Paolo Bonolis: ‘Parliamone Sabato innocuo sulle donne dell’Est, mi dispiace per Paola Perego’

Il conduttore Mediaset difende la collega e il programma Rai, bacchetta il 'popolo del web'

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    Paolo Bonolis difende Paola Perego e Parliamone Sabato. Il conduttore di punta di Mediaset si dice dispiaciuto per quello che è successo nei giorni scorsi in Rai, conscio comunque che essendo viale Mazzini la tv di Stato, è difficile non ascoltare le lamentele di tutti e prendere decisioni che non scontentino nessuno. Il caso è oramai noto, la chiusura di Parliamone Sabato dopo l’indignazione della ‘rete’ – e non solo – sui pregi delle donne dell’Est. Una censura a priori e dal basso, che non piace a Paolo Bonolis, visto che spesso si agisce sull’onda dell’emotività, senza aiutare la riflessione.

    L’ironia non è mai innocua ed è sempre difficile da fare e da portare avanti‘. Così Paolo Bonolis sul caso Parliamone Sabato e Paola Perego, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato il rinnovo con Mediaset, due anni in cui torneranno in tv programmi storici del conduttore romano ma ci saranno anche novità e sperimentazioni. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per chiedere a Paolo Bonolis cosa ne pensasse della bufera su Paola Perego e Parliamone Sabato: ‘Mi dispiace per quello che è successo, credo sia accaduto qualcosa di umano sono stati esercitati dei rapporti di forza‘, replica il conduttore, conscio però che la Rai è l’azienda televisiva di Stato e deve cercare di far contenti tutti – ed è quindi difficile non ascoltare le lamentele di tutti, sia politici che popolo del web.

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    Ascoltando tutti, però, si finisce per fare una televisione innocua dove l’ironia non è di casa, perché l’ironia è una cosa difficile da fare e da portare avanti. Per Bonolis, a Parliamone SabatoNon è successo nulla, ho visto quel momento ed era innocuo. Credo che dietro quella chiusura ci siano altre cose e credo – ha aggiunto Bonolis – che se il programma di Paola Perego avesse fatto il 20% non sarebbe stato chiuso‘.

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    Ma ad essere grave, è anche il fatto che la rete con la sua indignazione finisce per diventare forca caudina. Il ‘popolo del web’, per Bonolis, ha il diritto di dire quello che gli pare, ma poi deve ‘avere le p*lle‘ per rispondere a quello che ha detto. Invece ad oggi non ci sono responsabilità specifiche e tutto è veloce, una velocità che non aiuta la riflessione. ‘C’è un flusso emotivo vissuto come un onda che ti trasporta – ha concluso Bonolis – ed è un problema se non si hanno i frangiflutti