Gianni Boncompagni, il ricordo della figlia Barbara: ‘Dissacrante e ironico, ha chiuso gli occhi serenamente’

Barbara Boncompagni ricorda suo padre Gianni Boncompagni, storico autore e regista radiofonico e televisivo scomparso il 16 aprile 2017: ‘Era dissacrante e ironico, non ci rimproverava mai, preferiva essere un esempio di comportamento’. E di Raffaella Carrà dice: ‘Fu la mamma che per anni ci era mancata’

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    Gianni Boncompagni, il ricordo della figlia Barbara: ‘Dissacrante e ironico, ha chiuso gli occhi serenamente’

    Gianni Boncompagni ricordato dalla figlia Barbara Boncompagni, tra vita privata e professionale: dalle tre figlie – oltre a Barbara, anche Paola e Claudia – cresciute da sole perché lo storico autore e regista fu ‘mollato’ nel 1962 dalla moglie svedese, al grande successo di Non è La Rai. Il tutto senza dimenticare il pluriennale rapporto lavorativo e personale con Raffaella Carrà, che per le figlie di Boncompagni fu la madre che era mancata per anni. E anche la morte è stata affrontata con il consueto spirito, anche se Boncompagni non ne parlava mai.

    Era dissacrante e ironico, non ci rimproverava mai, preferiva essere un esempio di comportamento. Non gli ho mai sentito dire cattiverie sui colleghi’. Così Barbara Boncompagni, una delle figlie dello scomparso Gianni Boncompagni (la minore), ricorda il padre in una lunga intervista al Corriere della Sera. Boncompagni ottenne la custodia delle tre figlie – Barbara, Paola e Claudia – dopo che nel 1962 la moglie svedese lo lasciò, e se – giovanissimo e a inizio carriera – l’autore avrebbe potuto mettere le figlie in collegio o darle ai suoi genitori, scelse invece di occuparsi in prima persona della crescita delle bimbe.

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    Seguono tanti aneddoti a proposito di Boncompagni, ad esempio a 12 anni Barbara si accorse che la governante rubava, lo riferì al padre che però – visto l’aiuto irrinunciabile fornito dalla donna a un padre single con tre figlie – scelse di sdrammatizzare con un ‘Divertente, no? Una ladra in casa’. A 17 anni la giovane si iscrisse a Parigi, il padre la convinse a lavorare con lui in tv, su Rai2 in Drim, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

    Legame fondamentale, quello di Boncompagni con Raffaella Carrà, che per le tre figlie di Gianni fu un po’ la mamma che era sempre mancata: ‘Un forte legame con lei, che dura tuttora’, ricorda la figlia di Boncompagni, sottolineando come stesse sempre attaccata a Raffaella, seguiva le prove degli spettacoli e i preparativi di trucco e parrucco della conduttrice.

    E se Boncompagni è stato autore di tanti storici programmi, quello per cui viene generalmente citato è Non è la Rai, che la figlia – anch’essa autrice televisiva – ricorda come una trasmissione affollata di ragazzine che era, per Boncompagni, un modo di non voler invecchiare. Barbara Boncompagni svela inoltre che quando rimase incinta di Mattia, il primogenito, il padre fu atterrito dall’idea di diventare nonno, salvo poi diventare un nonno davvero speciale. E anche negli ultimi tempi, Boncompagni non parlava di morte: ‘Ha chiuso gli occhi serenamente’, rivela Barbara.