Pier Paolo Pasolini: film più famosi del regista e scrittore assassinato nel 1975

Dal debutto con Accattone al controverso Salò

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    Riscoprire Pier Paolo Pasolini con i suoi film più famosi, da Accattone a Salò: crediamo non ci sia modo migliore per ricordare il geniale regista nativo di Bologna, che poi definire ‘regista’ è assai riduttivo visto che nella sua breve esistenza (53 anni) Pasolini fu anche scrittore, poeta, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista. Intellettuale tra i più influenti del XX secolo e acuto osservatore dei cambiamenti della società italiana (alcune sue interviste sulla nascente schiavitù dei consumi, influenzata dalla televisione, sono clamorosamente predittive), Pier Paolo Pasolini ha impreziosito il nostro cinema con almeno 8 film scolpiti per sempre nella memoria degli appassionati. Vediamo quali sono.

    Accattone [1961]

    A 39 anni Pasolini corona il suo amore per il cinema girando il suo primo film, Accattone, dopo aver scritto in precedenza numerose sceneggiature per Soldati, Fellini e Bolognini. La pellicola, interpretata da Franco Citti (attore feticcio del regista insieme al fratello Sergio e a Ninetto Davoli), è ambientata nelle borgate romane e racconta le vicende di un ‘disperato’ alla prese con l’arte del sopravvivere.

    Mamma Roma [1962]

    Mamma Roma, con l’indimenticabile Anna Magnani, è ancora una volta ambientato nelle disagiate periferie romane. Narra la storia di una prostituta non più giovanissima, disposta a tutto pur di proteggere il suo amato figliolo. E’ senza dubbio uno dei migliori film su Roma.

    Il Vangelo secondo Matteo [1964]

    Pasolini porta la sfida a livelli altissimi provocando l’establishment religioso e benpensante con una sua personalissima visione della vita di Cristo, Il Vangelo secondo Matteo, ispirata al vangelo omonimo. Pensate che ancora oggi, a oltre 50 anni dall’uscita del film, si discute se nel film ci siano o no gli estremi del vilipendio alla religione.

    Uccellacci e Uccellini [1966]

    Ci vuole un maestro come Pierpaolo Pasolini per assegnare al mitico Totò, soltanto un anno prima della sua morte, un copione di altissimo valore artistico e non soltanto di pura comicità. In Uccellacci e Uccellini il principe della risata è uno spaesato sottoproletario alla prese, insieme a Ninetto Davoli, con un corvo saccente: feroce metafora della crisi dell’ideologia acuita dalla sterilità politica.

    Medea [1969]

    Medea è un film diretto da Pier Paolo Pasolini, basato sull’omonima tragedia di Euripide e interpretato nientemeno dalla divina Maria Callas. Come altri film del geniale regista anche Medea è stato acclamato dalla critica ma non capito molto dal pubblico.

    Il Decameron [1971]

    Primo capitolo della ‘trilogia della vita’, proseguita poi con I Racconti di Canterbury e Il Fiore delle Mille e una Notte, Il Decameron di Pasolini è tratto dall’opera di Boccaccio (compresa la suddivisione in novelle) con l’obiettivo di esaltare i piaceri e i momenti clou della vita delle persone, caratterizzati per lo più dal sesso e dalla cupidigia, ma anche dall’amore e dal dolore.

    Il fiore delle Mille e una notte [1974]

    Con Il Fiore delle Mille e una Notte, Pier Paolo Pasolini si aggiudica il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes. Il film, con Ninetto Davoli interprete principale, è liberamente ispirato alla raccolta di novelle arabe Le Mille e Una Notte e chiude la Trilogia della vita.

    Salò o le 120 giornate di Sodoma [1975]

    Uscito postumo nel ’76, Salò o le 120 Giornate di Sodoma è il film più controverso di Pasolini e uno dei più scioccanti dell’intera storia del cinema per le sue scene pregne di violenza e di depravazione (non a caso ha subito severissime censure). Descrive la mercificazione dei corpi da parte del potere, un potere fatto di brutalità, violenza e sopraffazione.

    Foto di Pier Paolo Pasolini