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American Pastoral, un film ambizioso che manca il bersaglio

American Pastoral, un film ambizioso che manca il bersaglio
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    American Pastoral, il trailer italiano

    Tratto dall’omonimo romanzo di Philip Roth, premio Pulitzer nel 1998, American Pastoral segna l’esordio alla regia di Ewan McGregor, attore scozzese dall’invidiabile filmografia. Un cast di tutto rispetto e un notevole budget, un romanzo intenso come base e tematiche importanti da affrontare: le premesse per un film degno di nota ci sono tutte, anzi, forse ce ne sono fin troppe… Un’opera prima che si carica di troppe aspettative, come spesso accade con gli attori di talento che decidono di saltare la barricata e passare alla regia. Ma se il talento di McGregor come attore non è certo in discussione, si potrà dire lo stesso delle sue doti di regista? Vedremo. Intanto, American Pastoral è un primo passo verso un possibile futuro dietro la macchina da presa. Anche se, per essere un primo passo, resta purtroppo un mezzo passo falso.

    New Jersey, anni sessanta. Seymour Levov, detto “Svedese”, è stato una celebrità del college, mentre ora è uno dei membri più in vista della comunità. Ha sposato Dawn Dwyer, ex-reginetta di bellezza e donna di carattere, dal quale ha avuto la piccola Merry, la bambina più dolce che si possa incontrare. Lo svedese ha il successo scritto in faccia e una vita praticamente perfetta segnata sul suo destino, ma qualcosa va storto: la figlia, balbuziente, cresce con un profondo senso di inferiorità nei confronti dei genitori, che la porterà a partecipare attivamente alle contestazioni giovanili contro il governo americano. E quando una bomba esplode in una pompa di benzina, le colpe ricadono proprio su di lei… Merry scompare, i federali le danno la caccia, la madre impazzisce fino a ripudiarla: solo Svedese continua a credere in sua figlia, tanto da non smettere mai di cercarla.

    Cast artistico:

    Ewan McGregor: Seymour “Svedese” Levov
    Ewan McGregor, scozzese, è un attore dalla ricca filmografia: ha iniziato con film fuori dagli schemi come Piccoli omicidi tra amici, Trainspotting e Velvet Goldmine, prima di impersonare il giovane Obi-Wan Kenobi nei tre Star Wars degli anni duemila. Poi Moulin Rouge!, Black Hawk Down, Big Fish, L’uomo nell’ombra… Ultime apparizioni: il western Jane Got a Gun e Il traditore tipo.

    Jennifer Connelly: Dawn Dwyer Levov
    Jennifer Connelly debutta alla grande: in C’era una volta in America, capolavoro di Sergio Leone, è ancora una ragazzina, ma tiene la scena con un ruolo di primo piano. La sua carriera rallenta dopo il botto iniziale, poi accelera di nuovo e la porta a vincere l’Oscar nel 2002, Miglior Attrice Non Protagonista per A Beautiful Mind. Ha preso parte a film importanti come Requiem for a Dream e Blood Diamond – Diamanti di sangue, ma anche a blockbuster deludenti come Hulk e Noah.

    Dakota Fanning: Merry Levov
    “Bimba prodigio” del cinema americano contemporaneo, ha dimostrato le sue qualità di attrice già a otto anni nel film Mi chiamo Sam, passando in breve al blockbuster La guerra dei mondi di Steven Spielberg e all’action movie Man on Fire, diretto da Tony Scott. Vista di recente in film di massa come gli ultimi Twilight e in film indipendenti come Every Secret Thing e Franny.

    Rupert Evans: Jerry Levov

    Peter Riegert: Lou Levov
    Riegert alterna cinema e televisione, generalmente in ruoli da caratterista: era nelle serie tv MASH e I Soprano, ma anche nel film Traffic di Soderbergh.

    Uzo Aduba: Vicky
    Uzo Aduba è nota al pubblico televisivo per la sua interpretazione di Suzanne Warren nella serie tv Orange Is the New Black.

    Valorie Curry: Rita Cohen
    Valorie Curry è un’attrice in ascesa, vista di recente nella serie The Following e nel film Blair Witch.

    Mark Hildreth: Agente Dolan

    Molly Parker: Sheila Smith
    Canadese, Molly Parker fa parte del cast principale delle serie tv Deadwood e Il socio.

    David Strathairn: Nathan Zuckerman
    Strathairn è un attore dalla carriera decennale, salito alla ribalta grazie a Good Night and Good Luck, film sul maccartismo diretto da George Clooney: per la sua interpretazione, ha vinto la Coppa Volpi al Festival di Venezia ed è stato candidato come Miglior Attore sia agli Oscar che ai Golden Globes.

    Cast tecnico:

    Regia: Ewan McGregor
    Esordio alla regia per l’attore scozzese, che vanta una filmografia importante divisa tra piccoli film indipendenti e grandi produzioni campioni d’incassi.

    Sceneggiatura: John Roman

    Colonna sonora: Alexandre Desplat
    Desplat, prolifico compositore francese, ha lavorato per numerosi film importanti, sia europei che americani. Ha ricevuto sei nomination agli Oscar, e nel 2015 era candidato sia per The Imitation Game, che per Grand Budapest Hotel, col quale si è aggiudicato la sua prima statuetta.

    Un romanzo premio Pulitzer, con una trama ricca di contenuti e di tematiche interessanti. Un cast notevole e un attore di talento che passa alla regia, un budget importante e una produzione di buon livello. Sommando gli elementi e facendo un rapido calcolo, dovremmo trovarci di fronte un capolavoro annunciato… Purtroppo, cinema e aritmetica non vanno molto d’accordo, e American Pastoral si ritrova a essere tutto fuorché un capolavoro. I problemi del film non riguardano la storia in sé, che anzi continua a mantenere un enorme fascino: riguardano piuttosto la costruzione della trama e la sua messa in scena. Il film parte lento, lentissimo, e quando decolla sembra già vicino a dover atterrare. Le parole e i dialoghi si sprecano, mentre le immagini e le soluzioni visive sembrano indietro di almeno vent’anni. Ewan McGregor è molto bravo nella parte dello Svedese, meno bravo nel ruolo del regista: American Pastoral è un film che punta in alto senza lasciare il segno, lasciando semmai la speranza che per McGregor andrà meglio la prossima volta.

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