J-Ax e la droga: ‘Mia moglie mi ha salvato dalla cocaina’

J-Ax e la droga: ‘Mia moglie mi ha salvato dalla cocaina’

Sorprendente confessione del rapper milanese

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    In pochi conoscevano il fosco rapporto tra J-Ax e la droga (parliamo ovviamente di droghe pesanti) ed è stato lo stesso rapper a confessare la sua tossicodipendenza che è coincisa con il momento più difficile del suo percorso artistico, subito dopo lo scioglimento degli Articolo 31, quando la sua carriera da solista faceva fatica a decollare. Per fortuna, però, quel brutto periodo è un ricordo ormai lontano, ma se J-Ax è riuscito a venirne fuori senza troppe conseguenze deve dire grazie alla donna che è poi diventata sua moglie, Elaina Coker, e che tra qualche mese gli darà il suo primo figlio.

    ‘Quando sei all’apice tutti ti amano, o ti sopportano’, ha spiegato J-Ax in un’intervista al Corriere della Sera, ‘Poi comincia l’opposizione. Ora riesco a gestirla, ma allora non capivo le gelosie, le cattiverie. E così quando è iniziata la discesa mi sono rifugiato nell’alcol e nella cocaina. Sono diventato un drogato, e drogarsi è come chiedere un po’ di pace alla morte’.

    La tossicodipendenza di J-Ax alla cocaina avrebbe potuto avere conseguenze pesantissime: ‘A 29 anni mi sentivo vecchio e così mi devastavo: un cocktail, una botta, facevo cose folli. All’epoca, per esempio, stavo con un’ex Miss Italia e un giorno l’accompagnai a Salsomaggiore perché lei era in giuria per l’elezione della nuova Miss. Ma restai senza ‘bamba’ e così ripartii per Milano, guidando come un matto, con l’idea di fare scorta e rientrare subito. In autostrada, però, fui fermato dalla polizia. Pensai che mi avrebbero arrestato e invece mi fecero cantare nella loro radio un pezzo rap, per tutta la stradale, e alla fine mi lasciarono andare.

    Quella volta imparai che non tutti i poliziotti sono fascisti‘.

    Insomma, una brutta china interrotta soltanto dall’incontro con una donna destinata a diventare la più importante della vita di J-Ax: ‘Lei è americana ma ci conoscemmo a Milano, a una cena. Mi aiutò a cercare emozioni forti lontano dalla droga e iniziammo a praticare bungee-jumping: una volta ci buttammo insieme dalla cascata del Toce, il secondo salto più alto d’Europa, ma mi stirai la schiena. L’anno dopo provammo con il lancio col paracadute e andò molto meglio. Con la droga ho smesso definitivamente, fumo solo un po’ d’erba qualche volta, tanto non è vero che si passa dalle canne agli stupefacenti: alla cocaina e all’eroina si arriva attraverso l’alcol, e infatti non bevo più’.

    Nell’intervista J-Ax ha parlato di tante altre cose, dalla sua famiglia al periodo della scuola che non fu per nulla facile (‘I miei compagni, tutti piccoli gangster, m bullizzavano e mi picchiavano: dicevano che portavo sfiga’), dalle prime Timberland nella fase paninara della sua adolescenza (‘Le pagai 200mila lire, presi un paio di numeri in più perché dovevano durare’) ai mille lavoretti svolti prima di sfondare con la musica (scaffalista al supermercato, pony express, data entry alla Mediolanum, ‘spacciatore’ di videogame piratati, PR per la discoteca Amnesy, ecc.). E infine ha descritto il sodalizio artistico con Fedez, con cui il 20 gennaio 2017 pubblicherà l’album Comunisti col Rolex: ‘Andiamo bene perché ci completiamo: io sono un hippy, col bazooka ma un hippy, mentre lui è un pazzo guerrafondaio. Io sono babbo, lui è sveglio. Io sono un generoso, lui mi avverte quando mi sto facendo fregare. Lui mi dice quando i giovani non mi sentono, io quando i vecchi non lo capiscono’.

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