Striscia La Notizia: ‘Mingo avrebbe alterato i servizi’. I pm chiudono le indagini

Striscia La Notizia: ‘Mingo avrebbe alterato i servizi’. I pm chiudono le indagini

L'inviato barese avrebbe utilizzato attori per realizzare alcuni falsi servizi andati in onda nel 2013.

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    Mingo avrebbe alterato i servizi realizzati per Striscia La Notizia: la procura di Bari ha chiuso le indagini a carico dell’ex inviato del tg satirico, parte ‘silenziosa’ del popolare duo Fabio&Mingo, i rappresentanti della trasmissione di Antonio Ricci per la provincia di Bari, contestandogli questa accusa. Mediaset, costituitasi come parte offesa, avrebbe infatti pagato fior di mila euro per la realizzazione di servizi che in realtà non erano veri, ma falsi montati ad arte da Mingo e dalla moglie e interpretati da attori.

    L’inchiesta a carico di Domenico Di Pasquale, questo il vero nome di Mingo, è iniziata dopo un servizio realizzato dall’inviato pugliese e riguardante un presunto falso avvocato. Le indagini della polizia giudiziaria partite dopo il servizio alterato di Mingo hanno svelato un’amara realtà: il finto legale in realtà non era mai esistito, perché era stato interpretato da un attore appositamente pagato. A gestire i finti servizi, oltre al silenzioso inviato che avrebbe agito tenendo il socio Fabio all’oscuro di tutta la vicenda, anche la moglie di Mingo, Corinne Martino, amministratrice assieme al marito della società ‘Mec Produzioni Srl’ che realizzava i servizi falsi. Indagata anche la segretaria della società, accusata di favoreggiamento personale per aver mentito agli investigatori durante le indagini.

    Lo stesso sistema di alterazione utilizzando attori avrebbe riguardato la realizzazione di ben dieci servizi, pagati da Mediaset (costituitasi come parte offesa) la bellezza di 21mila euro. Oltre a ciò, la società di Mingo e della moglie fatturava regolarmente un fisso annuale di 160mila euro.

    Corinne Martino, in qualità di amministratore della società, avrebbe truffato Mediaset chiedendo un rimborso di 150mila euro per l’impiego di cinque figuranti e attori, e in realtà quei soldi sarebbero stati spesi per altre necessità dell’azienda condotta da lei e Mingo.

    Le accuse nei confronti di Mingo e della moglie dopo la chiusura delle indagini sono diverse e di varia natura: truffe, simulazione di reato, falso, calunnia (ai danni di un autore di ‘Striscia la notizia’) e diffamazione ai danni degli autori del programma di Mediaset, che venivano indicati nei comunicati stampa come corresponsabili ed ideatori dei servizi alterati. Il collaboratore pugliese avrebbe montato ad arte i servizi dove denunciava presunti truffatori (una maga, un assicuratore o un dipendente della motorizzazione), quando in realtà erano figure appositamente interpretate a favore di telecamere.

    A quanto parte le accuse riguardano comunque solo Mingo, la moglie e la segretaria; Fabio, l’altra parte del duo e anche lui licenziato da Striscia La Notizia dopo la scoperta della truffa risalente al 2013, sarebbe stato all’oscuro dei servizi alterati dal collega. Al momento l’ex inviato del tg satirico di Antonio Ricci non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

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