Fabio Fazio furioso con la Rai: ‘Posso andare a lavorare altrove’

Il conduttore di Che tempo che fa si sfoga contro il tetto degli stipendi imposto da Viale Mazzini ai dipendenti e agli artisti, minacciando di andarsene nonostante sia in azienda da 33 anni. Il compenso di Fabio Fazio in Rai sfiora i 2 milioni di euro.

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    Fabio Fazio è furioso con la Rai e minaccia chiaramente: ‘Posso andare a lavorare altrove’. È un Fazio diverso da quello bonario che i telespettatori sono abituati a vedere nei panni di conduttore di Che Tempo Che Fa: il giornalista è particolarmente toccato dal discorso del tetto agli stipendi imposto dalla Rai ai dipendenti e probabilmente anche artisti, come si discute da diversi mesi a questa parte. Il compenso di Fabio Fazio in Rai è piuttosto alto ma il conduttore non ci sta a farsi fare i conti in tasca dalla dirigenza, tanto da giurare di andarsene da un momento all’altro, a scadenza di contratto.

    Intervistato da Aldo Grasso a Dogliani nel corso della manifestazione Festival della Tv e nuovi media, Fabio Fazio è apparso furioso con la Rai: ‘Posso andare a lavorare altrove’ ha minacciato il conduttore di Che Tempo Che Fa senza troppi mezzi termini. Già qualche mese fa il giornalista del contenitore tra i più longevi di Rai 3 aveva detto di essere stato corteggiato da altre reti, e che comunque per lui cambiare azienda non sarebbe un problema.

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    ‘Sono in Rai da 33 anni. La Rai coincide con la mia vita, conosco tutti quelli che ci lavorano’ ha esordito Fabio Fazio durante il suo intervento a spada tratta. A detta del conduttore, la Rai sta vivendo un momento estremamente difficile per colpa della politica che si infiltra nella televisione di Stato: ‘Credo non ci sia mai stata un’ingerenza politica così grande sulla gestione dell’azienda. Non è né ammissibile né accettabile’ ha continuato Fabio Fazio.

    La questione più calda, però, è comunque quella del tetto degli stipendi a 240mila euro per dipendenti, manager, giornalisti e artisti di casa Rai. Erano interessati ai tagli ai compensi anche Massimo Giletti, Bruno Vespa e naturalmente Fabio Fazio, particolarmente furioso: ‘Non c’è un’azienda al mondo che possa reggere con qualcuno fuori che mette questi paletti’ ha ribattuto duramente il conduttore, facendo appello al suo potere contrattuale (e non solo) di dipendente di lunga data: ‘La Rai è la mia azienda e la mia vita e le si sta chiedendo di fare una cosa contro natura’ ha continuato il conduttore commentando le scelte del Dg Antonio Campo Dall’Orto.

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    ‘Non mi sentivo di tacere perché sono uno dei pochi che ha il potere, nel caso, di scegliere di andare a lavorare altrove’ ha proseguito Fabio Fazio, aggiungendo poi che con questo lusso che può avere gli sembrava come minimo doveroso parlare dell’argomento.

    Fabio Fazio se ne va dalla Rai? Il conduttore è consapevole che non è un problema, per lui, trovare altro qualora la decisione sui tetti agli stipendi imponga tagli drastici, come sembra che sia. ‘Per me non è difficile trovare un posto dove andare. Sono un privilegiato, guadagno molto’ ammette l’ex golden boy. Per Fabio Fazio, la scelta di rimanere in Rai è mossa da una sola cosa: ‘C’è la necessità che si dica che chi fa il mio mestiere è un valore per l’azienda e non un costo’ ha continuato il conduttore, portando come esempio quello che avviene in una squadra di calcio: i giocatori a bilancio sono un valore e non un costo, perché contribuiscono a far crescere la stessa azienda. ‘Essere considerati un costo non è ammissibile se si vuole fare una tv che stia sul mercato’ ha concluso il conduttore di Che Tempo Che Fa, il cui contratto con la Rai scade a giugno.

    Immediata la risposta privata della Rai: lo stesso Antonio Campo Dall’Orto, presente al Festival, ha ribadito a Fabio Fazio che lui è un valore per l’azienda; in privato, riporta l’Ansa, tra il Dg e il conduttore c’è stato un confronto che è durato circa mezz’ora, e Fabio Fazio ha commentato soltanto che tra di loro hanno parlato di cose private, dicendo soltanto: ‘La Rai è una cosa seria, se il tema è lavorare per far bene le cose andiamo avanti, altrimenti è una politica distruttiva’ ha commentato il conduttore.

    Intanto il direttore generale ha fatto sapere che entro il 2 giugno il consiglio di amministrazione della Rai dovrà approvare la policy per il tetto dei compensi agli artisti, prima della chiusura dei palinsesti. La pressione è molto alta: scoppierà la pentola con conseguente pesca a strascico di artisti transfughi da parte delle altre aziende televisive in Italia? Ancora pochi giorni e lo sapremo.