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Barbara Carfagna attacca Gianni Boncompagni e Marco Travaglio: botta e risposta tra i due giornalisti

Barbara Carfagna attacca Gianni Boncompagni e Marco Travaglio: botta e risposta tra i due giornalisti

Barbara Carfagna ricorda a modo suo Gianni Boncompagni, facendo un parallelismo tra lo scomparso autore tv e Silvio Berlusconi: entrambi – secondo la giornalista – avrebbero favorito delle persone con cui avevano relazioni. Nel caso di Boncompagni, Isabella Ferrari, che successivamente (insieme a Marco Travaglio, che definisce la giornalista ‘disinformata’) bacchettò l’ex premier e Cavaliere.

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    Barbara Carfagna attacca Gianni Boncompagni e Marco Travaglio: botta e risposta tra i due giornalisti

    Barbara Carfagna e Marco Travaglio litigano sullo scomparso Gianni Boncompagni e il ricordo poco piacevole che la giornalista del TG1 fa dell’autore e regista all’indomani della sua morte. Nel giorno del cordoglio, la Carfagna pubblica una foto di Boncompagni, Marco Travaglio e Isabella Ferrari, svelando un retroscena dal quale l’interessato non si può difendere. Secondo Carfagna, Boncompagni avrebbe intrattenuto rapporti con delle minorenni, poi aiutate a trovare un lavoro tv: è il caso della Ferrari, che insieme a Travaglio ha più volte condannato il comportamento di Berlusconi con le minorenni. Lo stesso avuto da Boncompagni – ricorda la giornalista – che però non venne stigmatizzato.

    Isabella Ferrari piazzata in tv da giovanissima perché aveva una relazione con Gianni Boncompagni. È l’accusa di Barbara Carfagna, giornalista del TG1 che su Facebook ha scritto un duro sfogo chiedendosi ‘Quanto cambia chi è la persona che lo compie nel racconto di un comportamento?’. La giornalista ne ‘approfitta’ per attaccare anche Travaglio, perché – sostiene – Boncompagni aveva avuto diversi rapporti con minorenni, poi aiutate a far carriera, ma non venne criticato come invece successe a Berlusconi.

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    Tra le ‘segnalate’ da Boncompagni, secondo la Carfagna, ci sarebbe stata anche l’attrice Isabella Ferrari, all’epoca 16enne e ‘piazzata’ in Rai. ‘Qui – il riferimento alla foto – insieme a uno dei più grandi accusatori di Berlusconi per le vicende Ruby e Noemi. Però Boncompagni lo abbiamo sempre visto tutti solo come un creativo Pigmalione’. Oltre a Boncompagni e Ferrari, l’attacco della Carfagna è diretto anche a Claudia Gerini: le due attrici – sempre a dire della giornalista – vengono trattate come due miracolate per aver avuto accanto Boncompagni, brave belle e intelligenti e – nel caso della Ferrari – sofisticata intellettuale che recita a teatro con Travaglio. ‘Una parte la fecero fare pure a lui, Bonco sul palco con Ingroia, Ruotolo e Di Pietro‘ e questo – secondo la giornalista – è stato l’esito di un comportamento oggi condannato, che invece negli anni ’80 veniva accettato e finanziato pure con i soldi pubblici. ‘Boncompagni vedeva chiaramente questi paradossi, anzi li sottolineava in interviste ficcanti e ne rideva’, dice la Carfagna.

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    Immediata la replica di Travaglio, che su Dagospia definisce Carfagna smemorata e male informata, visto che le polemiche non riguardavano la vita privata di Berlusconi, ma per la sua eventuale ricattabilità e l’accusa – poi caduta – di avere indotto una minorenne a prostituirsi. A sua discolpa, Travaglio cita anche la rubrica tenuta da Boncompagni sul giornale diretto dal giornalista, segno del suo non essere moralista, bacchettone e doppiopesista. La controreplica della Carfagna, che concorda sulle differenze tra un premier forse ricattabile e un autore TV, ribadendo però come gli anni e i costumi cambino con il corso degli anni e che fatti analoghi vengono valutati in base ai tempi e alle persone.

    La giornalista spiega di aver ricordato una conversazione con un ironico Boncompagni e di aver fatto le sue stesse considerazioni, sottolineando di non aver mai messo in discussione la professionalità delle due attrici, ‘ottime professioniste che stimo entrambe, che hanno scelto da giovani di avere accanto un uomo adulto creativo e interessante che ha contribuito, come tutte le relazioni significative, a formarne la persona’. Scelta che – dice ancora la Carfagna – non criticabile e che non si è permessa di commentare, perché la libertà viene prima di tutto.

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