Film al cinema

Quali film andare a vedere al cinema? Te lo consiglia Nanopress.it: trame, trailer, recensioni dei film in uscita

La verità sta in cielo, un film che mischia senza troppo coraggio finzione e ricostruzione storica

La verità sta in cielo, un film che mischia senza troppo coraggio finzione e ricostruzione storica
da in Cinema, Film, Film al cinema, News Spettacoli, Prodotti Spettacoli, Spettacoli
Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    La verità sta in cielo, il trailer

    Emanuela sta in cielo”, avrebbe detto Papa Francesco alla madre di Emanuela Orlandi, la ragazza di quindici anni scomparsa nel nulla trent’anni fa. Suo fratello Pietro non si rassegna, ma il caso è ancora aperto, avvolto nel mistero e protetto da una barriera di omertà e ipocrisie. Parte da qui il film di Roberto Faenza, un film che cerca di mettere in ordine quel che si sa e quel che si sospetta, a metà strada tra inchiesta e denuncia. Non un documentario ma un film di finzione, anche se il regista ha dichiarato più volte di essersi basato su indizi reali e comprovati. La verità sta in cielo è un film che parla di un passato molto attuale, ambientato in una Roma malata e corrotta, un vero e proprio pantano di informazioni dominato da poteri occulti: la verità sta in cielo, perché forse non è più possibile trovarla qui sulla terra.

    In seguito all’inchiesta su Mafia Capitale, una giornalista inglese di origini italiane viene inviata a Roma per raccogliere informazioni. Nella città eterna, la donna cerca di scoprire qualcosa in più sul caso di Emanuela Orlandi, una ragazza di quindici anni scomparsa nel nulla il 22 giugno del 1983. La giornalista inglese trova un valido aiuto in una sua collega italiana, che sembra aver trovato una pista che potrebbe finalmente far luce sull’accaduto. Le due donne indagano per le vie della Capitale, scavando nel passato della malavita romana e ricostruendo il puzzle un pezzo alla volta: la scomparsa di Emanuela sembra al centro di una complessa rete di connessioni, nella quale sembrano coinvolti il clero romano, la criminalità organizzata e la Banda della Magliana.

    Cast artistico:

    Riccardo Scamarcio: Renato De Pedis
    Scamarcio interpreta qui il boss della Banda della Magliana, ma aveva già interpretato il Nero, un altro membro della banda, nel Romanzo criminale di Michele Placido. Dopo essersi liberato dell’immagine del bello e maledetto, Scamarcio è riuscito a ritagliarsi un suo spazio al servizio di film più “politici” e meno commerciali.

    Maya Sansa: Maria
    Maya Sansa ha una carriera fatta di scelte coraggiose, più orientate al cinema d’autore che al cinema di massa.

    Greta Scarano: Sabrina Minardi
    La Scarano era presente in almeno altri due film recenti che raccontano la malavita della capitale: Senza nessuna pietà e Suburra.

    Valentina Lodovini: Raffaella Notariale
    La Lodovini si divide tra commedie di successo come Benvenuti al Sud e film più impegnati come Fortapasc, dedicato all’assassino del giornalista Peppino Impastato.

    Shel Shapiro: John
    Shel Shapiro cantante, prima di tutto. Attore, quando capita.

    Cast tecnico:

    Regia e sceneggiatura: Roberto Faenza
    Cinquant’anni di carriera e una filmografia che include Jona che visse nella balena, Prendimi l’anima, I viceré, Un giorno questo dolore ti sarà utile. Ha anche raccontato la vicenda di don Pino Puglisi nel film Alla luce del sole.

    Ricostruire gli eventi legati al caso Orlandi non era impresa da poco, ma Roberto Faenza è riuscito a gestire e a mettere insieme una grande quantità di informazioni: tutto è documentato, a dire del regista stesso, niente di quello che si sa è stato tralasciato o messo in secondo piano. Il problema è che La verità sta in cielo è uno di quei film, di denuncia o di inchiesta, che si fonda non tanto sulla messa in scena, quanto sulla realtà dei fatti narrati… E anche se affronta un argomento importante, rimane un film decisamente poco riuscito. Manca di una trama solida e di personaggi davvero interessanti, viaggia a un ritmo rallentato da continui spiegoni e stacchi temporali non sempre efficaci. È un film che accusa tutti e non accusa nessuno, che punta il dito in direzione dei responsabili senza indicarli davvero, che mette sul tavolo le ipotesi più certe senza mai approfondirle troppo. Se l’intenzione era risvegliare le coscienze sul caso Orlandi, è probabile che lo scopo sia stato raggiunto. Ma, onestamente, era lecito aspettarsi un po’ di coraggio in più.

    738