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In guerra per amore, il secondo film di Pif non tradisce il suo pubblico

In guerra per amore, il secondo film di Pif non tradisce il suo pubblico
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    In guerra per amore, il trailer ufficiale del secondo film di Pif

    La mafia uccide solo d’estate aveva colto impreparati pubblico e critica, che forse non si aspettavano un film del genere dall’ex iena Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto. Invece, Pif ha dimostrato di avere la situazione ampiamente sotto controllo: sa come raccontare una storia, sa come dosare i tempi comici, sa come sfruttare al meglio i mezzi che il cinema gli mette a disposizione. Ma il pregio principale del Pif-regista è la capacità di mischiare con molto equilibrio dramma e commedia: dramma che non sfocia mai nel melenso, e commedia che non scade mai nel volgare. La mafia uccide solo d’estate faceva ridere e faceva pensare, perché toccava temi caldi con molta leggerezza e denunciava con un sorriso i mali del belpaese. Con In guerra per amore, il suo secondo film, Pif era chiamato a replicare i risultati ottenuti: niente paura, c’è riuscito alla perfezione

    New York, 1943. Arturo è un emigrante siciliano, che in America ha trovato la sua oasi felice. È innamorato della bella Flora, che però è promessa sposa a Carmelo, figlio di un boss italo-americano. Per sposare Flora, Arturo ha una sola possibilità: recarsi in Sicilia e chiedere al padre di Flora la mano di sua figlia. Peccato che la Sicilia sia ancora teatro di guerra, con gli Alleati pronti a sbarcare sulle sue spiagge per strappare l’isola dalle mani dei nazi-fascisti. Arturo, quindi, si arruola nell’esercito e sbarca in terra sicula, deciso a trovare il padre di Flora. Nel frattempo, Arturo fa amicizia con il tenente Catelli, soldato italo-americano pieno di nobili ideali, e assiste insieme a lui alla rinascita della malavita organizzata: per avanzare con facilità, infatti, l’esercito americano si ritrova a trattare direttamente con la mafia…

    Cast artistico:

    Pif: Arturo Giammarresi
    Pierfrancesco Diliberto, meglio noto come Pif, si sta ritagliando un suo spazio nel mondo del cinema italiano contemporaneo: ha scritto, diretto e interpretato La mafia uccide solo d’estate, grazie al quale ha vinto due David di Donatello e due Nastri d’Argento. In guerra per amore è il suo secondo lungometraggio, ma ci aspettiamo di vederlo tornare sempre più spesso dietro (e davanti) alla macchina da presa.

    Miriam Leone: Flora
    Miss Italia nel 2008, Miriam Leone è lanciatissima nella sua carriera di attrice cinematografica e televisiva. Protagonista delle serie Non uccidere e La dama velata, tra i personaggi principali di 1992 e I Medici, Miriam Leone ha una piccola parte anche in Fai bei sogni, nuovo film di Marco Bellocchio tratto dal romanzo di Massimo Gramellini.

    Andrea Di Stefano: Tenente Philip Catelli
    Attore e regista, visto nella serie Ama il tuo nemico di Damiano Damiani, nel Principe di Homburg di Marco Bellocchio e nel Fantasma dell’Opera di Dario Argento. Di recente, ha interpretato ruoli secondari in alcune grandi produzioni hollywoodiane, ma anche scritto e diretto il film Escobar, con protagonista Benicio Del Toro.

    Maurizio Marchetti: Don Calo’
    Marchetti era presente anche in La mafia uccide solo d’estate, esordio alla regia di Pif.

    Stella Egitto: Teresa

    Vincent Riotta: Maggiore James Maone

    Sergio Vespertino: Saro

    Maurizio Bologna: Mimmo

    Antonello Puglisi: Agostino

    Samuele Segreto: Sebastiano

    Mario Pupella: Don Tano

    Orazio Stracuzzi: Zio Alfredo

    Lorenzo Patané: Carmelo

    Cast tecnico:

    Regia: Pif
    Secondo film da regista per Pif, dopo l’esordio positivo con La mafia uccide solo d’estate.

    Sceneggiatura: Pif, Michele Astori, Marco Martani

    In guerra per amore, meglio o peggio di La mafia uccide solo d’estate? Meglio o peggio, poco importa: quello che conta, è che questo film conferma la capacità di Pif di raccontare una storia agrodolce, divertente ed emozionante, capace di lanciare pesanti atti di accusa senza cadere in facili moralismi. In un certo senso, In guerra per amore risulta più elegante e meglio costruito, se non altro perché Pif è riuscito a essere più “attore” e meno “se stesso”, più “personaggio-della-storia” e meno “personaggio-della-tv-passato-al-cinema”. Dramma e commedia sono più bilanciati: il dramma è riservato alle storie dei personaggi secondari, mentre la commedia è (quasi) tutta nelle mani del protagonista Arturo-Pif, che ricorda un Forrest Gump un po’ più sano di mente. La critica alla mafia e alla politica italiana parte da più lontano, ma è comunque potente e sferzante: Pif ci ricorda che sono passati settant’anni dalla seconda guerra mondiale, eppure l’Italia soffre ancora degli stessi mali di cui soffriva allora. Tolte un paio di cadute di stile, In guerra per amore è un film pienamente riuscito. Ora non resta che aspettare Pif al varco del terzo film, quando ci chiederemo di nuovo: sarà meglio o peggio dei precedenti? Poco importa, sarà comunque un’altra scommessa vinta.

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