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7 minuti, Michele Placido ritorna (quasi) in grande stile

7 minuti, Michele Placido ritorna (quasi) in grande stile
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    7 minuti, il trailer ufficiale del nuovo film di Michele Placido

    7 minuti è un dramma teatrale scritto da Stefano Massini e diretto da Alessandro Gassman, con protagoniste un gruppo di sole donne capitanate da Ottavia Piccolo. Il testo era ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, e da quel testo è tratto il nuovo film di Michele Placido: stesso titolo, stesso ruolo per Ottavia Piccolo, stessa trama di fondo. I risultati del Michele Placido regista sono piuttosto altalenanti, e ogni nuovo titolo da lui diretto viene spesso accolto con un pizzico di scetticismo. Eppure, bisogna riconoscergli il merito di aver scommesso più di una volta su storie più “pulp”, cercando di realizzare film dal respiro più internazionale. Nel cinema italiano, però, il melodramma è sempre in agguato… Pur di strappare al pubblico una lacrimuccia facile, si rischia di rendere un film più lento, più pesante e molto più inverosimile.

    L’industria tessile dei fratelli Varazzi è sull’orlo del fallimento. La fabbrica sta per fondersi con una grossa azienda francese, una fusione che, però, somiglia più a una vera e propria acquisizione: i Varazzi verrebbero messi in minoranza, lasciando ai soci d’oltralpe il diritto di fare il bello e il cattivo tempo. E perché la fusione possa attuarsi, i francesi hanno posto un’unica condizione… Le operaie potranno mantenere il loro posto di lavoro, se accetteranno di rinunciare a sette minuti della loro pausa pranzo. Davanti allo stabilimento, trecento operaie aspettano di sapere quale sarà il loro futuro. Dentro, invece, le undici donne che le rappresentano si ritrovano di fronte a un grave dilemma: accettare o non accettare la proposta? Un ricatto morale travestito da richiesta apparentemente insignificante. Una pura formalità che si trasforma in un violento scontro tra le undici operaie, ognuna con le sue ragioni per votare contro o a favore dell’accordo.

    Cast artistico:

    Ambra Angiolini: Greta
    Attrice, cantante, conduttrice… Alterna presenze in tv e al cinema, passando da ruoli drammatici a ruoli comici con estrema facilità. Ha lavorato insieme a Michele Placido in Viva l’Italia, ed è stata diretta da lui nel film La scelta, dove recitava al fianco di Raul Bova.

    Ottavia Piccolo: Bianca
    Attrice bolzanese dalla lunga carriera televisiva e cinematografica. È la protagonista di 7 minuti anche nella sua versione teatrale. Ha fatto incetta di premi con Metello, diretto da Mauro Bolognini, e ha vinto un Nastro d’Argento come attrice non protagonista per La famiglia di Ettore Scola.

    Fiorella Mannoia: Ornella
    Cantante, soprattutto, ma anche attrice: vista, nei lontani anni settanta, in due o tre spaghetti western a basso budget.

    Violante Placido: Marianna
    Figlia di Michele Placido, attrice e cantante pop. Era nel Guerra e Pace targato RAI, insieme a Clémence Poésy.

    Cristiana Capotondi: Isabella
    Cristiana Capotondi è passata da commedie di natale a Notte prima degli esami, per poi risalire in direzione di film più rilevanti come La kryptonite nella borsa, La mafia uccide solo d’estate e il recente Tommaso, diretto da Kim Rossi Stuart.

    Clémence Poésy: Hira
    Attrice e modella francese, nota a livello internazionale per tre film della saga di Harry Potter e per il film In Bruges, black comedy con protagonista Colin Farrell. In Italia, è conosciuta anche per aver interpretato la ribelle Natasha nella fiction RAI Guerra e Pace.

    Maria Nazionale: Angela
    Cantante campana, qui in una delle sue poche incursioni sul grande schermo.

    Balkissa Maiga: Kidal

    Luisa Cattaneo: Sandra

    Erika D’Ambrosio: Alice

    Sabine Timoteo: Micaela

    Michele Placido: fratelli Varazzi
    Spesso compare nei film da lui diretti, generalmente in ruoli secondari: qui interpreta due gemelli, ovvero i due fratelli Varazzi proprietari dello stabilimento tessile.

    Anne Consigny: Rochette
    Attrice francese divisa tra cinema e teatro, candidata tre volte al premio César per il primo, e due volte al premio Molière per il secondo.

    Cast tecnico:

    Regia: Michele Placido
    Attore e regista pugliese, Michele Placido ha recitato per registi del calibro di Mario Monicelli e Luigi Comencini, Marco Bellocchio e Giuliano Montaldo, Mario Martone e Giuseppe Tornatore. Da regista, ha diretto film come Del perduto amore, Un eroe borghese, Romanzo criminale, Vallanzasca e Il grande sogno. Ha già diretto Ambra Angiolini nel film La scelta, e ha recitato al suo fianco in Viva l’Italia di Massimiliano Bruno. Padre di Violante Placido, che ha diretto nei film Ovunque sei e Il cecchino.

    Sceneggiatura: Stefano Massini e Michele Placido
    Stefano Massini è autore del testo teatrale da cui è tratto il film: sia il film, sia il dramma teatrale sono ispirati a fatti di cronaca realmente accaduti. 7 minuti, a teatro, è diretto da Alessandro Gassman.

    Fotografia: Arnaldo Catinari
    Direttore della fotografia con una lunga carriera alle spalle, ha collaborato con Michele Placido nei suoi ultimi film da regista.

    Vedendo 7 minuti, è difficile non pensare a La parola ai giurati, capolavoro di Sidney Lumet in cui dodici personaggi chiusi in una stanza decidevano della vita di un accusatoIl film di Michele Placido non arriva a questi livelli, benché mescoli bene dramma sociale e dramma umano: la chiusura della fabbrica e la crisi economica da una parte, lo scontro tra personaggi e il conflitto di opinioni dall’altra. Le attrici gareggiano in bravura, la storia è forte e tiene alto l’interesse fino al gran finale. Ma il melodramma è sempre in agguato, ed è proprio lì che 7 minuti perde in valore. Non è difficile indovinare che la donna incinta partorirà prima della fine, che l’operaia sulla sedia a rotelle cadrà in terra e vorrà rialzarsi da sola e che fioccheranno tradimenti tra amiche di vecchia data. Sono situazioni già viste decine di volte, facili cliché che portano a emozioni altrettanto facili: senza queste cadute di tono, il film scorrerebbe in maniera meno meccanica, lasciando tempo per sviluppare meglio la battaglia verbale e morale delle undici protagoniste della storia. 7 minuti poteva essere un film d’altissimo livello: bastava giusto un po’ di inventiva in più, e giusto un po’ di melodramma in meno.

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