Inferno, deludente terzo film della saga di Robert Langdon

Il simbolista creato da Dan Brown torna al cinema, con Ron Howard di nuovo alla regia

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    Dopo Il codice Da Vinci e Angeli e Demoni, Ron Howard dirige il terzo capitolo delle avventure del professor Robert Langdon, l’esperto di simbologia religiosa creato dalla penna di Dan Brown. Tom Hanks torna a vestire i panni dell’onnisciente professore-detective, che stavolta dovrà impedire il diffondersi di una letale epidemia, muovendosi tra Firenze, Venezia e Istanbul. Il cast è di tutto rispetto: Felicity Jones e Omar Sy, Ben Foster e Irrfan Khan, oltre a un nutrito gruppo di attori italiani più o meno noti al grande pubblico, qui chiamati a interpretare ruoli di contorno. Inferno gioca con la storia, l’arte e la letteratura, portandoci a seguire il professor Langdon in una mortale caccia al tesoro, nella quale ogni indizio è legato alla vita e alle opere di Dante Alighieri.

    Robert Langdon si risveglia a Firenze, in un letto d’ospedale, con una brutta ferita alla testa: ha subito uno shock, è clinicamente fuori pericolo, ma ora non ricorda assolutamente nulla degli ultimi giorni trascorsi in Italia. E cinque minuti dopo il suo risveglio, qualcuno tenta di ucciderlo… Langdon sfugge all’agguato grazie all’aiuto della dottoressa Sienna Brooks, una sua grande ammiratrice. I due, insieme, dovranno unire le forze per scoprire cosa sta accadendo a Firenze. Sembra che le recenti disavventure del professore portino la firma di Bertrand Zobrist, un folle miliardario che ha ideato un virus letale che sterminerà metà della popolazione globale: l’uomo si è appena suicidato, e tocca a Langdon e alla dottoressa Brooks trovare la sacca contente i baccelli del virus, prima che questa si rompa e diffonda il contagio.

    Cast artistico:

    Tom Hanks: Robert Langdon

    Hanks interpreta il professor Langdon per la terza volta, dopo Il codice Da Vinci e Angeli e Demoni, sempre diretti da Ron Howard, con cui aveva già lavorato anche in Apollo 13. Vanta una filmografia importante, due Oscar vinti e numerosi altri riconoscimenti: è l’eroe che non ti aspetti, l’uomo comune che può salvare la situazione.

    Felicity Jones: Sienna Brooks

    Giovane star in rapida ascesa, ha sfiorato l’Oscar con La teoria del tutto e sarà la protagonista di Rogue One, prossimo film della saga di Star Wars.

    Irrfan Khan: Harry Sims, il Rettore

    Attore indiano tra i più famosi anche in Europa e negli Stati Uniti, visto recentemente in Jurassic World e Vita di Pi.

    Omar Sy: Christoph Bouchard

    Francese, fresco acquisto del mercato hollywoodiano: dopo il successo del bellissimo Quasi amici ha visto moltiplicarsi le offerte di lavoro, dividendosi tra film europei come Mister Chocolat e blockbuster americani come X-Men – Giorni di un futuro passato.

    Ben Foster: Bertrand Zobrist

    Recentemente, Foster ha impersonato Lance Armstrong nel biopic The Program.

    Sidse Babett Knudsen: Elizabeth Sinskey

    Attrice danese, resa celebre a livello internazionale dalla serie tv Borgen – Il potere.

    Cast tecnico:

    Regia: Ron Howard

    Con un passato da Ricky Cunningham ormai alle spalle, Ron Howard si è da tempo affermato come un notevole regista di drammoni intensi e di altrettanto intensi film d’azione. Non sempre azzecca il film giusto, ma ha diretto titoli del calibro di The Missing, Cinderella Man e Frost/Nixon. Due Oscar nel 2002 per A Beautiful Mind, e regia di tre film tratti dai romanzi di Dan Brown.

    Sceneggiatura: David Koepp

    Regista e sceneggiatore, professionista del blockbuster: ha lavorato agli script di Jurassic Park, Mission Impossible, Spider-Man, La guerra dei mondi e l’ultimo Indiana Jones (sì, il peggiore…). È stato anche co-sceneggiatore di Angeli e Demoni.

    Fotografia: Salvatore Totino

    Direttore della fotografia di origini italiane, che spesso lavora al fianco di Ron Howard: The Missing, Cinderella Man e Frost/Nixon – Il duello, oltre ai tre film tratti dai romanzi di Dan Brown.

    Musiche: Hans Zimmer

    Uno dei più prolifici compositori del cinema contemporaneo, con svariate nomination agli Oscar ma una sola vittoria (per Il re leone). Sue le colonne sonore di Rain Man, A spasso con Daisy, Thelma e Louise, The Rock, La sottile linea rossa, Il gladiatore, Black Hawk Down… Nonché di buona parte dei film di Christopher Nolan, tra cui i tre Batman, Inception e Interstellar.

    Se la macchina di Hollywood può permettersi di parafrasare Dante alla meno peggio, possiamo permetterci farlo anche noi: “Lasciate ogni speranza, o voi che guardate”. Inferno è un film deludente, peggiore dei due episodi precedenti, tanto da non saper bene da che parte iniziare. La trama è confusa e inefficace, giocata su improbabili colpi di scena che servono solo a risvegliare il pubblico mezzo addormentato. Il cast è notevole, ma si perde in personaggi piatti e insopportabili, mossi da obiettivi che variano tra il “salvare il mondo” dei buoni e il “distruggere la razza umana” dei cattivi… Si salva giusto Irrfan Khan, con un personaggio davvero originale e sopra le righe. Le location sono fantastiche, ma sono sfruttate unicamente come una gradevole cornice turistica. Se siete patriottici, poi, vi divertirete a sentirvi derisi più volte, in quanto italiani creduloni. Inferno è uno di quei film che potrebbe portarvi in un mondo di assurdità, di incoerenze e di esilaranti buchi nella trama: lasciate ogni speranza, se proprio volete entrarci.