Arrival, un film di fantascienza di altissimo livello

Il film diretto da Denis Villeneuve, con Amy Adams e Jeremy Renner, si conferma come uno dei migliori dell’anno

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    Tratto dalla raccolta fantascientifica “Storie della tua vita”, dello statunitense Ted Chiang, Arrival era stato presentato a Venezia all’ultima Mostra del Cinema di Venezia: risultato, un’ottima accoglienza da parte del pubblico e una discreta quantità di recensioni entusiaste da parte della critica di settore. Due candidature ai Golden Globes, nove ai BAFTA (gli Oscar inglesi) e altre nove, freschissime nomination ai prossimi Academy Awards. Il regista, Denis Villeneuve, ha talento da vendere ed è in rapida ascesa. Il cast del film comprende la sempre brava Amy Adams, il premio Oscar Forest Whitaker e il volto noto Jeremy Renner, alias Occhio di Falco nei cinecomic targati Marvel. In altre parole, Arrival sembra già destinato a lasciare il segno: un film di fantascienza raffinato e psicologico, più vicino ai classici d’altri tempi che a certi recenti blockbuster pieni zeppi di effetti speciali. Una piccola perla che non delude le sue alte aspettative.

    Dodici, gigantesche astronavi aliene atterrano sul nostro pianeta in dodici punti diversi. Gli alieni, però, non sembrano avere intenzioni bellicose: entrano in contatto con ristrette delegazioni di scienziati e studiosi delle nazioni in cui sono atterrati, lasciando le loro vere intenzioni avvolte nel mistero. La linguista Louise Banks viene contattata dal governo americano per aprire un dialogo con gli occupanti dell’astronave atterrata nel Montana. Insieme a lei, lo scienziato Ian Donnelly e il colonnello Weber, a capo delle operazioni. Comunicare con gli alieni non è facile, ma Louise e Ian riescono poco per volta a interpretare il loro linguaggio e a far comprendere il proprio. Nel frattempo, però, paranoie e psicosi rischiano di rompere gli equilibri: alcune nazioni, capeggiate dalla Cina, sono già pronte a dichiarare guerra ai visitatori dello spazio, mentre l’umanità terrorizzata teme un’imminente catastrofe…

    Cast artistico:

    Amy Adams: Louise Banks

    Cinque nomination agli Oscar ma ancora nessuna statuetta vinta. Dopo un inizio stentato, Amy Adams sembra inarrestabile: Il dubbio, The Fighter, American Hustle, Big Eyes… E anche L’uomo d’acciaio e Batman V Superman, in cui incarna Lois Lane, la giornalista amata da Superman. Vista di recente in Animali notturni, per la regia dello stilista Tom Ford.

    Jeremy Renner: Ian Donnelly

    Due candidature agli Oscar, una per The Hurt Locker e una per The Town: Jeremy Renner è ormai noto come l’Avenger Occhio di Falco nei film Marvel, ma era anche in American Hustle, in The Bourne Legacy e negli ultimi due Mission: Impossible al fianco di Tom Cruise.

    Forest Whitaker: Colonnello Weber

    Premio Oscar nel 2007 per L’ultimo re di Scozia, Forest Whitaker è stato la marcia in più di molti film indipendenti, ma anche l’elemento di stile in diverse produzioni più commerciali. Nella sua filmografia troviamo Platoon, Good Morning, Vietnam e Bird, La moglie del soldato, Phenomenon e In linea con l’assassino, Nel paese delle creature selvagge, The Butler e Out of the Furnace. Visto di recente anche in Rogue One, primo spin-off della saga di Star Wars.

    Michael Stuhlbarg: Agente David Halpern

    Tzi Ma: Generale Shang

    Mark O’Brien: Capitano Marks

    Cast tecnico:

    Regia: Denis Villeneuve

    Canadese, nuova meteora nel panorama di Hollywood: dopo il drammatico La donna che canta ha diretto i thriller Prisoners ed Enemy, poi ha sfoggiato tutto il suo talento col bellissimo Sicario. Pubblico e critica lo aspettano al varco con Blade Runner 2049, sequel del cult fantascientifico con Harrison Ford.

    Sceneggiatura: Eric Heisserer

    Colonna sonora: Jóhann Jóhannsson

    Musicista e compositore islandese, ha già collaborato col regista Denis Villeneuve per Prisoners e Sicario. Sua anche la colonna sonora del sequel di Balde Runner, sempre diretto da Villeneuve.

    Arrival è un film dal budget ridotto, almeno rispetto alle grosse produzioni di genere made in USA. Ha un cast risicato e costruito intorno a tre o quattro attori di spicco, poche location (quasi tutti interni) ed effetti digitali discreti e molto contenuti. Un film piccolo, in qualche modo, ma che punta in alto e ottiene grandi risultati. Il regista Denis Villeneuve si prende i suoi tempi, con una narrazione calibrata e misurata, ma tesa abbastanza da non apparire mai lenta o noiosa. Non è un film d’azione, e gli eventi più roboanti e spettacolari capitano sempre sullo sfondo, lasciati in secondo piano: il fuoco, infatti, è tutto sui delicati tentativi di due razze diverse che tentano disperatamente di comunicare tra loro, senza mai la certezza delle rispettive intenzioni e sempre col rischio di cadere in facili incomprensioni. Amy Adams è fantastica nel ruolo della fragile ma ostinata Louise Banks, linguista chiamata ad aprire un contatto con i misteriosi alieni, mentre Villeneuve dimostra una volta di più di avere tutte le carte in regola per entrare tra i grandi nomi della settima arte. Arrival è un film tanto bello da essere quasi presuntuoso: non sarà il capolavoro assoluto che pretende di essere, ma merita ampiamente tutti gli elogi che sta collezionando.