Moby, Are you lost in the world like me: il video denuncia la dipendenza dalla tecnologia

Moby, Are you lost in the world like me: il video denuncia la dipendenza dalla tecnologia

La clip è stata diretta e animata dall'illustratore Steve Cutts

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    Moby, Are you lost in the world like me: il video denuncia la dipendenza dalla tecnologia

    Oltre 300 mila visualizzazioni in meno di 24 ore per il nuovo video di Moby, Are You Lost In The World Like Me, che attraverso le bellissime animazioni dell’illustratore Steve Cutts descrive una società decadente e paranoica popolata da una generazione di smartphone-dipendenti. Il brano Are You Lost In The World Like Me è il quarto singolo estratto dall’ultimo album di Moby & The Void Pacific Choir, dal titolo These Systems Are Failing (uscito lo scorso 14 ottobre), dopo The Light is Clear in My Eyes, Almost Loved e Don’t Leave Me.

    ‘Qualche anno fa ho visto un lavoro di Steve Cutts e sono rimasto esterrefatto‘, ha dichiarato Moby a proposito del suo nuovo video clip, ‘Così ho fatto qualche ricerca su internet, ho trovato il suo indirizzo email e umilmente gli ho chiesto di fare un video per me. Sono stato fortunato perché ha accettato’.

    Il video di Are You Lost In The World Like Me è un cortometraggio in bianco e nero ispirato ai cartoni animati degli anni ’30 e in particolare a quelli realizzati da Max Fleischer, il creatore di Betty Boop. Il protagonista è un ragazzino dallo sguardo preoccupato (l’alter ego dello stesso Moby) che coi suoi grandi occhi osserva con rassegnazione il diffondersi dell’epidemia tecnologica che negli ultimi anni ha profondamente modificato lo stile di vita di tante persone, soprattutto quelle più giovani, portando spesso all’alienazione sociale e alla ridefinizione (in peggio) delle dinamiche che regolano le relazioni interpersonali.

    E così, tra un riferimento a Pokemon Go e un altro a Facebook, il piccolo protagonista assiste a scene di ‘quotidiana follia’ popolate da selfie-addicted affetti da manie di protagonismo, episodi di bullismo commessi a uso e consumo delle videocamere degli smartphone, gente che cammina o mangia con lo sguardo fisso sul display dei propri dispositivi mobili, incuranti di tutto ciò che gli accade intorno, o persone che si scelgono il partner in base ai like. Insomma, pur con qualche esagerazione, è il perfetto ritratto del mondo 3.0 che ci siamo costruiti con le nostre belle manine.

    ‘Questo video parla della nostra crescente dipendenza dalla tecnologia e parla delle relazioni umane al giorno d’oggi’, ha spiegato l’autore Steve Cutts, ‘Che spesso non ci sono neanche. Parla di come la tecnologia ci sta cambiando, di come ci siamo desensibilizzati’. Parole da incidere sul bronzo.

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