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La ragazza senza nome, il nuovo film dei fratelli Dardenne

La ragazza senza nome, il nuovo film dei fratelli Dardenne
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    La ragazza senza nome, il trailer italiano

    Nell’immaginario comune, la Francia è il paese del “cinema d’autore”, patria di quei film che puntano più al risultato artistico che agli incassi al botteghino. I fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne rientrano in pieno nella categoria degli “autori” in senso stretto, e sono rispettati e riconosciuti come tali in tutto il globo. Piccola precisazione: arrivano dal Belgio, non dalla Francia… Sembra un dettaglio da poco, ma è un aspetto che condiziona, in qualche modo, le storie che raccontano: storie marginali, con protagonisti personaggi ordinari che si muovono in ambienti periferici. I loro film sono ruvidi ma non grezzi, crudi ma pieni di poesia, ultra-realistici ma costruiti con cura. Dai Dardenne, “autori” in senso stretto, sai già cosa aspettarti: film a velocità ridotta che raccontano vicende fin troppo umane.

    Jenny Davin è una giovane dottoressa che aspira a una brillante carriera in una moderna struttura sanitaria. Jenny è preparata e precisa, è seria e controllata, è affidabile e sempre disponibile: Jenny è un ottimo medico, ed è solo per caso che si ritrova investita dai sensi di colpa… Una sera, alla fine del turno di visite nel suo ambulatorio, qualcuno suona alla porta dello studio. Jenny non apre la porta, più per ripicca verso il suo emotivo stagista che per vero disinteresse. Il giorno dopo, Jenny scopre che una giovanissima prostituta di colore è stata trovata morta poco lontano dal suo ambulatorio. Era lei che aveva suonato alla porta, cercando un aiuto che non ha trovato. Sentendosi responsabile per la morte della ragazza, Jenny indaga sulla sua identità e sulla sua vita, decidendo anche di rinunciare alla possibile carriera in una clinica privata pur di rimanere medico di base.

    Cast artistico:

    Adèle Haenel: Jenny Davin
    Francese, classe 1989, Adèle Haenel ha già vinto due premi César, l’equivalente francese dei nostri David: uno per Suzanne, come Miglior Attrice Non Protagonsita, e uno per The Fighters – Addestramento di vita, come Miglior Attrice Protagonista.

    Olivier Bonnaud: Julien

    Jérémie Renier: Il padre di Bryan
    Renier è una delle presenze fisse nei film dei Dardenne: La promesse, L’enfant, Il matrimonio di Lorna e Il ragazzo con la bicicletta. Ha lavorato anche in produzioni importanti come Espiazione e In Bruges – La coscienza dell’assassino.

    Christelle Cornil: La madre di Bryan

    Louka Minnella: Bryan

    Olivier Gourmet: Il figlio di Lambert
    Gourmet è presente in quasi tutti i lungometraggi diretti dai fratelli Dardenne: La promesse, Rosetta, Il figlio, L’enfant, Il matrimonio di Lorna e Due giorni, una notte.

    Fabrizio Rongione: Dottor Riga
    Rongione, attore belga di origini italiane, ha già lavorato in diversi film dei fratelli Dardenne: Rosetta, L’enfant, Il matrimonio di Lorna, Il ragazzo con la bicicletta e Due giorni, una notte.

    Cast tecnico:

    Regia e sceneggiatura: Jean-Pierre e Luc Dardenne
    Autori in senso puro, registi, sceneggiatori e produttori dei loro stessi film. I due fratelli belgi hanno diretto pellicole ad alto tasso di realismo, girati con budget ridotti e spesso con attori non professionisti: La promesse, Rosetta, Il figlio, L’enfant, Il matrimonio di Lorna, Il ragazzo con la bicicletta e Due giorni, una notte. Hanno vinto due volte la Palma d’Oro al Festival di Cannes, oltre a un Premio Speciale della Giuria.

    La ragazza senza nome si inserisce comodamente all’interno della filmografia dei Dardenne, senza provocare troppe sorprese e senza deludere troppe aspettative. Un altro film dal tocco quasi documentaristico, girato in location reali con un budget ridotto, con un cast misto di attori professionisti e perfetti sconosciuti. Dalla trama di base potrebbe uscirne un giallo, ma gli elementi di indagine sono soltanto un pretesto: il film non racconta come farà la dottoressa Davin a scoprire l’identità della ragazza morta, e racconta invece il motivo per cui il giovane medico inizia le sue ricerche. Non il “come”, ma il “perché”, insomma. Lo sguardo freddo e oggettivo dei Dardenne potrebbe tenere il pubblico a distanza… Il senso di colpa della protagonista, però, riavvicina gli spettatori: chiunque potrebbe sentirsi nei panni della protagonista, che cerca di rimediare a un proprio errore quando ormai è troppo tardi. E se in un qualsiasi film giallo ci aspetteremmo di scoprire il “come”, qui possiamo accontentarci di capire il “perché”.

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