Assassin’s Creed, dal videogioco al cinema, il risultato è un disastro

Il film tratto dall’omonima serie videoludica delude i fan e annoia il resto del pubblico

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    Assassin’s Creed è una delle serie videoludiche di maggior successo degli ultimi anni: conta nove titoli ufficiali e diverse espansioni, oltre a fumetti, cortometraggi, memorabilia per collezionisti… Migliaia di fan in tutto il mondo e un destino già scritto, quello di diventare un film per il grande schermo. I precedenti non erano confortanti, se si pensa ai tanti insuccessi toccati in sorte a videogiochi adattati per il cinema. E questo Assassin’s Creed, infatti, si sta rivelando un discreto flop sul suolo americano, salvandosi solo grazie agli incassi nel resto del mondo. Il film non è un adattamento diretto di nessuno dei capitoli ufficiali, ma è piuttosto un episodio indipendente che si inserisce all’interno della saga, conservandone molti degli aspetti principali. Eppure, non è necessario essere un fan della serie per rimanere delusi da Assassin’s Creed: anche chi vorrebbe soltanto godersi un sano film d’azione, finirà per trovarsi davanti a una baracconata con poche ragioni di esistere.

    Callum Lynch, ancora bambino, assiste all’omicidio di sua madre per mano del padre. Crescendo, Cal è diventato un uomo violento e pericoloso, condannato a morte per omicidio. Dopo l’iniezione letale, però, si risveglia in una fantascientifica prigione/fortezza: ufficialmente considerato morto, è ora prigioniero della Fondazione Abstergo, legata all’ordine dei Templari, che si occupa di studiare nuovi modi per “curare” la violenza del mondo. Cal scopre di essere discendente diretto di Aguilar, membro della setta degli Assassini vissuto all’epoca dell’Inquisizione: gli Assassini hanno il compito secolare di proteggere la Mela, un oggetto mistico che racchiude il segreto del Libero Arbitrio. I Templari vogliono la Mela, convinti che annullando il Libero Arbitrio si possa sconfiggere la violenza umana. Per trovarla, collegano Cal a una speciale macchina, l’Animus, che permette di recuperare la memoria genetica di Cal costringendolo a rivivere i ricordi del suo antenato: ricordi che, però si rivelano molto reali ed estremamente pericolosi…

    Cast artistico:

    Michael Fassbender: Callum Lynch / Aguilar

    Irlandese, diviso tra i blockbuster della serie X-Men, in cui interpreta il giovane Magneto, e film d’autore come Hunger e Shame, diretti dal regista premio Oscar Steve McQueen. Era in Bastardi senza gloria di Tarantino, in A Dangerous Method di Cronenberg, in cui interpretava Carl Gustav Jung, e in Prometheus di Ridley Scott. Ha vestito i panni di Steve Jobs nel biopic diretto da Danny Boyle e lo rivedremo nel prossimo Alien: Covenant, prequel della saga horror-fantascientifica che aveva per protagonista Sigourney Weaver. Insieme a Marion Cotillard, era protagonista del brutale Macbeth diretto da Justin Kurzel.

    Marion Cotillard: Sophia Rikkin

    Marion Cotillard vanta una lunga filmografia e una notevole quantità di premi vinti, tra cui un Oscar come Miglior Attrice per La vie en rose, in cui vestiva i panni di Edith Piaf. Alterna produzioni hollywoodiane a film francesi ed europei, mantenendo sempre degli standard piuttosto alti: Big Fish di Tim Burton e Una lunga domenica di passioni di Jean-Pierre Jeunet, Nemico pubblico di Michael Mann e Inception di Christopher Nolan, Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne e Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard… In mezzo, anche il terzo capitolo della trilogia del Cavaliere Oscuro e il Macbeth barbarico e sanguinoso con Michael Fassbender, sempre diretto da Justin Kurzel. Vista di recente in È solo la fine del mondo, diretto dal promette Xavier Dolan.

    Jeremy Irons: Alan Rikkin

    Inglese, un oscar vinto per Il Mistero Von Bulow e decine di film in carriera. Era in Mission di Roland Joffé, ma anche in Die Hard 3, La maschera di ferro e Le Crociate. Protagonista del recente Treno di notte per Lisbona, in cui aveva lavorato insieme a Charlotte Rampling, e dell’ultimo film di Tornatore, La corrispondenza. È da poco diventato il nuovo Alfred, il maggiordomo di Bruce Wayne / Batman, nei film dedicati ai supereroi della DC Comics.

    Brendan Gleeson: Joseph Lynch

    Gleeson, irlandese, ha esordito ultratrentenne sul grande schermo, ma ha all’attivo oltre quaranta film: Braveheart, 28 giorni dopo, Ritorno a Cold Mountain, Troy, Le Crociate, In Bruges, Heart of the Sea… Visto di recente in Lettere da Berlino al fianco di Emma Thompson.

    Charlotte Rampling: Ellen Kaye

    Inglese, con una vasta filmografia che spazia dal cinema di genere al cinema d’autore, dalle produzioni europee a quelle hollywoodiane. La ritroviamo in diversi film italiani degli anni settanta, tra cui Il portiere di notte di Liliana Cavani, poi in Stardust Memories di Woody Allen, in Il verdetto di Sidney Lumet, Sotto la sabbia e Swimming Pool di François Ozon. Per il recente 45 anni, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino ed è stata candidata agli Oscar.

    Michael K. Williams: Moussa / Baptiste

    Ariane Labed: Maria

    Cast tecnico:

    Regia: Justin Kurzel

    Australiano, ha diretto una versione cruda e barbarica del Macbeth shakespeariano, sempre con protagonisti Michael Fassbender e Marion Cotillard.

    Sceneggiatura: Michael Lesslie, Adam Cooper, Bill Collage

    Fotografia: Adam Arkapaw

    Australiano, ha collaborato con Kurzel nei tre lungometraggi da lui diretti. Come lui, molti membri del cast tecnico di Assassin’s Creed avevano già lavorato insieme a Kurzel durante le riprese di Macbeth, uscito nel 2015.

    Il regista Justin Kurzel e metà del cast tecnico avevano già lavorato insieme per Macbeth, nel 2015, e i protagonisti erano gli stessi Michael Fassbender e Marion Cotillard. Qua e là si parla addirittura di “prove generali” per Assassin’s Creed, che avrebbe dovuto essere il meraviglioso risultato finale di queste fantomatiche prove. Squadra che vince non si cambia, ed ecco che la squadra di Macbeth torna al lavoro con un budget maggiore e altissime aspettative. Peccato che con Shakespeare si caschi sempre in piedi, anche con il peggiore degli adattamenti possibili… Invece, senza un Grande Bardo a fare da paracadute, Assassin’s Creed piomba rovinosamente al suolo. Il risultato è una sorta di B Movie prodotto con i mezzi di un Blockbuster: una trama improbabile e insoddisfacente, un cast di alto livello praticamente sprecato, scene d’azione confuse e poco spettacolari, colori caricati oltre il necessario e composizioni fotografiche tanto belle quanto inutili. Non è necessario essere un fan della serie per vedere Assassin’s Creed, ma basterà essere uno spettatore qualsiasi per rimanerne decisamente delusi.