Carrie Fisher è morta, addio alla principessa Leila di Guerre Stellari

L'attrice era stata ricoverata dopo un attacco cardiaco.

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    L'attrice scomparsa aveva già girato l'ottavo episodio

    Carrie Fisher è morta. Il mondo piange la scomparsa della principessa Leila di Guerre Stellari, anche protagonista di moltissimi altri film che hanno segnato l’immaginario della cinematografia contemporanea come Blues Brothers, dove interpretava la fidanzata abbandonata di John Belushi. Aveva 60 anni. Lo scorso venerdì, poco prima di Natale, Carrie Fisher era stata ricoverata d’urgenza in ospedale per un attacco cardiaco.

    La notizia della morte di Carrie Fisher è arrivata nel pomeriggio di martedì 27 dicembre ora italiana, proprio poco dopo il decesso dell’attrice americana. 60 anni, una carriera nella cinematografia sin da bambina, Carrie Fisher era universalmente legata al personaggio della Principessa Leila della saga di Guerre Stellari, da lei interpretato sin dal primo film diretto da George Lucas nel 1977, e del quale si celebra il quarantennale nel 2017. Giusto pochi mesi fa, Carrie Fisher era apparsa nel film di Star Wars 7, riconfermata nell’antico ruolo che le aveva dato fama imperitura.

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    La carriera di Carrie Fisher nel cinema inizia prestissimo: nata a Beverly Hills, era figlia dell’attrice e cantante Debbie Reynolds (che le è sopravvissuta) e del cantante Eddie Fisher. Visse e respirò lo spettacolo sin da bambina, debuttando prima a Las Vegas con la madre, poi a Broadway. Il suo primo ruolo al cinema è nel film Shampoo accanto a Warren Beatty. Il grande successo arriva nel 1977 con Guerre Stellari, dove interpreta la Principessa Leila che riprende anche nei due successivi film della saga, Il ritorno dello Jedi e L’Impero colpisce ancora.

    Ma successo vuol dire soldi, e soldi spesso significano dipendenze varie. Diagnosticata con un disturbo bipolare a 24 anni, del quale si disinteressò non volendolo curare fino ad un’overdose quattro anni dopo, Carrie Fisher divenne dipendente da alcol ed eroina, come lei stessa candidamente ammise pochi anni fa durante un autoironico spettacolo teatrale.

    Dopo la parte in Blues Brothers, dove interpreta la fidanzata di Jake Blues – John Belushi (memorabile la scena di lei che racconta di essere stata abbandonata all’altare durante la resa dei conti con l’ex fidanzato), decise di curarsi e iniziare un percorso di riabilitazione dalle dipendenze, perché aveva quasi rischiato di essere licenziata sul set vista la sua incapacità di portare a termine una singola scena. Un riuscitissimo ruolo in Harry ti presento Sally (interpretò la migliore amica di Meg Ryan) la riportò al cinema, e Carrie Fisher si dedica anche alla scrittura di libri e sceneggiature.

    Come sceneggiatrice, Carrie Fisher ha scritto per il film Cartoline dall’inferno, basato su un romanzo omonimo scritto da lei stessa, e per Hook-Capitan Uncino, con protagonisti Dustin Hoffmann e Robin Williams.

    Con la morte di Carrie Fisher se ne va una delle icone pop più importanti del cinema americano, capace di attraversare quattro decenni senza perdere un grammo di autoironia su se stessa e sulla fama che l’ha quasi schiacciata. Dopo l’infarto che l’ha colpita su un aereo lo scorso 23 dicembre, è morta Carrie Fisher, la principessa Leila di Star Wars. Che la forza sia sempre con te.