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Film al cinema

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Jackie, Natalie Portman punta all’Oscar nei panni di Jacqueline Kennedy

Jackie, Natalie Portman punta all’Oscar nei panni di Jacqueline Kennedy

Il film biografico di Pablo Larraín racconta la morte di JFK dal punto di vista della moglie Jackie

da in Cinema, Film al cinema, Spettacoli

    John Fitzgerald Kennedy è probabilmente uno dei presidenti più amati degli Stati Uniti, tanto che la sua vita (e la sua morte) sono ormai ammantati di leggenda. Sua moglie Jacqueline è stata una figura altrettanto amata, ma forse più oscura e indecifrabile di quanto non sembrasse. Per portarla sul grande schermo, serviva un’attrice di spessore come Natalie Portman, sempre sulla cresta dell’onda e sempre circondata dagli elogi del pubblico e della critica. A dirigere Jackie, ecco il cileno Pablo Larraín, un regista che ama le soluzioni originali e surreali, un nome che si sta lentamente facendo largo anche per le vie di Hollywood. Da Larraín è difficile aspettarsi un film classico e lineare, e dalla Portman è difficile aspettarsi un’interpretazione al di sotto della media. Le premesse per un film d’alto livello ci sono tutte, e il pubblico, americano e non, è già pronto a farsi trascinare nelle tragiche e commoventi vicende della famiglia Kennedy. Eppure, qualcosa non torna: Jackie è un film discreto, ma non è certo il film memorabile che in molti si aspettavano.

    1963. John Fitzgerald Kennedy è stato assassinato a Dallas con due colpi di fucile, ed è morto tra le braccia di sua moglie Jackie. Jackie ricorda quei tragici eventi insieme al giornalista Theodore White, che raccoglie la sua testimonianza diretta. La morte di Kennedy divenne oggetto morboso delle attenzioni della stampa, si trasformò in un caso politico e internazionale: Jackie, da parte sua, volle fare il possibile per ricordarlo al meglio, combattendo perché il marito potesse avere un fastoso e memorabile funerale di stato. La vita di Jackie, e la morte di JFK, sono costantemente in bilico tra realtà e finzione, tra l’immagine pubblica che viene data dei Kennedy e i turbamenti privati che non possono trapelare al di fuori della Casa Bianca. Verità e “favola”, fatti per come sono accaduti, e fatti per come sono raccontati: quale storia si nasconde nel cuore di Jackie Kennedy?

    Cast artistico:

    Natalie Portman: Jacqueline Kennedy
    Natalie Portman sfonda nel mondo del cinema ancora giovanissima: era in Léon al fianco di Jean Reno, film cult diretto da Luc Besson. Una carriera variegata, che comprende blockbuster come i tre Star Wars degli anni duemila e i due (quasi tre) Thor prodotti dalla Marvel, ma anche film indipendenti come La mia vita a Garden State e Un bacio romantico. Era protagonista in V per Vendetta e nel Cigno nero, per il quale ha vinto un Oscar come miglior attrice. Vista di recente nel western Jane Got a Gun e in Knight of Cups di Terrence Malick.

    Peter Sarsgaard: Robert Kennedy
    In vent’anni di carriera, Sarsgaard ha preso parte a film di ogni genere, trovando il successo nei primi anni duemila. Era in Jarhead di Sam Mendes e in Blue Jasmine di Woody Allen, in Rendition di Gavin Hood e in An Education di Lone Scherfig. Ha recitato al fianco di Natalie Portman in La mia vita a Garden State, diretto da Zach Braff, il JD della serie Scrubs. Visto di recente nei Magnifici 7 di Antoine Fuqua.

    Billy Crudup: Theodore H. White
    Tanto teatro e tanto cinema indipendente per Crudup, con alcune notevoli puntate in produzioni di un certo livello: Quasi famosi di Cameron Crowe, Big Fish di Tim Burton, Watchmen di Zack Snyder. Sarà tra i protagonisti di Alien – Covenant, prossimo film della saga horror-fantascientifica ideata da Ridley Scott.

    Greta Gerwig: Nancy Tuckerman

    John Hurt: padre Richard McSorley
    Recentemente scomparso, John Hurt era un vero e proprio mostro sacro del teatro inglese, oltre a essere uno degli attori britannici più ricercati dai produttori di mezzo mondo. Era nel primo Alien di Ridley Scott, in Fuga di Mezzanotte di Alan Parker e in The Elephant Man di David Lynch. Protagonista di 1984, tratto dal capolavoro di George Orwell, mentre in anni più recenti si è spesso limitato a comparsate di lusso: in V per Vendetta, nel quarto Indiana Jones, in Harry Potter, in Snowpiercer, nell’Hercules interpretato da Dwayne Johnson. Jackie è stato il suo ultimo film per il grande schermo.

    John Carroll Lynch: Lyndon B. Johnson

    Beth Grant: Lady Bird Johnson

    Max Casella: Jack Valenti

    Caspar Phillipson: John Fitzgerald Kennedy

    Cast tecnico:

    Regia: Pablo Larraín
    Regista cileno che si sta costruendo una certa notorietà anche all’estero: il suo Tony Manero ha vinto il premio come miglior film ai festival di Toronto e di Istanbul, mentre ha vinto un Orso d’Oro al Festival di Berlino con Il club. Ha diretto Gael García Bernal nel film No – I giorni dell’arcobaleno, e poi nel surreale biopic Neruda.

    Sceneggiatura: Noah Oppenheim

    Il cinema ha raccontato più e più volte dell’assassinio di JFK: la sfida, ormai, è quella di usare la via più originale possibile per raccontare di nuovo la stessa storia, scavando in chissà quali risvolti e adottando chissà quali punti di vista. Jackie, in qualche modo, finisce per essere un film su JFK, e non su Jacqueline Kennedy, come invece ci si aspetterebbe. I riflettori sono su di lei, sì, ma il suo unico obiettivo è quello di onorare il marito come merita, aprendo un’aspra lotta contro chiunque la ostacoli nel suo proposito. Natalie Portman è bravissima nel ruolo di Jackie Kennedy, anche se forse non siamo di fronte alla migliore delle sue interpretazioni. Colpa del suo personaggio, volutamente ambiguo e poco chiaro, ma tanto ambiguo e poco chiaro da apparire confuso e privo di logica. Il regista Pablo Larraín gioca col tema della verità e della sua messa in scena, confondendo i fatti reali con la loro ricostruzione ufficiale… Ma senza andare davvero in profondità, limitandosi, appunto, a giocare con tematiche ricche di zone d’ombra e chiaroscuri. Il film è falsamente originale e fuori dagli schemi, costruito invece su un classico e banale intreccio composto da racconti e flashback, che rendono Jackie un biopic lento, incompleto e superficiale. Un’occasione mancata, non il film da Oscar su cui in molti avrebbero scommesso.

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