Fuga da Reuma Park: Aldo, Giovanni e Giacomo festeggiano 25 anni insieme

Una commedia che celebra la carriera del trio e che scherza sui dolori della vecchiaia

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    Dopo venticinque anni di onorata carriera, per Aldo, Giovanni e Giacomo è arrivato il momento di celebrare i propri successi: prima a teatro, con uno spettacolo “Best of” diretto dal solito Arturo Brachetti, e poi al cinema, con questo Fuga da Reuma Park co-diretto insieme al fidato Morgan Bertacca, già co-regista di Il ricco, il povero e il maggiordomo. Gli anni sono passati, e i tre comici ci tengono a farlo notare: nel film, interpretano loro stessi tra trent’anni, ovvero tre arzilli ex-comici chiusi in un decadente ospizio appena fuori Milano. Autoironia, sì, che annuncia senza troppi misteri una valanga di citazioni e di riferimenti ai personaggi e agli sketch più famosi del trio. Autoironia, che però rischia di far cadere il film nel già visto e nel già sentito… Aldo, Giovanni e Giacomo continuano a farci ridere, ma più per meccanica abitudine che per genuino divertimento.

    Il “Reuma Park” è un vecchio Luna Park abbandonato, ora adibito a casa di riposo. Una volta finiti lì dentro, gli anziani ospiti non hanno scampo: nessuna possibilità di fuga, nessuna speranza di essere ripresi dai propri parenti… È qui che si ritrovano Aldo, Giovanni e Giacomo, tre comici un tempo famosi che si erano persi di vista per quasi trent’anni. E ora che il trio è riunito, e proprio nel giorno di Natale, i nostri arzilli vecchietti decidono di tentare il tutto per tutto: proveranno a evadere dall’infernale “Reuma Park”, gestito come un campo di prigionia dalla sadica infermiera Ludmilla. La sera stessa, durante la festa di Natale, i tre riescono a darsi alla macchia: inseguiti dall’implacabile infermiera per le strade di Milano, dovranno raggiungere una barchetta a motore ormeggiata nel Naviglio, unica speranza di lasciare la città e di fuggire a Rio De Janeiro.

    Cast artistico:

    Aldo, Giovanni e Giacomo: Aldo, Giovanni e Giacomo

    Venticinque anni di attività, divisi tra teatro, televisione e cinema. Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti sono il trio comico più celebre degli ultimi anni: Tre uomini e una gamba, Così e la vita e Chiedimi se sono felice, La leggenda di Al, John e Jack, Tu la conosci Claudia? e Il cosmo sul comò, fino agli ultimi La banda dei babbi natale, Il ricco, il povero e il maggiordomo e questo Fuga da Reuma Park.

    Silvana Fallisi: Ludmilla

    Silvana, moglie di Aldo, ha lavorato con i tre comici sia a teatro (Anplagghed e Ammutta muddica), sia al cinema, comparendo in cinque dei loro film.

    Ficarra e Picone: Salvatore e Valentino

    Salvatore Ficarra e Valentino Picone, o più semplicemente Ficarra e Picone, erano già apparsi in Chiedimi se sono felice. A loro volta registi e interpreti dei loro stessi film, hanno realizzato in autonomia creativa ben cinque film, con un sesto in arrivo nel 2017.

    Cast tecnico:

    Regia: Aldo, Giovanni e Giacomo, Morgan Bertacca

    Aldo, Giovanni e Giacomo hanno sempre collaborato alla regia e alla sceneggiatura dei loro film: i primi cinque lungometraggi erano diretti da Massimo Venier, poi Marcello Cesena e Paolo Genovese si sono spartiti Il cosmo sul comò e La banda dei babbi natale. Morgan Bertacca è co-regista dei loro film per la seconda volta, dopo Il ricco, il povero e il maggiordomo.

    Sceneggiatura: Aldo, Giovanni e Giacomo, Morgan Bertacca, Valerio Bariletti

    Siamo trent’anni nel futuro, o siamo vent’anni nel passato? Aldo, Giovanni e Giacomo giocano col loro pubblico e giocano con se stessi: si raccontano da qui a trent’anni, ormai vecchi e dimenticati, ma ancora dotati dello stesso umorismo di vent’anni fa. Fuga da Reuma Park è un’operazione azzardata, con pregi e difetti piuttosto evidenti. Da un lato, abbiamo degli sketch e dei personaggi già consolidati, che faranno ridere (o almeno sorridere) i fan non appena li riconosceranno: l’autocitazione è continua e molto diretta, con tanto di sequenze intere prese dallo spettacolo “Best Of”, che va in onda sulla tv dell’ospizio. D’altro canto, il ripetersi di gag e situazioni già viste rischia di essere noioso e banale, battendo persino l’affezione dei fan più sfegatati. Fuga da Reuma Park è in bilico tra la celebrazione di un glorioso passato l’autoironia su un presente non più tanto glorioso: un film divertente come una barzelletta che conosciamo a memoria, ma che ancora ci fa ridere (o almeno sorridere) per forza di abitudine.