Dario Fo in TV: i programmi e le ospitate più memorabili

Dario Fo in TV: i programmi e le ospitate più memorabili

Il Premio Nobel ha segnato a suo modo la storia della televisione

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    Quello tra il compianto Dario Fo e la TV italiana è stato un rapporto difficile e controverso, segnato da polemiche spesso feroci (con tanto di allontanamenti forzati o volontari, interrogazioni parlamentari e anatemi lanciati dalle alte sfere del Vaticano) ma anche da tanti programmi, ospitate ed episodi memorabili che a loro modo hanno fatto la storia della nostra televisione, fin dai suoi albori negli anni ’50, quando il giovane Fo iniziò a scrivere i primi testi satirici per la TV. E adesso che il Premio Nobel ci ha lasciato alla bella età di 90 anni e 9 mesi, ripercorriamo le tappe fondamentali del tormentato legame tra Dario Fo e la televisione italiana.

    Nel 1962 Dario Fo e la moglie Franca Rame, già affermati attori e autori per il teatro, la TV e la radio, vengono chiamati a presentare Canzonissima, che all’epoca era di gran lunga il varietà più seguito della televisione italiana. Fin dalla prima puntata emergono però forti contrasti tra i conduttori e i dirigenti della Rai a causa degli irriverenti sketch satirici su temi sociali molto delicati come la mafia e gli incidenti sul lavoro, che Fo e la Rame propongono durante la trasmissione. Dopo numerosi tentativi di censura da parte dei vertici della TV di stato, il punto di non ritorno viene raggiunto alla vigilia dell’ottava puntata, quando i responsabili del programma negano a Dario Fo e a Franca Rame il permesso di mandare in onda uno sketch sulla sicurezza nei cantieri (con la scusa che c’era in corso una vertenza sindacale sul tema) e per protesta i due conduttori lasciano la trasmissione.

    Dopo il clamoroso abbandono di Canzonissima ’62, Dario Fo torna in TV soltanto nel 1977, dopo ben 15 anni di ostracismo: la seconda rete della Rai decide di mandare in onda il famoso spettacolo Mistero Buffo nella prima puntata del ciclo di trasmissioni dal titolo ‘Il teatro di Dario Fo‘. Ma il Vaticano, per bocca del potentissimo (e influentissimo) cardinal Poletti, attacca duramente il programma: i testi dell’opera teatrale di Fo vengono infatti ritenuti irriverenti e offensivi per la chiesa cattolica, soprattutto perché riprendono alcuni episodi dei vangeli apocrifi con un linguaggio popolare e dichiaratamente trasgressivo. Seguono polemiche a non finire e un nuovo (ma breve) periodo di lontananza di Dario Fo dalla TV.

    Il rapporto tra Dario Fo e la TV italiana non è stato per fortuna solo conflittuale. Per esempio nel 1985 Rai 3 manda in onda un memorabile ciclo di lezioni di teatro del drammaturgo lombardo dal titolo ‘I Trucchi del Mestiere‘: un programma in sei puntate, trasmesso la domenica alle 21:30, ricavato da un ciclo di lezioni che Dario Fo aveva precedentemente tenuto al Teatro Argentina di Roma per gli allievi dell’Accademia di arte drammatica.

    Nel 1989 Dario Fo porta la sua satira del servilismo anche in uno sceneggiato TV (evento assai raro nella sua carriera), partecipando come attore nella trasposizione televisiva de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni curata dal regista Salvatore Nocita, dove interpreta a suo modo un indimenticabile dottor Azzeccagarbugli.

    Nell’eccezionale cast dello sceneggiato (a quei tempi si chiamavano ancora così) c’erano anche Alberto Sordi, Burt Lancaster, F. Murray Abraham, Valentina Cortese, Walter Chiari, Fernando Rey, Helmut Berger e molti altri.

    Il 9 ottobre 1997 l’Accademia di Svezia assegna a Dario Fo il Premio Nobel per la Letteratura ‘perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi’. Curiosamente Fo riceve la notizia della vittoria mentre si trova in automobile con la showgirl Ambra Angiolini per registrare una puntata di Milano/Roma, un programma di Rai 3 piuttosto popolare in quegli anni. La notizia gli viene comunicata su un foglio di carta da un giornalista di Repubblica che si affianca con la sua auto alla vettura sulla quale viaggiano Dario Fo e Ambra.

    Durante la quarta puntata di 125 milioni di caz..te, programma TV di Adriano Celentano andato in onda su Rai 1 nel 2001, si fa la storia della nostra televisione: il ‘molleggiato’ riesce infatti a riunire allo stesso tavolo tre mostri sacri della cultura e dello spettacolo italiano, Dario Fo, Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, più il bravo comico Antonio Albanese e ovviamente se stesso. Il risultato è una memorabile performance corale sulle note di Ho Visto Un Re, canzone scritta nel 1968 dallo stesso Fo su musica di Paolo Ciarchi. All’epoca il brano era stato censurato dalla Rai, che aveva vietato a Jannacci (l’interprete originario del pezzo) di presentarlo alla finale di Canzonissima ’68, ma 33 anni dopo si sono presi tutti una clamorosa rivincita cantandolo in prima serata sulla TV di stato.

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