Maurizio Crozza a Sanremo 2017: ‘Carlo e Maria, i promessi sponsor’

La copertina del comico nella prima serata del Festival

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    Maurizio Crozza a Sanremo 2017: ‘Carlo e Maria, i promessi sponsor’

    Maurizio Crozza arriva a Sanremo 2017 con la sua prima copertina, ma al Festival non è in carne ed ossa e il sospetto, stante la scarsa interazione con Carlo Conti e Maria de Filippi, è che il comico sia pure registrato. ‘Non avete idea di quanto sia felice di essere qui… a Milano. Faccio come Bob Dylan, me la tiro prima che il pubblico mi tiri qualcosa‘, l’esordio di Crozza ricordando i precedenti non felici sul palco. Il comico chiede poi a Conti se sia proprio sicuro di voler fare il Festival delle larghe intese, visto che lui è un volto Rai e Maria è l’incarnazione di Mediaset. ‘L’ultima volta che un toscano ha fatto un inciucio è finito in prognosi riservata e rischia di sciogliersi prima il Pd che la prognosi‘, dice Crozza riferendosi a Renzi.

    Maurizio Crozza porta le sue copertine al Festival di Sanremo 2017; dopo l’esordio sulle larghe intese Rai e Madiaset (Raiset), il comico si ‘traveste’ da Renzi e consiglia a Carlo Conti di non dire che se il Festival andrà male si ritirerà a vita privata. ‘In una settimana sono passato da Obama a Bauli‘, la battuta di Renzi/Crozza in riferimento alle foto dell’ex premier che fa la spesa.

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    Carlo e Maria, uno accanto all’altro nella lotta. Vista la scenografia direi uniti nella latta‘, dice ancora Crozza al Festival di Sanremo 2017 tornando se stesso. ‘Dopo Renzo e Lucia abbiamo Carlo e Maria, Manzoni direbbe i promessi sponsor‘, aggiunge il comico semicitando, forse a sua insaputa, una battuta di Selvaggia Lucarelli di una mesata fa. ‘Grazie a voi due la raccolta della Rai equivale a una manovra finanziaria. Padoan valuta un sanremo al mese per risanare il bilancio italiano‘, la battuta ulteriore di Crozza.

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    E a proposito di bilanci, Crozza passa all’attualità di Sanremo 2017, chiedendo a Carlo Conti se non sia orgoglioso della polemica sul suo compenso sollevata da Salvini, secondo cui il cachet del conduttore dovrebbe andare ai terremotati. ‘Ha ragione – dice il comicoio però darei anche lo stipendio di Salvini ai terremotati con quello che ha guadagnato in questi anni ci ricostruiamo l’Abruzzo in marmo di Carrara‘. Crozza ricorda peraltro il paradosso Salvini è pagato dall’Europa per dire che dobbiamo uscire da Europa. ‘Come se tu, Carlo, fossi pagato da Rai per dire guardare Sky. E tu Maria, lavori gratis e non hai voluto manco un voucher di Poletti. Ragazzi io sono di genova, col ca** che lavoro gratis‘, aggiunge il comico facendo il gesto dell’ombrello già diventato un meme.

    Crozza torna poi serio, e con una battuta che ‘farà calare l’Auditel, scusate‘, sottolinea come ‘Ci sono tanti modi di fare beneficenza, ad esempio l’Irpef: se tutti dessimo quanto dobbiamo, ci penserebbe lui a dare ai terremotati, a far funzionare ospedali e treni. Vogliamo fare beneficenza? Andiamo dal commercialista. Mi dispiace Carlo, ti ho abbassato gli ascolti, ma ora vi faccio una polizza‘, le parole del comico, che passa così a parlare di Raggi e delle ultime grane di Roma.

    Nella Capitale, per il comico, si è passati dai rogiti alle polizze… ‘Rogiti e polizze, sembra una canzone di Carmen Consoli‘, la battuta sanremese di Crozza, cui piace la Raggi, con quel suo sorriso un po’ ingenuo e smarrito, a tratti assente, con quel suo sguardo vacuo, che descritta così sembra scema… ‘e invece è sindaco‘. Come possiamo descrivere Roma, si chiede ancora Crozza, una meravigliosa città, capitale ingestibile. ‘È come Gotham City, Joker ha in mano le municipalità, Batman è bloccato sul raccordo. Riportiamo la capitale a Torino, anzi facciamo più capitali, come il Sudafrica che ne ha tre‘, la proposta del comico, che cita Torino (tanto è Cinque Stelle, come Roma), Milano e Roma… che dovrebbe essere la capitale giudiziaria, nel senso di un enorme Alcatraz.

    La copertina di Maurizio Crozza nella prima serata del Festival di Sanremo 2017 si chiude con un appello a ‘Carlo e Maria’ affinché entrino in giunta, perché sono vincenti e poliedrici. ‘È evidente che siete fatti l’uno per l’altra’, dice il comico, ricordando che Conti ha lavorato in banca, De Filippi ha tentato il percorso magistratura: ‘Se aveste proseguito le vostre carriere vi sareste incontrati lo stesso… in tribunale ma vi sareste incontrati. E ora – conclude Crozza – vi lascio al Festival, che sarà trasmesso in eurovisione per vendicarsi dell’Europa‘.