non sia facile riempire due ore di one woman show tenendo alto il livello qualitativo dei numeri proposti. Facciamo che io ero ci riesce, senza dubbio con momenti più forti e altri un po’ meno, ma offrendo sempre allo spettatore uno spettacolo godibile e che, pur nella varietà, si snoda in maniera fluida.

    Unica pecca, la percezione di una certa ansia da prestazione in alcune fasi della puntata: forse proprio per il timore di perdere in termini di ritmo, talvolta la conduzione diventa un po’ troppo concitata e sopra le righe. Inezie, tutto sommato. Chapeau a Virginia Raffaele che è riuscita a scrivere decisamente una bella pagina di televisione.