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Knight of Cups, il nuovo, lentissimo film di Terrence Malick

Knight of Cups, il nuovo, lentissimo film di Terrence Malick
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    Knight of Cups, il trailer ufficiale del nuovo film di Terrence Malick

    Terrence Malick è americano, ma è considerato un “autore” nel senso europeo del termine: un regista che ha il controllo completo sul film, che lascia la sua impronta e che punta più all’arte che agli incassi. Ha esordito negli anni settanta, ma ha girato pochissimi film, tutti comunque di altissimo livello cinematografico, tutti bellissimi da vedere su un grande schermo. Immagini meravigliose accompagnano storie introspettive, quasi oniriche e visionarie, ma sempre molto umane e mai davvero distanti dal grande pubblico. Il ritmo, però, è sempre stato un problema… I film di Malick scorrono lentamente, molto lentamente. A volte troppo lentamente. Ma a volte si perdona un po’ di lentezza in favore di qualche emozione forte, estratta da quelle storie introspettive e da quelle immagini meravigliose che le accompagnano. A volte, ma non in questo caso.

    Rick è uno sceneggiatore di successo, ma sempre un gradino più in giù della vera notorietà. Rick vive in una Los Angeles frenetica ed eccessiva, trascinandosi continuamente da un party in un attico a una festa in una villa: tra un evento mondano e l’altro, si chiude in un night club o in uno strip bar, oppure vaga per la città in compagnia di due o tre belle ragazze. Rick a volte lavora, ma non troppo… Ed è una delle cause della sua infelicità. Rick ama le donne, ma non riesce a capirle, ama la vita, ma non riesce a trovare la sua strada. Rick, freddo e posato, nasconde il bisogno estremo di provare qualcosa e di emozionarsi davvero: passa da una relazione all’altra, alla ricerca della donna che possa renderlo davvero felice. A Hollywood, però, tutto passa in fretta, senza mai fermarsi.

    Cast artistico:

    Christian Bale: Rick
    Christian Bale entra nel mondo del cinema fin da ragazzino, come protagonista di L’impero del sole, dramma bellico diretto da Steven Spielberg. Oscar per The Fighter come Miglior Attore Non Protagonista, solo uno dei tanti film importanti a cui Bale ha preso parte: American Psycho, L’uomo senza sonno, The Prestige, Quel treno per Yuma, American Hustle, La grande scommessa… E i tre Batman di Christopher Nolan. Ha già lavorato con Terence Malick per il film The New World, ispirato alla storia di Pocahontas e John Smith.

    Cate Blanchett: Nancy
    Cate Blanchett, australiana, vanta già due Oscar in bacheca: uno per The Aviator, come attrice non protagonista, e uno per Blue Jasmine, diretto da Woody Allen. È stata la regina Elisabetta in Elizabeth e in Elizabeth – The Golden Age, dama Galadriel nella saga del Signore degli anelli e Lo Hobbit, Bob Dylan in Io non sono qui, Lady Marian in Robin Hood e la matrigna in Cenerentola. In mezzo, altri film importanti come Veronica Guerin, The Missing, Babel e Il curioso caso di Benjamin Button. Dimentichiamoci, invece, della sua presenza dell’imbarazzante Indiana Jones 4

    Natalie Portman: Elizabeth
    Come Bale, anche Natalie Portman sfonda nel cinema fin da giovanissima: era in Léon al fianco di Jean Reno, film cult diretto da Luc Besson. Una carriera variegata, che comprende blockbuster come i tre Star Wars degli anni duemila e i due (quasi tre) Thor prodotti dalla Marvel, ma anche film indipendenti come La mia vita a Garden State e Un bacio romantico. Era protagonista in V per Vendetta e nel Cigno nero, per il quale ha vinto un Oscar come miglior attrice. Recentemente, si è vista nel western Jane Got a Gun e nel biopic Jackie, dedicato a Jacqueline Kennedy.

    Brian Dennehy: Joseph
    Brian Dennehy, ovvero lo sceriffo Teasle del primo, memorabile Rambo… Una carriera da comprimario tra cinema e tv, in cui non mancano alcuni ruoli di spicco come il protagonista di Morte di un commesso viaggiatore, versione televisiva diretta da Kirk Browning nel 2000.

    Antonio Banderas: Tonio
    Antonio Banderas, l’attore latino più famoso del mondo: è partito dai film di Almodovar, è passato per Philadelphia al fianco di Tom Hanks e Denzel Washington, ha attraversato indenne alcuni action movie smaccatamente hollywoodiani, è entrato nei panni di El Mariachi, di Zorro e del Gatto con gli stivali… Recentemente, era nel fantascientifico Automata e nel nostalgico-a-modo-suo I mercenari 3.

    Wes Bentley: Barry
    Molti ruoli da comprimario per Bentley, visto in American Beauty, Le quattro piume e Interstellar.

    Isabel Lucas: Isabel

    Teresa Palmer: Karen
    Australiana, Teresa Palmer ha preso parte a diversi film teen, come Sono il numero quattro, L’apprendista stregone e Warm Bodies, e anche nel recente horror Lights Out.

    Imogen Poots: Della

    Freida Pinto: Helen
    Attrice e modella indiana, Freida Pinto è nota al grande pubblico grazie a The Millionaire.

    Cast tecnico:
    Regia e sceneggiatura: Terrence Malick
    Terrence Malick, uno dei grandi autori della nuova era del cinema nord-americano. Regista geniale e perfezionista, vanta una filmografia importante, ma piuttosto limitata: La rabbia giovane, I giorni del cielo, La sottile linea rossa, The New World, The Tree of Life e To the Wonder, tutti film caratterizzati da una cura maniacale dell’immagine e da narrazioni ai limiti del visionario.

    Fotografia: Emmanuel Lubezki
    “Chivo” Lubezki, messicano, è uno dei più acclamati direttori della fotografia del cinema contemporaneo. Ha vinto tre Oscar di fila nelle ultime tre edizioni, per i film Gravity, Birdman e Revenant. Ha curato la fotografia degli ultimi film di Terrence Malick, ed è l’artefice, insieme al regista Alfonso Cuarón, delle incredibili riprese dei Figli degli uomini.

    Scenografia: Jack Fisk
    Fisk, scenografo molto richiesto, ha lavorato in tutti i film di Terrence Malick. In carriera, ha vinto ben due Oscar: uno per Il petroliere di Paul Thomas Anderson e uno per Revenant di Alejandro González Iñárritu, lo stesso film che ha fatto guadagnare a Lubezki il suo terzo Oscar.

    Potremmo così riassumere Knight of Cups: “Christian Bale cammina”. Senza un come, senza un dove e senza un perché. D’accordo, si potrebbe obiettare che è proprio quella l’essenza del film: un uomo in crisi di identità che non sa dove andare, non sa come muoversi e non sa perché dovrebbe farlo. Ma non basta l’intenzione a premiare il risultato, o il novanta percento dei film visti al cinema risulterebbero degli assoluti capolavori. Malick ci ha abituato a film che viaggiano a un ritmo tutto loro, o che sembrano infischiarsene delle più comuni convenzioni narrative. Knight of Cups, però, supera abbondantemente il livello di tolleranza, perché volendo raccontare tutto, si ritrova a non aver raccontato niente. L’interessante struttura a episodi, giocata sulle carte dei tarocchi, finisce per essere solo un pretesto. Il protagonista, ottusamente perso nella sua crisi, risulta lontano e privo di empatia. La trama, neanche a dirlo, è assente ingiustificata. Christian Bale cammina, mentre il pubblico corre nella direzione opposta.

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