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Sully, Clint Eastwood torna in sella con un’altra storia di vero eroismo

Sully, Clint Eastwood torna in sella con un’altra storia di vero eroismo

Sully racconta del pilota che salvò i passeggeri del suo airbus in avaria con un ammaraggio di fortuna nel fiume Hudson

da in Cinema, Film al cinema, Spettacoli
Ultimo aggiornamento: Domenica 18/12/2016 16:56

    Clint Eastwood è sempre stato un conservatore di ferro, uno dei pochi nel mondo dello spettacolo a dichiararlo apertamente. Fino a una decina d’anni fa, però, bilanciava le sue idee politiche dirigendo e interpretando film molto meno conservatori di lui: i suoi protagonisti sono ribelli e antieroi, individui privi di certezze ma sempre guidati da un proprio codice morale. Questi sono i personaggi che Eastwood continua a raccontare, anche se, negli ultimi anni, ha diretto film ai limiti della propaganda politica. Ecco perché su Sully i dubbi erano molti: sarà come gli Eastwood recenti, quelli eccessivamente melensi e sfacciatamente americani? Oppure sarà come gli Eastwood vecchio stile, quelli duri e crudi, in grado di parlare a tutti e non solo ai Repubblicani d’America? Sully è una riuscita sintesi di queste due anime di Clint Eastwood: un film onesto e sincero, ricco di chiaroscuri, che riesce a nascondere bene qualsiasi accenno di propaganda ideologica.

    Il 15 gennaio del 2009, il volo US Airways 1549 fu costretto a un ammaraggio di fortuna nel fiume Hudson, dopo che uno stormo di oche in volo ne aveva danneggiato i motori pochi minuti dopo il decollo. Il comandante Chesley Sullenberger, Sully per gli amici, è l’eroe che ha compiuto la difficilissima manovra, salvando la vita a centocinquanta persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. La famiglia è con lui, l’opinione pubblica anche: le autorità di volo, però, vogliono vederci chiaro. Si apre un’inchiesta per stabilire se l’ammaraggio fosse davvero necessario, o se Sully abbia eseguito una manovra troppo rischiosa in maniera sconsiderata, quando poteva atterrare in sicurezza su una pista vicina. Sully, roso dai dubbi sul suo operato, dovrà fare i conti con una commissione di tecnici ed esperti, pronti a ritirargli il brevetto di volo.

    Cast artistico:

    Tom Hanks: Chesley “Sully” Sullenberger
    Due Oscar, uno per Philadelphia e uno per Forrest Gump, oltre ad altri, numerosi premi vinti. Tom Hanks è sempre a suo agio nei panni dell’uomo comune costretto dagli eventi a comportarsi da eroe, anche quando si tratta di personaggi realmente esistiti: Apollo 13, Salvate il soldato Ryan, Il miglio verde, Cast Away, Era mio padre, The Terminal, Prova a prendermi… Poi i tre film della saga iniziata con Il codice Da Vinci, fuori dai suoi standard, e di nuovo alla ribalta con Captain Phillips e Il ponte delle spie. Veterani a confronto, è al suo primo film con l’incrollabile Clint Eastwood.

    Aaron Eckhart: Jeff Skiles
    Passa con disinvoltura da film piccoli e interessanti come Thank You for Smoking a polpettoni d’azione come World Invasion e Attacco al potere… Nel frattempo, ha interpretato Harvey Dent / Due Facce nel Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan.

    Laura Linney: Lorraine Sullenberger
    Tre nomination agli Oscar ma nessuna statuetta vinta: Laura Linney era in Truman Show e Conta su di me, Kinsey e La famiglia Savage. È già stata diretta da Clint Eastwood nei film Potere assoluto e Mystic River, ed era nel cast dell’ultimo film di Tom Ford, Animali notturni.

    Anna Gunn: Elizabeth Davis
    Poco spazio sul grande schermo, ma tanti ruoli importanti in diverse serie tv: Deadwood, The Practice e Breaking Bad, tanto per citarne qualcuna.

    Mike O’Malley: Charles Porter

    Holt McCallany: Mike Cleary

    Cast tecnico:

    Regia: Clint Eastwood
    Clint Eastwood, ottantasei anni e non sentirli troppo, è uno dei pochi divi del cinema a poter vantare una filmografia notevole tanto come attore che come regista: in entrambi i ruoli, ha probabilmente toccato il suo apice con Gran Torino, capolavoro del 2008… Poi, la svolta. Deciso a dare un’impronta più “politica” o comunque patriottica al suo lavoro, ha collezionato una serie di film di qualità altalenante: Hereafter, J.Edgar e American Sniper, grande successo in patria, ma poco apprezzato fuori dagli Stati Uniti.

    Sceneggiatura: Todd Komarnicki

    Fotografia: Tom Stern
    Storico collaboratore di Clint Eastwood, ha curato la fotografia di tutti i suoi film a partire da Debito di sangue, del 2002, ma è già dagli anni ottanta che si ritrova il suo nome tra quelli dei tecnici del reparto luci nei film di Eastwood.

    Tom Hanks è l’attore che meglio di tutti incarna l’uomo comune costretto a comportarsi da eroe, ed è perfetto nei panni di Chesley “Sully” Sullenberger, vero uomo comune costretto davvero a comportarsi da eroe. Aaron Eckhart sfoggia un paio di improbabili baffoni, ma si dimostra una spalla ideale per Tom Hanks, mentre il resto del cast fa la sua parte senza farsi troppo notare. Ma, più che negli attori, la forza di Sully sta nella dosata gestione del racconto: si comincia a cose fatte, quando l’ammaraggio è già accaduto ed è tempo di tirare le somme. Siamo tutti con il comandante Sully fin dall’inizio, sempre più tormentati dai suoi stessi dubbi e sempre più frustrati dalla sua difficoltà di difendere il proprio operato. Avrà fatto bene a tentare l’ammaraggio, o era davvero un azzardo inutile? Ha salvato centocinquanta persone, o ha messo a rischio le loro vite? Qua e là si cade nel melenso: i passeggeri salvati da Sullenberger sono tutti allegri e sorridenti, nessuno di loro meritava di morire… Eppure si perdona qualche caduta melodrammatica, perché Sully cresce a livello emotivo fino al gran finale, senza mai essere né falso, né stucchevole. Il vecchio Clint è tornato a colpire, lasciando a riposo il Clint politico degli ultimi tempi.

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