Gina Lollobrigida: il matrimonio con Rigau è valido ma non ha effetti civili

L'attrice aveva sempre sostenuto di essere stata truffata

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    Doccia fredda in tribunale per Gina Lollobrigida: il matrimonio con Javier Rigau, contratto per procura nel 2010 e ratificato con atto notarile nel 2012, risulta assolutamente valido, anche se soltanto per la Chiesa. In Italia, infatti, queste nozze non hanno alcun effetto civile perché non sono mai state registrate nel nostro Paese. La Lollo aveva accusato Rigau di truffa e falso per averla indotta a sposarlo tramite ‘artifizi e raggiri’, ma il Tribunale Monocratico di Roma ha dato ragione al 55enne catalano stabilendo che il fatto non sussiste (la pm Claudia Terracina aveva invece chiesto per l’uomo una condanna a 8 mesi). La partita comunque non si è ancora chiusa, visto che l’avvocato di Gina Lollobrigida ha già annunciato che impugnerà la sentenza.

    Gina Lollobrigida e Javier Rigau si erano conosciuti molti anni fa e nel 2006 avevano improvvisamente annunciato la volontà di sposarsi, ma solo perché, come ha spiegato la pm Terracina durante il processo, l’anziana attrice voleva un uomo che si prendesse cura di lei e che l’aiutasse in una sorta di operazione rilancio della propria immagine pubblica (a dimostrazione che la loro relazione fosse solo ‘fittizia’, la Lollo ha sempre dichiarato di non aver mai avuto rapporti intimi con Rigau, anche se lui afferma il contrario). In seguito Gina Lollobrigida aveva abbandonato l’idea del matrimonio senza però smettere di frequentare il catalano, con cui aveva continuato a comparire in occasione di vari eventi pubblici.

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    Nel 2011, poi, il colpo di scena quando il quotidiano spagnolo El Mundo rilanciò la notizia secondo cui Javier Rigau e Gina Lollobrigida si erano sposati per procura con rito religioso il 29 novembre 2010 (la Lollo però non era presente, al suo posto avrebbe firmato una donna a cui l’attrice aveva affidato una delega per sbrigare alcune grane giudiziarie in Spagna), un matrimonio che sarebbe stato poi ratificato in Italia nell’agosto del 2012 con la firma dell’atto davanti a un notaio di Roma.

    L’accusa di truffa e falso lanciata da Gina Lollobrigida nei confronti di Rigau si riferisce proprio a quest’ultimo episodio: la grande diva degli anni ’50 e ’60 ha sempre sostenuto che quella firma le fu estorta in maniera fraudolenta, perché lei non sapeva nulla di quel matrimonio in procura e quando Rigau le chiese di presentarsi davanti al notaio pensava che fosse per firmare un semplice documento necessario per portare avanti una vecchia causa civile avviata contro un avvocato spagnolo. E invece si ritrovò sposata con lui! ‘In quella sede Rigau non parlò mai di matrimonio‘, ha poi dichiarato la Lollo, ‘Altrimenti quell’atto glielo avrei strappato in faccia’.

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    Però con la sentenza del 23 marzo 2017, il Tribunale di Roma ha dichiarato che l’uomo non ha raggirato Gina Lollobrigida quando le fece firmare l’atto con il quale si chiedeva a un notaio di ratificare la loro unione: ‘La sentenza dimostra che non c’è stata alcuna truffa e che il matrimonio canonico era assolutamente regolare’, hanno commentato gli avvocati di Javier Rigau, ma la vicenda è tutt’altro che chiusa.

    Ricordiamo che in ballo c’è l’ingente patrimonio personale della quasi 90enne Gina Lollobrigida: il matrimonio con Rigau, se fosse confermato in via definitiva, metterebbe l’uomo in una notevole posizione di forza quando arriverà il giorno, speriamo il più lontano possibile, in cui si dovrà discutere dell’eredità dell’attrice.