Grande Fratello VIP, Codacons contro Mediaset per il ‘caso Russo-Bettarini’

Grande Fratello VIP, Codacons contro Mediaset per il ‘caso Russo-Bettarini’

Associazione dei consumatori, Ministero di Giustizia e Simona Ventura avanzano richieste precise

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    Grande Fratello VIP, Codacons contro Mediaset per il ‘caso Russo-Bettarini’

    Anche per la richiesta da parte di Codacons, di chiudere subito il programma Mediaset, rischia di esplodere, dentro e fuori la Casa del Grande Fratello VIP, una delle bombe mediatiche più forti di sempre. In queste ore, infatti, la rete Canale 5, ma anche chi fa il reality show, riceve da più parti attenzioni in seguito alle frasi parecchio discutibili pronunciate in TV dai concorrenti Stefano Bettarini e Clemente Russo. C’è chi, come l’associazione di consumatori, invoca la chiusura immediata del programma; chi invece chiede l’espulsione dei due partecipanti, ma anche chi attende di vedere come, e se, la rete e la trasmissione, proveranno a ‘correre ai ripari’ sulla vicenda.

    Andiamo con ordine. E’ giovedì notte, sono circa le ore 3.00, quando a Mediaset, al Grande Fratello VIP Stefano Bettarini e Clemente Russo, pensando di non essere ascoltati, perché senza microfoni, ‘chiacchierano’ nella Casa.

    Oggetto delle loro dichiarazioni sentite in TV, i nomi delle amanti, vere o presunte, dell’ex calciatore ai tempi del matrimonio con Simona Ventura. A questo punto, Russo bolla la conduttrice TV con termini poco eleganti, dicendo pure che una donna che tradisce andrebbe lasciata ‘morta’ in un letto.

    Il pubblico si accorge di quanto avviene, la notizia (con tutti i pro e i contro) rimbalza sui media e arriva anche a Simona Ventura, che annuncia querele e, in una nota a firma del suo legale, fa sapere come i suoi figli siano stati ‘calpestati dalle dichiarazioni gravemente offensive rilasciate da due concorrenti del Grande Fratello VIP, evidentemente espressione del loro pensiero sul ruolo della donna e sulla famiglia’.

    GF VIP, SIMONA VENTURA RISPONDE COSI’ ALL’EX MARITO BETTARINI

    Ventura, tramite il suo legale, si scaglia anche contro Endemol Shine Italia: ‘Lascia perplessi – scrive il suo avvocato – che alla casa di produzione del Grande Fratello Vip, responsabile di un programma ripreso da numerose telecamere, sia potuta sfuggire la situazione, visto che c’erano tutti gli strumenti per interrompere immediatamente la diffusione del dialogo offensivo e riprendere altro’.

    Dunque invita la rete e l’azienda (per cui ora, tra l’altro, sta lavorando anche lei, a breve parte il suo programma su Italia 1 Selfie – Le cose cambiano) a non parlarne più in TV, in quanto ‘ritornare sull’argomento, anche se in chiave chiarificatrice, aggraverebbe l’accaduto, ferendo un’altra volta’, e dunque a farlo ‘solo nelle sedi giudiziarie opportune‘.

    L’altro tassello di questa vicenda che chiama in causa Grande Fratello VIP è la richiesta da parte del Ministero di Giustizia. Anche in seguito alle dichiarazioni ritenute omofobe fatte in precedenza da Clemente Russo nel reality di Canale 5, il ministro Orlando ha chiesto al DAP (Dipartimento amministrazione penitenziaria) di fare le opportune verifiche, valutando le espressioni del concorrente, che dal 2012 è anche un atleta entrato a far parte delle Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria.

    Oggetto di attenzione da parte del ministero e del DAP le dichiarazioni di Russo ritenute omofobe (nel caso di Bosco Cobos) e rivelatrici di misoginia (in quello di Simona Ventura).

    GF VIP, CLEMENTE RUSSO OFFENDE BOSCO COBOS

    Tra l’altro, non pochi, tra diretti interessati e non, sono d’accordo nel ritenere che la trasmissione in TV di tali dichiarazioni non solo non andava autorizzata, ma ora rischia di rendere in qualche modo legittimi e dunque imitabili tali comportamenti.

    Ne è convinto anche Carlo Rienzi, presidente dell’Associazione dei Consumatori Codacons, secondo cui il Grande Fratello VIP è ‘il programma più diseducativo della TV italiana‘, resosi corresponsabile nel mandare in onda dichiarazioni contrassegnate da ‘sessismo e omofobia’. Motivo per cui Codacons chiede la ‘chiusura immediata’ del programma e il ‘licenziamento in tronco’ degli autori del reality.

    Gli episodi incriminati, riassumibili con la generica dicitura ‘Caso Bettarini – Russo’, fanno tornare di attualità un tema sempre centrale per chi fa TV e chi, più in genere si occupa di media e comunicazione: cioè il confine tra pubblico e privato, in uno spartiacque che viene continuamente ridisegnato, e non senza rischi.

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